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Ogni favola che si rispetti ha la sua brava morale sulla quale riflettere. E che capitan Carpani e compagni abbiano compiuto qualcosa di grandioso è fuori del benché minimo dubbio. Per dirla tutta ed a loro pieno onore, non abbiamo tema di affermare che si è trattata di una delle più grandi soddisfazioni che questo vecchio cuore granata (che ne ha viste di cotte e di crude) ha sperimentato nell’ultimo mezzo secolo o poco meno. E’ stata un’impresa vera e propria, questa salvezza conquistata con innegabile merito sul campo, contro tutto e contro tutti. In barba alle incertezze e al logorio mentale creati dalla pandemia, ad una classifica che vedeva l’Alma sfavorita, ad un avversario, il Ravenna, ricco sì di nomi altisonanti e di prestigioso blasone ma arrivato tremendamente povero di risorse fisiche ed interiori all’appuntamento con la storia. L’esatto contrario della truppa comandata da par suo da quel fine stratega che è Alessandrini, che, coadiuvato in questo dallo staff atletico, è stato capace di motivare al meglio i suoi uomini, mettendoli nella condizione di interpretare i due match della vita in maniera ottimale.