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Confindustria Marche Nord Pesaro Urbino e le Organizzazioni Sindacali hanno sottoscritto un protocollo per favorire, con la massima sinergia, la sicurezza nelle imprese in tema COVID-19, nel rispetto di quanto definito dal protocollo nazionale del 24 aprile. Presenti alla firma il Presidente Mauro Papalini, insieme a Andrea Baroni e ai funzionari dell’area sindacale, Roberto Rossini segretario della CGIL Pesaro Urbino, Maurizio Andreolini responsabile Cisl Pesaro e Paolo Rossini Segretario Regionale UIL Marche. “Sono molto soddisfatto di questo accordo” ha dichiarato il Presidente Papalini “perché si tratta di un protocollo di alto profilo, che nasce con un unico obiettivo, sempre condiviso dalle imprese: creare nelle aziende il massimo livello di sicurezza, a tutela della salute dei lavoratori e degli imprenditori“. L’accordo recepisce in pieno anche le sollecitazioni del Prefetto Lapolla, in prima linea sul tema della sicurezza e delle buone pratiche anti Covid.


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“Un calo della produzione industriale del 28,4% e un calo del PIL del 4,7% solo nel primo trimestre 2020: la doccia fredda dell’Istat che leggiamo oggi sulla stampa non fa che confermare la gravità della situazione che stiamo vivendo nel nostro Paese soprattutto nei confronti dei nostri conpetitor europei” esprime forte preoccupazione il presidente di Confindustria Marche Claudio Schiavoni, che riporta anche i dati di due sondaggi effettuati da Confindustria sulle imprese associate, uno all’inizio della crisi e un secondo intorno alla metà di aprile.



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“Fabbriche aperte o chiuse? Non è una caccia alle streghe su chi ha ragione o torto, ma nella quasi totalità dei casi una valutazione che fa appello alla coscienza”. Lo afferma Mauro Papalini, presidente della territoriale di Pesaro Urbino di Confindustria Marche Nord, anche a seguito dell’accordo sottoscritto a Roma fra Confindustria con le sigle sindacali nella giornata di ieri.


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“Mi appello alla massima responsabilità, affinché a tutti i livelli si adottino rigorosamente le misure di sicurezza diffuse dal Ministero della Salute ad oggi per evitare alla nostra provincia di rientrare tra quelle con maggiori restrizioni, con il trasferimento nella ‘zona rossa’, situazione che comporterebbe il blocco totale delle attività e il completo isolamento con l’altissimo rischio della non riapertura di molte aziende e relativo indotto”.