Jesi: L’Aurora Basket Jesi piange tre lutti

3' di lettura Fano 30/03/2020 - Che strano, da qualche settimana a questa parte tutto sembra procedere al rallentatore, si passa tanto tempo in casa e, a parte le brutte notizie legate al maledetto virus che sta mietendo vittime in ogni angolo del pianeta, sembra che il mondo stia rallentando la sua orbita.

Sembra quasi in attesa di ripartire, quando questo incubo sarà finito.

Invece non è così, una telefonata, un sms, una notizia appresa dai social e ti rendi conto che niente si è fermato e che qualcuno manca all’appello.

Nel giro di pochi giorni se ne sono andate tre persone che hanno fatto la storia del basket jesino, Rolando Giorgi, Paolo Bigi e Gianni Rossetti. Ognuno a modo suo, chi da allenatore (Giorgi), chi da giocatore (Bigi), che da giocatore-fondatore-presidente (Rossetti).

Facile cadere nella retorica, difficile ricordare queste tre figure, vincendo l’emozione.

La prima volta che ho visto Rolando Giorgi è stato al palazzetto della Scherma, da avversario dell’Aurora: non ricordo se vestiva la maglia del Porto Recanati, ricordo solo che quando il pallone partita dalle sue mani, sembrava telecomandato, finiva quasi sempre nel canestro di casa. Ma per l’Aurora Rolando Giorgi è l’allenatore delle due promozioni dalla C/2 alla C/1 (83/84) e dalla D alla C (89/90), in seguito tanto impegno nel crescere i giovani.

Paolo Bigi (foto a destra) faceva parte della squadra che portò l’Aurora, per la prima volta nei campionati nazionali. Grande tecnica, grande capacità di essere un punto di riferimento per i più giovani. Qualche bella sudata ce la siamo fatta, insieme: prima in Prima Divisione, in una squadra che annoverava gente come Bambozzi e l’altro Bigi (Armando), praticamente uno squadrone e poi, al campetto che si trovava ai Frati Cappuccini. Ci passavamo le estati e quando ci contavamo ed arrivavamo a nove, qualcuno andava a suonare il campanello di casa. Quando non era fuori, il tempo di cambiarsi, si univa a noi. Quante partite: lo volevo sempre in squadra con me, perché con lui si vinceva quasi sempre.

Con Gianni Rossetti (foto a sinistra) è stata un’amicizia di lunga data, praticamente mezzo secolo di basket. Quando ho cominciato a giocare avevo 12 anni, Gianni aveva appeso le scarpette al chiodo, per dedicarsi al giornalismo. Ma era il presidente, il nostro presidente, quello che neanche 10 anni prima, aveva convinto Don Roberto ad allargare la polisportiva anche alla pallacanestro, contando anche sull’apporto del compianto Primo Novelli e di Carlo Barchiesi.

Con lui se ne va il primo presidente importante, quello alla cui guida arrivarono le prime ambizioni, i primi risultati, in cui venne fondato il settore giovanile.

Lasciata la presidenza, per il moltiplicarsi degli impegni professionali, è stato direttore della scuola di Giornalismo di Urbino e presidente dell’Ordine dei Giornalisti, si è distinto come uno dei migliori giornalisti delle Marche, un esempio da seguire.

E qualche sera trovava anche il tempo di venire a vedere Francesco e Luca, due ragazzi d'oro, quando giocavamo, con la maglia della Virtus, che abbiamo portato fino alla promozione in C/2.

Da domani l’album dei ricordi dell’Aurora sarà terribilmente più vuoto.






Questo è un articolo pubblicato il 30-03-2020 alle 19:47 sul giornale del 31 marzo 2020 - 439 letture

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