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Un breve raccoglimento per dire addio all'amato collega. Lunedì mattina il reparto di radiologia dell'ospedale Santa Croce si è fermato per omaggiare Carlo Amodio, il medico appena scomparso a causa del coronavirus. Intanto i messaggi di cordoglio continuano a susseguirsi anche sui social, a dimostrazione di quanto fosse imponente l'affetto nei suoi confronti da parte di amici, colleghi e tantissimi pazienti. Ve ne proponiamo alcuni.



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"Voi in corsia, noi in strada. Insieme ce la faremo: medici, infermieri e sanitari orgoglio di tutti noi”. Con questo striscione – lunedì mattina - le forze dell’ordine hanno ringraziato gli operatori sanitari dell’ospedale Santa Croce di Fano dell’azienda ospedaliera Marche Nord impegnati in prima linea contro il coronavirus. Inno di Mameli e applausi per un momento davvero commovente.


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È uscito con la sua compagna per andare a fare la spesa, compiendo un doppio grave errore. Non solo si è recato all’Eurospin con un’altra persona – cosa non concessa per via delle restrizioni vigenti legate al coronavirus -, ma il suo gesto ha pure un’incredibile aggravante. Su di lui, infatti, pendeva già una sentenza definitiva per la quale sarebbe dovuto essere in carcere.



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Il sole splende, ma soffia ancora il vento. Compreso quello dell’ignoranza. A dirlo sono i dati della prefettura di Pesaro e Urbino, secondo cui - nonostante le restrizioni dovute al coronavirus - nella sola giornata di sabato sono state 40 le persone trovate ‘a spasso’ senza motivo sul territorio provinciale, su un totale di 907 controlli eseguiti.



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Più di 12mila accessi in un solo giorno, con un picco di 3mila utenti collegati nello stesso momento al sito del Comune, tanto da mandarlo in 'down' e da aizzare subito l'opposizione. Ma il sindaco di Fano Massimo Seri non ci sta, soprattutto alla luce di alcune critiche a mezzo stampa che considera infondate. E rilancia: "Nessuno è stato tempestivo quanto noi, tanto che sono già stati consegnati i primi buoni spesa". Le richieste, intanto, sono state almeno 290.



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Un’intera famiglia a spasso per Fano. Senza mascherina, senza guanti. Insomma, senza alcuna protezione. Di per sé un errore, non fosse che la mamma avesse una doppia ragione in più per non muoversi di casa. Perché – parola di tampone - era risultata positiva al coronavirus, e quindi sarebbe dovuta rimanere in quarantena. E – per di più – è pure un’infermiera.


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Il trend dei nuovi contagi è in leggero miglioramento. Numeri che risollevano, ma dal valore infinitesimale. Per questo, chi già abbassa la guardia, diventa complice di un eventuale rallentamento collettivo lungo la strada che stiamo tutti percorrendo: quella che ci riporterà a una vita normale. Non devono averlo capito le 30 persone che venerdì – nella provincia di Pesaro e Urbino - hanno violato il divieto di spostamento dovuto al coronavirus. La prefettura ha segnalato che 2 di queste persone sono state anche denunciate.


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Nella provincia di Pesaro e Urbino si continua ad andare a spasso, e a prendere l’auto per ragioni non essenziali. A dirlo sono i dati della prefettura, secondo cui – nella sola giornata di giovedì – sono state 46 le violazioni riscontrate, nonostante le stringenti restrizioni per il contenimento del coronavirus.



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Sono stati 1.201 i controlli effettuati mercoledì tra le persone a spasso nella provincia di Pesaro e Urbino. Un numero consistente, soprattutto se si considera il calo delle verifiche eseguite di appena qualche giorno fa. E a tanti controlli da parte di forze dell’ordine e militari corrispondono anche tante multe: ben 30 in una sola giornata.



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Un video pubblicato su Youtube. Una canzone che mette pure un po’ di allegria, sensazione che appare quasi bizzarra, di questi tempi. Ma è un inno alla vita, e non potrebbe essere altrimenti. Il cantautore fanese Luca Vagnini ha scritto, suonato e interpretato il suo nuovo brano. S’intitola ‘Diario di blues’, e il sound, in effetti, non mente. Tra le note, una sentita dedica a medici, infermieri e a tutti coloro che stanno lottando in prima linea contro il coronavirus.


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Decolla di nuovo il numero dei controlli eseguiti sulle persone a spasso. Dopo alcuni giorni in cui le verifiche da parte di forze dell’ordine e militari sembravano aver subito un rallentamento (questi i dati di domenica), lunedì 30 marzo sono stati effettuati ben 1.272 controlli relativi al divieto di spostamento dovuto all’emergenza coronavirus. Un’altra giornata da velo pietoso: nella provincia di Pesaro e Urbino sono infatti state contestate altre 27 violazioni in sole ventiquattro ore.


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Una straordinaria dedizione verso gli altri. Verso chi sta male, soprattutto. Poi un’emergenza sanitaria di portata epocale. Un periodo critico, costellato di tragedie dovute al coronavirus, durante il quale Giorgio Scrofani è rimasto in prima linea finché ha potuto. Poi il triste epilogo: l’operatore del 118 non ce l’ha fatta. È il quinto in tutta Italia.


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Ben 400 milioni di euro da ripartire tra tutti i comuni italiani. Sono quelli messi a disposizione sabato scorso dal premier Giuseppe Conte per far fronte alle difficoltà economiche già manifestate da parte della popolazione a causa dell’emergenza coronavirus e delle restrizioni imposte, tra cui la chiusura di gran parte delle attività. La soluzione adottata è quella dei buoni spesa da riservare alle persone meno abbienti o comunque danneggiate dall’attuale situazione. Tutto parte dallo stanziamento del governo, fondi trasferiti ai singoli comuni con importi che variano a seconda della popolazione. Ecco quanto spetta ai diversi comuni del nostro territorio.


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Buoni spesa una tantum per i meno abbienti, ma anche per chi sta subendo dei gravi danni economici per via dell’emergenza coronavirus. Sono quelli che verranno elargiti a breve – anzi, a brevissimo - grazie ai fondi provenienti dal governo e destinati ai diversi comuni (qui gli importi spettanti al nostro territorio, municipio per municipio). Fano ha a disposizione 322mila euro, una cifra importante la cui modalità di ‘redistribuzione’ è ancora un work in progress. Anche se le idee dell’amministrazione sembrano in realtà già abbastanza chiare.


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Sembrano lontani anni luce i numeri confortanti di appena alcuni giorni fa. Cifre che lasciavano trapelare che i cittadini della provincia di Pesaro e Urbino avessero compreso la stringente esigenza di rispettare le restrizioni vigenti in merito all’allontanamento da casa, misure cardine nella lotta al coronavirus. Invece no.


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“La curva si sta addolcendo, poi bisogna vedere nei prossimi giorni cosa succederà”. È questo il commento del sindaco di Fano Massimo Seri in merito all’andamento dei contagi nella Città della Fortuna. Parole che lasciano trapelare un moderato ottimismo alla luce dei dati di cui si è attualmente in possesso, secondo cui le persone positive al coronavirus al momento sarebbero 235, mentre in 428 sono in isolamento domiciliare per aver avuto contatti con un positivo.


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Per una volta nessun ‘passeggiatore’ fuori posto. E – come spesso accade, per fortuna – non sono state riscontrate irregolarità nemmeno tra le attività commerciali. Quella di giovedì è stata dunque un’altra giornata densa di controlli relativi alle restrizioni imposte per il coronavirus, ma questa volta gli abitanti della provincia di Pesaro e Urbino si sono mostrati ligi e impeccabili. Ed era tutt’altro che scontato.


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Un doppio tampone per sapere se si è finalmente ‘liberi’ dal coronavirus. È quello che verrà eseguito a partire dai prossimi giorni nei locali del Codma di Fano. E senza nemmeno dover scendere dall’auto. Il sindaco Massimo Seri ha definito questo servizio “un percorso veloce e sicuro” attraverso cui eseguire il test. Ma lo si farà soltanto ‘a chiamata’.


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Calano i nuovi contagi nella provincia di Pesaro e Urbino, ma non l’attenzione delle forze dell’ordine verso chi esce di casa senza una ragione essenziale. Sono stati quasi mille – 993, per l’esattezza - i controlli eseguiti nella giornata di mercoledì lungo tutto il territorio provinciale. E – ancora una volta – si registrano diverse denunce: ben 30.


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Ogni giorno un bollettino. Ogni giorno i numeri di chi si sporca la fedina penale perché non rispetta le restrizioni dovute all’emergenza coronavirus. Cifre che evidentemente non spaventano quanto dovrebbero, perché le denunce continuano comunque ad aumentare. Soltanto martedì - nella provincia di Pesaro e Urbino - sono infatti finite nei guai altre 31 persone per essersi allontanate da casa per ragioni non essenziali.


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Sollevamento pesi di prima mattina, probabilmente nella vana speranza di non farsi scoprire. Sei culturisti sono stati scoperti dalla polizia mentre si stavano allenando in palestra. In barba alle restrizioni legate all’emergenza coronavirus. Una volta beccati, alcuni di loro hanno persino provato nascondersi: sono stati subito rintracciati e denunciati.


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Non stavano rispettando le prescrizioni del governo dovute all’emergenza coronavirus, così sono stati temporaneamente chiusi. Sono due esercizi commerciali della provincia di Pesaro e Urbino, scoperti nei giorni scorsi dalle forze dell’ordine a non osservare le restrizioni vigenti. Intanto prosegue imperterrita la caccia ai passeggiatori: soltanto lunedì ne sono stati denunciati altri 35 in tutto il territorio provinciale.


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Due persone, in lontananza, in quindici scatti. Foto che ritraggono un’altra domenica sui generis per Fano e per i suoi abitanti. La Città della Fortuna si è presentata così come le era stato chiesto di presentarsi: vuota, pressoché deserta. L’invito è ormai noto: restare a casa per debellare quanto prima la piaga del coronavirus.


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Italo Nannini lascia un vuoto difficilmente colmabile. Sono parole, queste, che vengono recitate quasi sempre quando se ne va qualcuno di caro o di molto conosciuto. Nel caso del fondatore de L’Africa Chiama, però, non c’è spazio per la retorica né per le frasi fatte. La scomparsa dell'83enne lascia spazio soltanto per al dolore, al ricordo, ma soprattutto alla celebrazione dell’uomo che è stato. Come dimostra la testimonianza di Cristiano Nannini - nipote di Italo - che vi riportiamo di seguito.


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Italo Nannini se n’è andato, ma non per via del coronavirus. Malato ormai da tempo, il fondatore dell’associazione fanese ‘L’Africa Chiama’ si era aggravato negli ultimi giorni. Domenica mattina il ricorso al 118, fino al decesso avvenuto nel pomeriggio all’ospedale Santa Croce di Fano. Lunedì è infine arrivato il verdetto del tampone, precedentemente eseguito per accertarsi che le complicanze che hanno stroncato l’83enne non fossero dovute al Covid-19.


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Le foto di Fano pubblicate sulla pagina Facebook del sindaco Massimo Seri mostrano una città deserta. Sono la prova di una domenica in cui, verosimilmente, i cittadini sembrano aver rispettato le restrizioni vigenti in merito agli spostamenti imposte a causa della proliferazione del coronavirus (qui gli ultimi numeri sul contagio). Eppure i dati provinciali parlano di tutt’altro scenario.


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Proseguono a tappeti i controlli da parte delle forze dell’ordine, nel tentativo di mettere un freno all’egoismo e all’ignoranza di chi ancora si allontana da casa violando il decreto Conte. Purtroppo, però, proseguono imperterrite pure le violazioni, nonostante l’emergenza coronavirus sia ben lungi dal concludersi.


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Ci sono i medici. E poi, certo, ci sono gli infermieri. Angeli come Letizia, Martina e Michela che stanno combattendo questa battaglia in prima linea. Sono loro che rischiano ogni giorno per via del coronavirus, ma anche per l’ignoranza di alcuni. E non sono i soli. Ci sono i farmacisti, gli addetti alle pulizie e tanti altri lavoratori a cui dovremmo apporre subito una medaglia al petto. Talmente tanti che non è possibile definire davvero un elenco. Tra questi, però, ci sono senz’altro coloro che lavorano nei supermercati. Ketti Vagnini è la titolare di uno di questi esercizi commerciali, dove ogni giorno si creano code per fare la spesa. Ketti ha sotto gli occhi i suoi clienti, e non può fare a meno di notare quanti errori commettano. C’è chi si presenta più volte al giorno, chi girovaga per le corsie senza aver fatto una lista: sono tante le leggerezze che potrebbero costare caro all’interno comunità. Ketti - in questo post pubblicato su un gruppo Facebook di Fano – ci suggerisce come migliorare per il bene di tutti.



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Ancora troppi i trasgressori in strada. Ma i ‘furbetti della passeggiata’ devono tenersi pronti, perché sono in arrivo nuove restrizioni. Intanto, in virtù di quelle già in vigore, sono state 17 le violazioni contestate nella sola giornata di giovedì 19 marzo nella provincia di Pesaro e Urbino, a fronte degli 877 controlli effettuati. Un dato preoccupante che si somma ai numeri ancora più inquietanti dei giorni precedenti.


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La quarantena è una dura prova per tutti. Ma una cosa va sempre ricordata: il nostro ‘sacrificio’ non è assolutamente nulla in confronto a ciò che stanno passando tante altre persone. In primis i malati, ma anche chi sta lottando per la loro vita, al netto di tutte le altre categorie professionali che continuano a rimanere operativi per il bene di tutti. Medici e infermieri, però, sono davvero in prima linea in questa tremenda battaglia contro il coronavirus. Dopo il racconto di Letizia Pietrini, vi riportiamo le parole di un’altra infermiera. Martina Turiani è una fanese in servizio all’ospedale San Salvatore di Pesaro, lì dove davvero si vive in trincea contro il Covid-19, tra turni massacranti e camici intrisi di sudore. Questa è la sua preziosa testimonianza, pubblicata giovedì sul suo profilo Facebook.