Calcio: Venturelli, "Batte forte il nostro cuore e granata è il suo colore"

alma juventus fano 3' di lettura Fano 02/07/2020 - E' stato dato poco rilievo dai media locali alle due vittorie calcistiche dell’Alma nei confronti del Ravenna onde aggiudicarsi il diritto di rimanere nel calcio professionistico in serie C.

Un valore che si riverbera sull’immagine stessa della città. Tuttavia questa miserabile gran cattiveria finale presente in tutti i campionati italiani, sia per non dover scendere di categoria che per salire alla successiva, andrebbe cancellata, ma sin che i vertici sempre contraddittori del calcio non evolveranno, abbandonando il vergognoso decisionismo di pochi, diventando democratici, non si sa come diversamente fare in proposito.

In questo frangente dei play out (brutto anche il termine), la nostra squadra cittadina ha saputo rifilare tre belle “seppie” (due a Fano e una a Ravenna) agli avversari, dimostrandosi superiore psicologicamente ed atleticamente. Così la squadra fanese riceve i meritati complimenti da tutti. E l’allenatore ancor più.

Tuttavia anche l’allenatore del Fano, quello esonerato che costruì un bell’assieme di giovani molto capaci e per l’età ovviamente inesperti, (noi siamo piccoli ma cresceremo) ha fatto molto se pur indirettamente, per questa vittoria spareggio. Speriamo che il presidente del Fano non mostri di voler vendere tutto come ad ogni fine campionato, ricominciando da capo!

E’ pur vero che sarebbe un suo diritto dato che i suoi appelli per l’entrata di soci locali onde condividere oneri ed onori della società sportiva non hanno avuto risposte dagli imprenditori locali. Bisognerà proprio rivolgersi a San Paterniano? speriamo che resti tutto tranquillo e felice e, come nel calcio avviene, “squadra vincente non si cambia”. Magari si aggiorna!

I tifosi del Fano, tuttavia, una paura dovrebbero averla perché certi ragazzi dell’Alma dopo quanto fatto nelle due partite di cui sopra, dovranno resistere a parecchi corteggiamenti di categoria superiore! Infatti vien da ridere quando si sente dire che uno vale uno, quando c’è chi è stato capace di scartare buona parte della difesa avversaria e segnare.

Bravi, bravi, bravi a tutti i vincitori di questa battaglia nei deserti stadi. Ma bravi anche ai perdenti perché così vuole lo sport. Battaglia nel deserto, probabilmente inutile ed a dimostrazione della inutilità degli spareggi resta la quasi certezza che anche il Ravenna potrà essere ripescato. L’unico a rimetterci il posto sarà il loro allenatore; colpevole di che cosa? E se esistono i ripescaggi cosa servono gli spareggi?

Insomma, se la cosa del ripescaggio dovesse verificarsi si configurerà una buffonata complessiva nazionale che sottrarrà ogni credibilità ai litigiosi, incoerenti vertici del calcio italiano che invece, gli spareggi a livello dirigenziale, fra loro, per rimanere sulla poltrona non li fanno mai.

O mi sbaglio?

Post scriptum.

Non si stupiscano coloro che gentilmente leggono i miei articoli a difesa del nostro Patrimonio artistico, se scrivo del calcio fanese: gli interessi di noi tutti sono tanti ed è bene che tanti rimangano. Il calcio è una metafora della lotta per la vita, e come tale, poesia del fare. Fare con la mente e col corpo. E’ anche sublimazione degli istinti aggressivi che porterebbero alla guerra, ma che attraverso le regole sportive si trasformano in un’attività accettabile socialmente. Un mondo, questo dello sport, dove tutti i popoli dalla terra si identificano sin dai tempi della Grecia antica. Mica roba da poco! E sin da quei tempi l’Arte se ne è resa partecipe.

Ecco dunque le ragioni di questo articolo, solo apparentemente deviante da tutti gli altri miei. Articolo che dopo la bella vittoria fanese, non sono stato proprio capace di non scrivere. E l’ho fatto con grande piacere.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-07-2020 alle 16:57 sul giornale del 03 luglio 2020 - 322 letture

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