Coronavirus, i primi aiuti già entro il weekend: ecco come accedere ai buoni spesa

4' di lettura Fano 30/03/2020 - Buoni spesa una tantum per i meno abbienti, ma anche per chi sta subendo dei gravi danni economici per via dell’emergenza coronavirus. Sono quelli che verranno elargiti a breve – anzi, a brevissimo - grazie ai fondi provenienti dal governo e destinati ai diversi comuni (qui gli importi spettanti al nostro territorio, municipio per municipio). Fano ha a disposizione 322mila euro, una cifra importante la cui modalità di ‘redistribuzione’ è ancora un work in progress. Anche se le idee dell’amministrazione sembrano in realtà già abbastanza chiare.

I beneficiari verranno suddivisi in due fasce. A farlo sapere attraverso una conferenza stampa – rigorosamente online - è stato il sindaco Massimo Seri insieme ad alcuni rappresentanti della giunta, tra cui l’assessore al welfare di comunità Dimitri Tinti e la dirigente Roberta Galdenzi, che hanno definito i probabili dettagli dell’operazione. La prima fascia è rappresentata dalle famiglie – anche monopersona – più in difficoltà. Sono quelle già prese in carico dal Comune, seguite dai servizi sociali o dai servizi educativi (cioè coloro che beneficiano dell’esenzione o della riduzione delle rette di asilo nido o scuola dell’infanzia), e sono circa 290.

Ma cosa dovranno fare queste famiglie per ottenere gli aiuti? Assolutamente niente. L’amministrazione intende snellire le pratiche il più possibile, consapevole dell’urgenza a cui si sta cercando di dare una risposta, ma anche della necessità di non incentivare nuovi spostamenti di persone. Non è ancora deciso, però, come verranno elargiti gli aiuti, se attraverso dei buoni spesa consegnati direttamente a casa grazie a protezione civile, Caritas, parrocchie e altri volontari, oppure se trasformando la tessera sanitaria del beneficiario in una sorta di carta prepagata: in tal caso il credito verrebbe ‘caricato’ direttamente sulla tessera, che verrebbe così utilizzata come fosse un bancomat. A Cesena è proprio così che si sta procedendo, ma è ancora da verificare se sia tecnicamente praticabile pure da noi. Quel che è certo è che per utilizzare questi aiuti ci si dovrà recare nei negozi convenzionati della città (tra cui i supermercati più frequentati). Va inoltre precisato che, nel caso si optasse per i buoni cartacei, questi sarebbero di piccola taglia – il valore minimo è di 10 euro -, anche perché al momento della spesa non si avrebbe diritto al resto.

La seconda fascia è invece rappresentata da chi si è ritrovato privo di liquidità per via dello stop imposto a buona parte delle attività economiche. Queste persone, però, si dovranno rimboccare le maniche e fare richiesta attraverso una piattaforma online dedicata e che sarà disponibile nei prossimi giorni. Ma ci sarà anche un apposito numero a cui telefonare. Ad ogni modo, non alzi neppure la cornetta chi è in cassa integrazione o chi già usufruisce del reddito di cittadinanza, lo stesso vale per altre forme analoghe di sostegno pubblico: per tutte queste persone non sono previsti aiuti.

Due le fasce, dunque, ma gli importi saranno stabiliti secondo gli stessi principi. Anche in questo caso non c’è ancora niente di definitivo, ma ci si sta orientando su un contributo minimo di 150 euro, a cui ne andrebbero aggiunti altri 50 per ogni altro componente della famiglia. Ma pare non si andrà in ogni caso oltre la soglia dei 400 euro. I vari comuni dell’ambito sociale stanno già lavorando per definire una linea condivisa.

La cifra messa a disposizione potrà essere utilizzata soltanto per acquistare beni di prima necessità, prodotti per l’igiene e farmaci da banco. I tempi? Entro la fine della settimana per la prima fascia, entro la fine della prossima per la seconda. Seri ha infine sottolineato che “l’intenzione è quella di intervenire ulteriormente sulla prima fascia, ma prima di sbilanciarsi occorre capire quanto sia effettivamente ampia la platea dei richiedenti e degli aventi diritto”. Perché saranno pure 322mila euro, ma gli aiuti saranno disponibili fino a esaurimento scorte.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-03-2020 alle 22:44 sul giornale del 31 marzo 2020 - 5669 letture

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