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Quattrocento anime sedute, insieme per ricordare quelle che sono volate in cielo. Per colpa del Covid e non solo. Una serata all’insegna del ricordo e della commemorazione, tra musica, canti e testimonianze. È stata una commozione sobria ma intensa quella che ha solcato il volto di una serata sui generis. Doverosa, ma possibilmente da non dover ripetere più. Perché domenica sera, con i dovuti distanziamenti, la Rocca Malatestiana di Fano si è ‘riempita’ per rendere omaggio agli oltre ottanta fanesi che hanno affrontato il virus e non ce l’hanno fatta.




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Trecento firme per due nuovi nomi da inserire nel famedio. Sono quelli di Alberto Berardi e Franco Battistelli, due figure imponenti che hanno senz’altro lasciato il segno nella vita cittadina. Culturale e non solo. Ne sono certi il giornalista Silvano Clappis e il professor Giuseppe Franchini, che hanno organizzato una vera e propria raccolta di firme già consegnate e protocollate in Comune. Con una richiesta: quella di rimettere mano, una volta per tutte, al famedio, ovvero lo spazio in cui riposano i personaggi più importanti della storia della città.


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Non possiamo ancora abbracciarci, ma nulla ci impedisce di stare insieme. Per questo, quello di domenica 5 luglio, sarà paragonabile a un grande abbraccio virtuale. Ma non per questo meno sentito. Ci si incontrerà dal vivo – e grazie all'intermediazione dei mezzi televisivi – per rendere omaggio a chi ci è stato portato via dal Covid-19. Un momento di condivisione e di commemorazione organizzato da Comune di Fano e Diocesi, che avrà inizio alle 21 alla Rocca Malatestiana nel massimo rispetto delle norme di sicurezza.






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Il silenzio, il rumore del vento. Il fatto di dover fare affidamento – una volta lassù - soltanto su se stessi, perché quando sei in volo ci sei tu e basta. Ecco cosa amava Marco Casella del parapendio, una passione sfrenata trasformata ben presto in un lavoro. Il senso di libertà, l’adrenalina, le forti emozioni: tutto questo, però, ha finito per giocargli il più tragico degli scherzi. Perché mercoledì pomeriggio, Marco – milanese appena 30enne -, è rimasto vittima di un brutto incidente proprio con il parapendio. Che purtroppo non gli ha lasciato scampo.





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Il terzo settore ha un nuovo alleato. Un ‘amico’ con in tasca mezzo milione di euro, un tesoretto che intende far crescere ancora per poi dare un aiuto concreto a chi si occupa di solidarietà. Da ‘Fano Solidale’ alla ‘Fondazione di Comunità Città di Fano’: questo è il nome del nuovo soggetto pronto ad affiancare il Comune per dare una mano ai più bisognosi.








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Un maestro della cartapesta, un artista indiscusso. Verrà ricordato così Hermes Valentini, uomo poliedrico e storico carrista del Carnevale di Fano, autore di maestose e apprezzate creazioni che per quasi cinquant’anni hanno contribuito a rendere unica la kermesse in maschera della Città della Fortuna. Se n’è andato giovedì, all’età di 95 anni. Le sue opere sono timbri indelebili sulla manifestazione fanese, ma soprattutto nei ricordi di chi ogni anno, da tempo, vive il Carnevale come un evento imperdibile.




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Aree edificabili contro comparti agricoli: per la giunta fanese la ‘partita’ deve finire in parità. Suona come una rivincita della terra sul cemento la nuova iniziativa del Comune di Fano. Che poi tanto nuova non è, come precisato dalla stessa amministrazione. Tenendo conto delle linee guida del nuovo prg, la giunta ha rispolverato un bando del 2019 - ma poi messo in stand by per via delle elezioni – per individuare le cosiddette ‘varianti verdi’. In altre parole, si invitano i cittadini a farsi avanti qualora fossero proprietari di un’area edificabile ma la volessero trasformare in agricola.


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Un piccione come simbolo dell’essere cittadini, e una striscia gialla – colore del cambiamento – che lo attraversa. Eccola la nuova locandina di Fano Jazz By The Sea 2020. Nuova, sì, perché a causa del Covid-19, la storica kermesse musicale della Città della Fortuna si è dovuta reinventare in extremis, rinunciando – ad esempio – all’ormai celebre Jazz Village. E sono proprio la città e il concetto di resilienza – ovvero la capacità di affrontare i cambiamenti, anche negativi, in modo costruttivo - le due parole-chiave di questa 28esima edizione, che vuole fare della cultura un vero e proprio viatico per la ripartenza.



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Voleva attraversare il fiume, ma non ce l’ha fatta. Al punto che la sua moto è sprofondata in una buca di fango ricoperta dall’acqua. Impossibile, a quel punto, recuperare il mezzo senza l’aiuto di esperti. Protagonista della disavventura un giovane centauro di 21 anni, che intorno alle 18 di sabato ha tentato di guadare il Metauro all’altezza di Cerbara. Ma il mezzo a due ruote è stato come risucchiato sul fondo del fiume, e il ragazzo non ha potuto far altro che chiedere aiuto.


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Dopo i dubbi, le prime grandi certezze. Il Covid-19 non ha fermato la voglia d’estate, e anche se non c’è ancora un calendario dettagliato, i motori della macchina organizzativa fanese sono già ben caldi. Si riparte da uno slogan, “Fano en plein air”, per dire a tutti che la Città della Fortuna c’è, e che è pronta a trasformarsi in un grande salotto a cielo aperto che unisce centro e mare.



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Respiro e fuoco. Il primo l’hanno tolto a un uomo afroamericano – uccidendolo -, il secondo è quello delle proteste che da un paio di settimane sta ‘incendiando’ l’America. Quell’uomo si chiamava George Floyd, morto soffocato perché Derek Chauvin – nientemeno che un agente di polizia, ormai ex – lo scorso25 maggio, a Minneapolis, gli ha premuto il ginocchio sul collo per circa nove minuti. Da qui la protesta in tutta America contro l’atavica piaga del razzismo. E anche Fano – in un certo senso – ha voluto fare la sua parte. Puntando proprio su quelle due parole. Respiro e fuoco, ‘breath and fire’.


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Riaprono quasi tutti i centri diurni del territorio, ma le famiglie con figli autistici tuonano contro chi ha gestito tutto questo. Perché se l’emergenza Covid ha imposto uno stop a certi servizi essenziali, sono le scelte relative ai tempi e alle modalità delle riaperture che hanno fatto indignare i genitori dei ragazzi che soffrono di certi disturbi. A partire dalla decisione di eseguire dei tamponi sui loro figli.




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Prima la dichiarazione di inagibilità, poi la ‘diaspora’ degli studenti tra i banchi vuoti di altri istituti della città. Infine, il Covid. Per l’ex Carducci di Fano è stato davvero un ‘annus horribilis’. E – a nove mesi di distanza – i genitori alzano la voce per chiedere cosa ne sarà dei loro figli. E della loro istruzione. Perché se le conseguenze del virus non sono facilmente imputabili a scelte umane e politiche, a detta del comitato – costituitosi già dallo scorso novembre -, lo stesso non si può dire per il lassismo che le istituzioni avrebbero dimostrato durante l’anno scolastico appena concluso, lasciando ombre pesanti sul possibile ritorno in aula. Un problema reso ancora più grave del ‘boom’ di iscrizioni che continua a far aumentare gli iscritti di anno in anno. Un numero che già oggi sfiora i 1.300.



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Un nuovo collegamento con la parte sud della città, ma anche con San Costanzo e la bassa valle del Cesano. Il nuovo ponte sul Metauro, però, è soprattutto una boccata d’ossigeno per la statale, puntualmente congestionata nelle ore di punta di lavoratori e bagnanti. Inaugurata in pompa magna sabato mattina alla presenza di istituzioni e forze dell’ordine, la nuova infrastruttura arriva come una manna dal cielo dopo una settimana di disagi dovuti al senso alternato sul Ponte Metauro ‘originale’, una decisione resa necessaria da Anas. Mentre si stavano avviando i controlli su quella vecchia ma preziosa infrastruttura, c’è chi però si è adoperato per chiudere le ultime pratiche e far aprire già da sabato il nuovo collegamento.