CTU e CTP, differenze e somiglianze tra le due figure

4' di lettura Fano 26/11/2020 - I professionisti presenti in Italia sono di moltissime categorie, e alcuni di questi sono ancora poco conosciuti, nonostante il loro ruolo fondamentale.

CTU e CTP appartengono certamente a questo gruppo svolgendo spesso la propria attività nei tribunali, ma non solo.

Infatti, questi due tipi di consulenti hanno requisiti professionali che consentono di svolgere perizie in ambiti specifici, e anche di fornire al giudice elementi ed evidenze oggettivi e specifici per poter definire la sentenza.

Un altro elemento che spesso riguarda questi due tipi di tecnici è costituito dalla loro assimilazione, eppure, i consulenti svolgono attività diverse con differenti competenze.

Ecco, quindi, le differenze e le specificità che li riguardano.

CTU e CTP, il significato specifico

Prima di andare ad approfondire il profilo di questi due professionisti sarà necessario definirne le caratteristiche e i ruoli.

CTU è un acronimo che sta per Consulente Tecnico d’Ufficio, una figura che presta la sua opera di consulenza nei confronti del giudice e si basa su quanto viene indicato dal Codice di Procedura Civile.

CTP, invece, è un acronimo che sta per Consulente Tecnico di Parte, una figura che, come indica il suo stesso nome, presta la sua opera solo ad una delle parti e non al giudice.

La figura del CTU

La prima figura che andremo ad esaminare è quella del CTU. Il consulente tecnico d’ufficio può iniziare a svolgere la sua attività solo se già iscritto ad un Albo professionale, ad un Ordine, ad un Collegio o ad una Camera di Commercio.

Ad esempio, dovrà essere uno psichiatra, un esperto in sfragistica e così via.

Oltre a questo requisito, sarà necessario essere iscritti all’Albo dei Consulenti tecnici d’ufficio che viene tenuto e aggiornato in tribunale: sarà proprio da questo albo che il giudice potrà attingere per nominare il suo consulente.

L’albo vede una suddivisione dei professionisti proprio sulla base della loro professionalità. Ad esempio si possono trovare le seguenti categorie:

  • Architetti;

  • Ingegneri;

  • Geometri;

  • Psicologi;

  • Grafologi;

Nel momento in cui avrà ricevuto la nomina come consulente, l’esperto avrà l’obbligo di accettare l’incarico. Potrà rifiutarsi solo nel caso in cui abbia delle motivazioni gravi ed appropriate, oppure un conflitto di interessi.

L’incarico del CTU gli viene conferito tramite un giuramento di rito che viene fatto in sede di udienza.

La figura del CTP

Per poter diventare un CTP il libero professionista non dovrà essere per forza iscritto ad un albo professionale.

L’attività che questo professionista svolge è di parte, quindi si svolge nei confronti di una sola delle parti e non del giudice.

La sua nomina è regolata da un’ordinanza del giudice nella quale si stabilisce anche quale sia il termine entro il quale le parti potranno scegliere il consulente tecnico.

Il compito del CTP sarà quello di affiancare il consulente del giudice per avvalorare o contestare le osservazioni fatte da quest’ultimo.

Ecco perché il CTP può prendere parte alle operazioni peritali del CTU e alle udienze.

Vista la natura del suo incarico, per il consulente di parte non è previsto alcun tipo di giuramento in veste ufficiale.

CTU e CTP, il loro ruolo durante il processo

Come si può capire da quanto è stato indicato, il ruolo dei due consulenti nel processo è abbastanza intuitivo.

A livello generale ci si troverà di fronte ad un CTU e a due CTP che avranno già in parte svolto un lavoro di collaborazione e di esame.

In molti casi, infatti, allo scopo di accelerare il contraddittorio, il CTU invierà una bozza della sua consulenza tecnica ai CTP. Questo dovrà avvenire prima che scada il termine per il deposito della consulenza: dal momento della ricezione i CTP avranno 15 giorni per presentare le proprie osservazioni.

Il compenso di CTU e CTP

Infine, si trova un’ulteriore differenza tra CTU e CTP riferita ai loco compensi.

Infatti, il compenso del CTU è a carico delle parti, anche se il giudice potrà decidere di obbligare una sola delle parti a conferire il compenso al tecnico.

Come si può capire dalla natura del suo incarico, invece, il compenso del CTP dovrà essere pagato dalla parte che avrà deciso di nominarlo.

In entrambi i casi per poter ottenere la liquidazione del compenso, il consulente invierà una nota spese.






Questo è un articolo pubblicato il 26-11-2020 alle 18:47 sul giornale del 26 novembre 2020 - 204 letture

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