Civitanova: Maradona a Civitanova, quella notte allo chalet Re Sole. Luci accese in sua memoria al Polisportivo

4' di lettura Fano 26/11/2020 - Anche Civitanova si stringe nel ricordo di Diego Armando Maradona, tra aneddoti, ricordi e iniziative. Nel suo lungo girovagare, El Pibe de Oro toccò anche Civitanova all’inizio del nuovo Millennio. Era una sera d’estate e il fuoriclasse argentino arrivò allo chalet Re Sole per una serata organizzata da Cesare Paciotti.

A ricordare quella notte è Emanuele Buzzanca, che esattamente allora non poteva immaginare che 20 anni più tardi sarebbe diventato allenatore di una squadra, chiamata Boca, della quale Diego Armando Maradona è stato il simbolo in eterno. «Maradona venne a Civitanova ospite dell’azienda Paciotti e Marco, nipote di Cesare, sapendo della mia grande passione per il numero 10 argentino, mi regalò una serata proprio affianco a lui – ricorda Buzzanca –quella sera gli feci molte domande, sapevo tutto di lui e mi raccontò un aneddoto stupendo. Quell’anno giocavo in A2 con la Brandoni e, parlando dei suoi gol, gli dissi che uno dei più belli fu quello realizzato al San Paolo contro la Sampdoria, allora difesa in porta da Bistazzoni. Arrivò un cross quasi rasoterra e lui, Diego, anticipò l’estremo difensore con un tuffo radente il suolo che fece impazzire lo stadio. Ma Diego, con la sua genuinità, mi disse che quel gol, in realtà, era arrivato con l’aiuto di una mano e nessuno se ne era mai accorto. Io la sera andai a rivedere le immagini ed effettivamente, quel tocco, impercettibile, c’è stato. Ma al di là di questo aneddoto, tante sono le cose che ci hanno fatto innamorare di Maradona. E quella sera, a fine serata, mi autografò la maglia di allenamento dell’Argentina che mi aveva regalato qualche tempo prima Claudio Caniggia. Questo è il mio ricordo di Diego, il più grande calciatore di tutti i tempi che non c’è più».

Anche il basket si è voluto unire alla memoria di Maradona con i due napoletani della Rossella Basket, il capitano Francesco Amoroso e il direttore sportivo Mario Tessitore. «Io non sono mai stato molto calciofilo, ma ricordo benissimo l'unica volta che ho visto Maradona giocare al San Paolo – racconta il capitano della Virtus, ormai marchigiano d’adozione ma nato e cresciuto nei sobborghi napoletani – era un Napoli-Pisa, che peraltro finì 0-0, ma mi rimase impresso il suo ingresso in campo. Salì le scalette da solo, con un mazzo di fiori in mano. E lo stadio impazzì, una cosa non ho mai più visto. Lì capii che Maradona era dio per davvero». «Da piccolo con la mia famiglia vivevo proprio davanti allo stadio San Paolo – spiega Tessitore, anche lui ormai civitanovese vero ma originario di Fuorigrotta – le volte che non eravamo a vedere la partita e stavamo a casa, quando segnava il Napoli sembrava ci fosse il terremoto. Tra i miei coetanei a Napoli è pieno di ragazzi che si chiamano Diego o Armando in suo onore. Maradona è stato il primo eroe della mia infanzia».

Per commemorare la scomparsa del calciatore argentino, il sindaco Fabrizio Ciarapica ha accolto la proposta del consigliere comunale Yuri Rosati e durante la prossima nottata le luci del Polisportivo resteranno accese, come già in molti altri stadi di tutto il mondo. «Anche Civitanova vuole rendere omaggio al calciatore più grande di sempre che ci ha incantato e fatto sognare con il suo talento e il suo genio», conferma il sindaco.

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Questo è un articolo pubblicato il 26-11-2020 alle 15:12 sul giornale del 27 novembre 2020 - 1070 letture

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