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Forze dell’ordine appostate nei luoghi clou della movida. Sono state riconfermate le misure già adottate lo scorso weekend che prevedevano la presenza di presidi fissi nelle zone più a rischio assembramento dei comuni costieri. Per Fano significa che verranno ancora una volta attentamente monitorate le persone che si troveranno nel weekend in Piazza XX Settembre e nella zona del Lido.



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Questa pandemia ha segnato tutti noi. Tutti abbiamo seguito quotidianamente l'evolversi del contagio e lo snocciolare dei numeri da parte dei mass media. Tutti abbiamo pianto i numerosi morti. Tutti abbiamo tifato e supportato l'encomiabile lavoro degli operatori sanitari. Tutti ci siamo stretti e fatti comunità per sconfiggere insieme questo male oscuro. Oggi però, all'inizio di questa nuova fase post-lockdown, dobbiamo analizzare i punti di debolezza della nostra sanità cittadina per cercare di migliorare eventuali carenze.


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Ha dovuto lasciare il parquet con una media punti più che dignitosa: 12. Poi è stato costretto a scendere di nuovo in campo, ma contro un avversario che non indossa canotte né divise. Il Covid-19 ha imposto un duro stop alla stagione cestistica, ma Francesco Alessandroni – 32enne di Senigallia - ha avuto comunque il suo bel da fare. L’obiettivo della sua primavera non è stato più quello di continuare a fare canestro, ma di preservare la vita degli ospiti della casa di riposo da lui coordinata: ‘Familia Nova’ di Fano. Anche da qui la scelta di assegnarli il titolo di “Sportivo dell’anno 2020”. Per l’impegno dimostrato e per i risultati ottenuti in questi due diversissimi ‘campionati’.



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È positivo il bilancio del lungo weekend del 2 giugno, durante il quale – nella provincia di Pesaro e Urbino – le violazioni riscontrate dalle forze dell’ordine sono state appena 41 a fronte delle 2.239 persone controllate. Davvero poche, dunque, le sanzioni a carico dei cittadini. Per il prefetto è tutto merito del senso di responsabilità dei singoli, in primis degli esercenti. Ma anche le ordinanze comunali che hanno stabilito l’uso della mascherina hanno fatto la loro parte.





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Il presidente della Regione Luca Ceriscioli ha firmato nel pomeriggio il decreto n. 184, con il quale sono consentite, a decorrere dall’8 giugno, le attività ludico ricreative – centri estivi - per bambini di età superiore ai 3 anni e per gli adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione utilizzando le potenzialità di accoglienza di spazi per l’infanzia e delle scuole o altri ambienti similari.




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Tutti insieme a passeggiare e a bere cocktail. Ma possibilmente distanziati. E, soprattutto, occhio all’orologio. Perché dopo le 18 – se si è in zona Lido - scatta l’obbligo di indossare la mascherina. O di alzarla da sotto il mento, se si ha l’abitudine di tenerla abbassata. A stabilirlo è un’ordinanza sindacale di prossima pubblicazione che impone regole precise per il prossimo fine settimana, ma che saranno valide almeno fino a lunedì 1° giugno, dato l’imminente ponte. E non ci saranno scuse, perché le mascherine verranno anche distribuite gratuitamente sul posto. Inoltre i controlli si faranno più intensi, anche attraverso dei presidi fissi nei luoghi clou del divertimento.


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“Anche a Fano – sottolinea Cucchiarini – così come in altre città d’Italia, nel week end abbiamo assistito ad una sorta di ‘rilassamento’ della cittadinanza che se da un lato è comprensibile e dimostra il voler tornare ad una serena socialità, dall’altro va monitorato perché la priorità resta la salute pubblica che va salvaguardata facendo ognuno la propria parte.




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Troppe persone in giro e troppo vicine tra loro. Le mascherine? Poche, e troppo spesso abbassate sotto il mento. Il centro storico e – soprattutto – la zona mare hanno subito ripreso vita dopo la fine del lockdown dovuto al coronavirus. Forse troppo, o comunque troppo presto. I dati del Gores dimostrano che tre nuovi casi di contagio su quattro riguardano persone under 35. E i sindaci del territorio non ci stanno. Massimo Seri compreso.



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In occasione del primo week end di riapertura dei locali, diverse sono state le problematiche che i gestori di bar e ristoranti hanno dovuto affrontare; in questa sede ci preme sottolineare una problematica che interessa in particolare i gestori dei bar, con riferimento alla vigilanza che essi dovrebbero assumere per prevenire assembramenti in prossimità dei loro locali.



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Uno step significativo, molto più che simbolico. Perché nessuno ha la sfera di cristallo, e la responsabilità di ognuno sarà determinante – lo è già da ora – per l’andamento dei contagi da coronavirus e per il nostro stesso futuro. Ma la recente chiusura della rianimazione Covid dell’azienda ospedaliera Marche Nord è un fatto davvero molto importante. Come fosse uno spartiacque, e ora sta a noi non fare marcia indietro. Lo sappiamo bene tutti, ma lo sa ancora meglio chi in quei reparti ha combattuto per la vita dei pazienti. E per tutti noi. Angeli come Letizia Pietrini e Martina Turiani, che guardano al futuro con una prudenza più che condivisibile.



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Con l’ultimo decreto governativo le restrizioni sugli spostamenti dovute al coronavirus sono praticamente scomparse. Resta però l’impossibilità di varcare i confini regionali senza una comprovata ragione. E – ovviamente – rimangono in vigore l’obbligo del distanziamento sociale e il divieto di creare assembramenti. È anche per questo che i controlli non si sono fermati neppure in questa terza settimana di ‘Fase 2’. Anche se il numero di violazioni registrate è ormai ridotto al minimo.




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La pandemia Covid ha letteralmente messo in ginocchio tutti i settori della cultura in Italia mettendo in seria difficoltà sia le maestranze del mondo dello spettacolo che tutta la filiera di professionisti ed esercenti del settore Cinema. Un comparto che in questo momento sta conducendo,una battaglia di sensibilizzazione e di invito all’ascolto per una categoria bloccata più di altre da burocrazie inutili e in forte ritardo su protocolli per le riaperture e sui programmi. Parliamo di questo grande problema con il regista Henry Secchiaroli Coordinatore di CNA Cinema e Audiovisivo Marche.


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In vista del consiglio del 19 maggio, abbiamo presentato quattro emendamenti alla proposta di delibera presentata dalla Giunta per facilitare le occupazioni di suolo pubblico, allo scopo di migliorarla e di tutelare maggiormente gli esercizi commerciali danneggiati dalle misure di distanziamento sociale imposte dall’emergenza Covid-19.



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Con l’ammorbidirsi delle restrizioni anti-Covid, il numero di violazioni nella provincia di Pesaro e Urbino è nettamente diminuito. Tra lunedì 11 e giovedì 14 maggio, le forze dell’ordine hanno infatti controllato 3.789 persone, più o meno in linea con l’intensità delle verifiche eseguite da inizio lockdown. Ma le multe sono state soltanto 25.



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La Giunta comunale dice sì alla possibilità di concedere maggior spazio pubblico ai locali commerciali, al fine di agevolare la ripresa economica dopo oltre due mesi di lockdown, venendo incontro alle esigenze di quegli operatori per i quali l'applicazione delle misure anti COVID-19 - distanziamento personale e contingentamento presenze - non è realizzabile e impedisce di fatto l'esercizio dell'attività.



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«Un primo passo importante per aiutare un settore in grossa difficoltà, perché la cultura resta una risorsa fondamentale per progettare il futuro». Così il consigliere regionale Andrea Biancani (Pd) commenta il nuovo Programma annuale della cultura 2020, il documento, di cui è relatore, che definisce le risorse per musei e istituzioni culturali, per i settori arte, spettacolo, musica, teatro, cinema, arti contemporanee.


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L’avvertimento era arrivato forte e chiaro: dopo un esordio di Fase 2 piuttosto rivedibile dal punto di vista degli assembramenti, si era già detto che nel weekend i controlli si sarebbero fatti ancora più serrati. Eppure, tra sabato e domenica, non sono state poche le sanzioni per l’inosservanza delle restrizioni – per di più alleggerite – contro il coronavirus.


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E’ caduto anche l’ultimo incomprensibile divieto. Quello che vietava alle attività che effettuano il servizio di asporto (e dunque anche bar e ristoranti), di non poter vendere separatamente le bevande. Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha firmato un provvedimento che, a far data proprio dal 9 maggio consente la vendita anche di sole bevande da asporto.