"Il Carnevale non è una festa di paese": Cora Fattori risponde a Mirisola e annuncia la fine dei 'silenzi complici'

5' di lettura Fano 13/02/2020 - Colgo con piacere le osservazioni uscite ieri sulla stampa a nome di un esercente del centro storico (qui i dettagli). Non perché io le condivida ma perché danno la possibilità di spiegare meglio il mio pensiero e il mio ruolo. Non sono più una semplice cittadina che ama il carnevale e ammira estasiata i carri allegorici, ora faccio parte dell'amministrazione nel ruolo di consigliera comunale e presidente della commissione bilancio, e questi ruoli comportano onori ma soprattutto oneri.

Dopo la scelta come ambasciatore del carnevale di Povia, dopo la non curanza verso il Pincio, dopo il video di discutibile qualità, molti cittadini, e specialmente molti commercianti, si sono chiesti dove fosse l'amministrazione e perché non desse alcun segnale di disapprovazione. In tanti si sono chiesti come fosse possibile avallare certe scelte e addirittura premiare la carnevalesca facendo addirittura del carnevale l'evento di punta di capitale cultura 2021. Per questi motivi ho pensato fosse giusto dare un segnale. Vogliamo dire ai cittadini che non si sentono ascoltati, che l’amministrazione comprende le loro perplessità e sta lavorando per far crescere la città.

Sono dispiaciuta che, alla prima presa di posizione coraggiosa in difesa di quello che rappresenta la tradizione della nostra Città, si appongano solo affermazioni di natura vaga e decisamente poco costruttive. Era giusto far capire che l'amministrazione non resta indifferente a certe cadute di stile e qualità, che il carnevale che ci rappresenta nella corsa a Fano città della cultura 2021 deve e può essere altro. Si da atto all’attuale carnevalesca di aver fatto notevoli passi avanti nella promozione dell’evento in tutto il territorio nazionale, si plaude all’iniziativa del palazzo del carnevale, non si negano gli aspetti positivi che l’attuale gestione ha saputo portare. Ad inizio comunicato ho parlato di onori e oneri. Fare certe dichiarazioni è stato un grosso onere, non è affatto semplice dire cose scomode, soprattutto se possono andare a toccare persone con cui c’è sempre stato un rapporto personale sereno e di profondo rispetto. La natura delle osservazioni da me riportate in occasione della trasmissione “Processo al Carnevale” andata in onda domenica 9, era perfettamente in linea con quanto sempre sostenuto e mirava a dare un contributo per migliorare una manifestazione così importante, facendo in modo che diventi davvero un valore aggiunto per il territorio.

Tuttavia queste critiche sterili non mi stupiscono. Per troppo tempo, il silenzio assordante riguardo alle scelte di gestione del Carnevale, non ha fatto altro che avallare una scarsa professionalità, che non ha permesso di investire seriamente nella crescita dell’evento e di chi ci lavora. Un esempio che mi sta molto a cuore è quello del bando per le Imprese Creative. In prima persona, insieme a Filippo Borioni e Pier Paolo Inserra, ho partecipato alla redazione del piano che ha permesso alla Carnevalesca di aggiudicarsi 50.000€. Il bando è stato scritto con passione, impegno, dedizione e tempo, eppure è andato perduto a causa di una scarsa organizzazione da parte della Carnevalesca. La stesura del bando ci ha permesso di conoscere meglio le tematiche riguardanti la gestione dell’evento. Abbiamo constatato varie difficoltà, tra cui i problemi che le associazioni di carattere volontaristico affrontano, primo tra i quali il tempo di lavoro non retribuito dei volontari, seguito dal fatto che molte figure coinvolte nel Carnevale provengano da ambienti ben diversi rispetto agli esperti di comunicazione o di organizzazione eventi che sarebbero necessari. Non possiamo negare che oramai viviamo in un mondo altamente competitivo, dove solamente le direzioni artistiche e management virtuosi riescono a raggiungere determinati livelli di qualità, qualità che si trasforma in ricchezza per il territorio – sia che si tratti di ricchezza economica o di ritorno di immagine per la città.

Con questo mio comunicato non voglio alimentare inesistenti complotti ma vorrei semplicemente chiarire che non ci saranno più silenzi complici. Il bene della città si fa con scelte logiche e talvolta coraggiose, da subito, analizzando e mettendo in evidenza le criticità e i punti di forza dei progetti. Per questo ho raccolto dati su altri Carnevali d’Italia, il nostro obbiettivo deve essere un carnevale come quello di Viareggio e non la semplice festa di paese. Adesso siamo a metà strada, dobbiamo scegliere la direzione. Sono convinta che per il futuro occorra puntare in alto, ed investire in professionalità, questo è il miglior aiuto che possiamo dare a Fano e al suo Carnevale. Solo un management attento e professionale, potrà permettere ai carristi di lavorare con più budget e serenità ai loro progetti, alzando il livello della nostra manifestazione.

Per dare solo alcuni numeri, ad oggi un carro viene pagato in media 40.000€ iva inclusa, circa 33.000€ per coprire mesi di duro lavoro in condizioni non accettabili, materiale, mano d’opera, luci, audio. È dovere dell’amministrazione dare un segnale per far rinascere un settore artistico, artigianale e lavorativo che per anni ha dato lustro alla città e senza il quale il carnevale non avrebbe senso di esistere. Occorre fornire condizioni di lavoro adeguate, corsi di formazione e stage, retribuzione sufficiente, occorre creare un’impresa efficiente e socialmente sostenibile. Questo è amore per il carnevale e per la città ed è un messaggio che chi fa parte dell’amministrazione ha il dovere di dare alla sua città.


Cora Fattori
consigliera comunale 'Insieme è Meglio'








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-02-2020 alle 01:52 sul giornale del 13 febbraio 2020 - 3498 letture

In questo articolo si parla di fano, carnevale, politica, eventi, insieme è meglio, cora fattori, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bged





logoEV