Digestore, In Comune: "Servono dati, e non è compito della politica. Via libera agli studi di fattibilità"

biometano digestore anaerobico 2' di lettura Fano 21/02/2020 - Grazie all’approvazione - in occasione del Consiglio comunale del 13 febbraio 2020 - della mozione presentata dal centrosinistra e fortemente voluta da “In Comune”, finalmente è iniziata una nuova fase: ASET è incaricata di realizzare gli studi di fattibilità sui siti di Bellocchi, Falcineto e Monteschiantello per verificare la migliore soluzione per la realizzazione di un impianto di digestione anaerobica.

Servono infatti dati scientifici e certezze tecniche perché questa scelta, strategica per le politiche ambientali di Fano e per il futuro dell’azienda pubblica, possa essere una scelta consapevole tanto per la politica quanto per la comunità. Non è compito della politica fare valutazioni tecniche e giuridiche, alla politica spetta semmai il compito di scegliere tra più opzioni avvalendosi di quelle valutazioni.

In questo senso troviamo la mozione proposta dalla Lega pretestuosa e soprattutto priva di carattere di urgenza perché non si basa su nessun elemento di novità rispetto alla discussione svoltasi nell’ultimo Consiglio comunale, assumendo un valore esclusivamente ostruzionistico.

Infatti – contrariamente a quanto riportato – le osservazioni avanzate da Noi Città durante la discussione della mozione del centrosinistra, prima firmataria la consigliera Carla Luzi, non sono state allegate alla mozione votata dal Consiglio comunale, ma depositate come memoria scritta allegata al verbale della discussione.

Non solo: a chi fosse sfuggito - è il caso di essere completi ed obiettivi nelle valutazioni preliminari - la Corte Costituzionale, con sentenza 69/2018, ha escluso che le Regioni possano fissare le distanze da tali impianti per cui occorre una valutazione puntuale e specifica caso per caso.

E’ evidente che l’unica vera urgenza è avere degli studi di fattibilità, altrimenti continueremo un dibattitto strumentale inquinato da propaganda, paura e disinformazione. Chi cerca di ritardare la realizzazione degli studi di fattibilità non vuole né dati scientifici né certezze tecniche, ma soprattutto non vuole che la politica finalmente sia messa nelle condizioni di scegliere assumendosi le proprie responsabilità.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-02-2020 alle 15:09 sul giornale del 22 febbraio 2020 - 793 letture

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