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Tre statuette dorate, di quelle destinate soltanto al gotha del cinema mondiale. E poi quella filmografia da brividi, che attraversa i decenni e che è entrata di diritto, ormai da tempo, nell’immaginario collettivo di tutti noi. Basterebbero queste due cose a rendere incredibile il racconto di Oliver Stone, il regista che si è guadagnato quelle tre statuette – tra cui l’Oscar come miglior regista per ‘Platoon’ -, colui che si è messo dietro la macchina da presa e ha reso possibili tutte quelle pellicole divenute poi delle pietre miliari. Eppure – parola sua - il suo è stato un percorso travagliato, accidentato, pieno di gioie ma anche di sofferenze personali. Le ha raccontate tutte – o quasi – dal palco di Passaggi Festival, in Piazza XX Settembre a Fano. È stato lui ad aprire la rassegna di questa edizione inevitabilmente segnata dal Covid. Ma che ai grandi, grandissimi nomi proprio non rinuncia.





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Tutto è cominciato con una bugia. Nel 1980 il regista Federico Fellini ha scritto tra le pagine di ‘Fare un film’ di aver proseguito gli studi, dopo le scuole elementari, proprio nella città di Fano. Peccato che non fosse vero. Fu infatti suo fratello Riccardo a frequentare il collegio provinciale dei padri Carissimi. Si è trattato, dunque, di una delle tante verità stravolte per gioco da Fellini, che però ha avuto davvero un legame speciale con la Città della Fortuna. È qui, infatti, che il regista aveva inizialmente deciso di ambientare ‘I Vitelloni’, ma anche parte di uno dei suoi film mai realizzati: ‘Viaggio con Anita’. Per non parlare di come, ne ‘La dolce vita’, Fano sia stata citata platealmente. C’è tutto questo e molto altro ancora alla base di FanoFellini, una rassegna lunga sei giorni ed entrata di diritto tra le celebrazioni ufficiali del regista, nata per rinsaldare il legame tra Fellini e la nostra città, ma soprattutto per omaggiare il maestro a cent’anni dalla sua nascita.




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La pandemia Covid ha letteralmente messo in ginocchio tutti i settori della cultura in Italia mettendo in seria difficoltà sia le maestranze del mondo dello spettacolo che tutta la filiera di professionisti ed esercenti del settore Cinema. Un comparto che in questo momento sta conducendo,una battaglia di sensibilizzazione e di invito all’ascolto per una categoria bloccata più di altre da burocrazie inutili e in forte ritardo su protocolli per le riaperture e sui programmi. Parliamo di questo grande problema con il regista Henry Secchiaroli Coordinatore di CNA Cinema e Audiovisivo Marche.


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Dal mondo del cinema arriva un aiuto concreto all’emergenza sanitaria del Coronavirus. L’idea parte dalla provincia di Pesaro e Urbino, una delle più colpite dal Covid-19. A metterla a punto un’azienda associata a CNA Pesaro e Cinema e Audiovisivo Marche, specializzata nel settore cinema nella costruzione di sistemi per la movimentazione avanzata di videocamere (le cosiddette Steadicam): la SmartSystem di Fano.


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“Pronto Manuel? Sono Federico”, “Federico chi?”, “Federico… Pinocchio”. E’ iniziata con questa telefonata una bella amicizia destinata a cambiare la storia di due ragazzi e, di riflesso, quella del Carnevale di Fano 2020. I protagonisti della storia sono Manuel De March, 24enne artista fanese con sindrome di down conosciuto ormai in tutta Italia sia per i risultati conseguiti in ambito sportivo (nuoto e bocce in primis) sia per i suoi Trucioli di Pinocchio (penne artigianali realizzate al tornio) e Federico Ielapi, il protagonista di “Pinocchio”, film di Matteo Garrone attualmente nelle sale cinematografiche.