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dot Zaffini: 'Pronto soccorso tragicomico'

immagineRaccolgo la testimonianza di una famiglia che mi ha contattato per raccontare la sua disavventura vissuta al pronto soccorso di Fano.

Una signora di settantacinque anni afflitta da un'aritmia cardiaca è ricorsa alla struttura sanitaria per verificare eventuali complicazioni, dato che il disturbo durava più del consueto, così come consigliata dal medico curante. Alle 9 entra al pronto soccorso. Le prime verifiche effettuate verso le 10 scongiuravano possibili pericoli. Fino a quì tutto bene l' assurdo però è che per avere il risultato delle analisi e quindi poter tornare a casa la signora ha dovuto attendere ben 12 ore. Ed è in queste 12 ore che si è di nuovo sentita male. Alle ore 20, constatando che l'attesa oltrepassava il limite ragionevole della pazienza, i parenti hanno chiesto di firmare i documenti per poterla portare a casa, sotto la loro responsabilità. Hanno anche minacciato di chiamare i carabinieri. Alle ore alle 21 la signora si è sentita di nuovo male, svenendo, ed è dovuta ricorrere nuovamente alle cure ma non per la patologia di cui soffre bensì per la debolezza e l'ansia accumulata per la lunga attesa. Alle fine la signora è uscita dal pronto soccorso alle 22; è entrata alle ore 9 e alle 13 le verifiche attestavano che non correva nessun pericolo.

Durante queste interminabili ore si è verificata anche una scena tragicomica. Un giovane paziente che era anche lui li dalle 9 di mattina in attesa dell'applicazione di punti di sutura dopo la prima medicazione al braccio. Verso le 16,30 esasperato e vedendo che quelli che arrivavano con l'ambulanza passavano tutti avanti ha deciso di chiamare l'ambulanza che era a pochi metri da lui, con il telefono della cabina interna. Quando sono arrivati con stupore dei presenti anche i più sofferenti si sono lasciati andare ad una sonora risata collettiva. Questo è il nostro pronto soccorso: tragicomico!

Queste vicende purtroppo sono quotidiane. Se è abbastanza celere la procedura nella fase iniziale diventa inaccettabile l'attesa per la dimissione provocando un inutile sovraffollameto degli spazi angusti e assolutamente indegni per il bacino di competenza. Il problema è determinato dal cambio dei turni perché ogni nuovo turno dopo le eventuali emergenze da codice rosso non recepisce le precedenti attese e continua ad accogliere i nuovi arrivi. Tutto ciò non dipende dal personale, che anzi è da ammirare, ma dall'organizzazione, dall'organico insufficiente e dalle condizioni allucinanti in cui sono costretti a prestare servizio. C'è forse qualcuno che gode nel vedere esasperati così i nostri cittadini?

da Roberto Zaffini
Consigliere Regionale Lega Nord



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