Tragico schianto con il parapendio: anche Fano piange la scomparsa di Marco Casella

3' di lettura Fano 27/06/2020 - Il silenzio, il rumore del vento. Il fatto di dover fare affidamento – una volta lassù - soltanto su se stessi, perché quando sei in volo ci sei tu e basta. Ecco cosa amava Marco Casella del parapendio, una passione sfrenata trasformata ben presto in un lavoro. Il senso di libertà, l’adrenalina, le forti emozioni: tutto questo, però, ha finito per giocargli il più tragico degli scherzi. Perché mercoledì pomeriggio, Marco – milanese appena 30enne -, è rimasto vittima di un brutto incidente proprio con il parapendio. Che purtroppo non gli ha lasciato scampo.

È successo intorno alle 17 30, probabilmente dopo aver perso il controllo in fase di atterraggio. La location sembra non avere niente a che vedere con Fano, ma mai come ora l’apparenza inganna. L’incidente è infatti avvenuto a Malcesine, in provincia di Verona. Ma è nella Città della Fortuna che è nato il grande amore di Marco per il volo e tutto ciò che gli gravita attorno.

È stata sua madre, Luisa Angelini, a chiedere che suo figlio potesse essere ricordato e omaggiato anche nel fanese. Proprio perché qui, Marco, ci ha lasciato un pezzo di cuore. È sopra le nostre teste che si è fatto conquistare dal brivido del lancio e dall’ebbrezza del volo. È proprio con il Team Turbolenza che il giovane – partendo dall’aeroporto di Fano - ha assaporato per la prima volta l’emozione di lasciarsi andare da lassù, dopo essersi fatto sedurre dal filmato di un parapendista. “Il mio compagno, con cui sto da ventitré anni, è fanese da diverse generazioni – ha spiegato mamma Luisa -, e io e Marco ci siamo sempre sentiti a nostra volta dei fanesi di adozione. Da vent’anni abbiamo una seconda casa proprio lì, dove Marco ha iniziato a volare, per poi farlo diventare il suo vero lavoro dopo la laurea”. Il 30enne era infatti diventato un apprezzato istruttore presso l’Aero Gravity di Pero, in provincia di Milano, dove ha anche potuto collaborare con gli amici del Team Turbolenza.

Mercoledì scorso, poi, il tragico incidente. Il 30enne è deceduto due giorni dopo all’ospedale di Trento, a causa dei troppi traumi riportati. Non è bastata la sua ormai consolidata esperienza – il ragazzo si lanciava da almeno cinque anni -, e ora anche i suoi compagni di volo fanesi piangono la sua scomparsa. Adesso Marco si trova davvero lassù, tra il silenzio e il rumore del vento. Ma di certo, con il cuore, è tutt’altro che solo.

Seguono alcune immagini del giovane durante i suoi lanci con i ragazzi di 'Skydive', la scuola di paracadutismo di Fano.

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Questo è un articolo pubblicato il 27-06-2020 alle 17:16 sul giornale del 29 giugno 2020 - 7389 letture

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