“Eri piena di vita, è come fossi ancora qui”: tragedia dopo la disco, Elisa Rondina nelle parole delle amiche

5' di lettura Fano 09/01/2020 - Una fila di persone che attende di entrare, anche se non si capisce bene dove. Quella foto, d’altronde, è così poco a fuoco che dev’essere stata scattata in fretta (vedi allegato, ndr). Di certo è l’ultima che la 43enne Elisa Rondina ha inviato alla sua amica Manuela Boldorini. Erano le 23 53 del 5 gennaio, e con quello scatto la comunicazione tra le due ragazze si è interrotta. Erano entrambe impegnate a godersi la loro grande passione in comune - il ballo -, anche se in locali diversi, nell’ultima serata utile per poter tirare fino a tardi prima della fine delle festività. Manuela si aspettava di risentire Elisa il giorno dopo. Come ogni giorno, d’altronde. Ma non è stato possibile, perché la sua amica se n’è andata tra le 4 e le 5 del mattino, travolta e uccisa da un ubriaco fuori dalla discoteca Megà insieme a Sonia Farris, all’alba di una maledetta Epifania che la comunità di Calcinelli non potrà mai dimenticare.

Manuela, in realtà, aveva un rapporto molto intimo con entrambe le vittime del duplice investimento di cui si è reso protagonista Massimo Renelli, il 47enne autotrasportatore di Senigallia ora agli arresti domiciliari. “Elisa e Sonia erano due donne luminose – ha raccontato -. Erano i miei due pilastri, le mie amiche del cuore, le uniche veramente importanti e su cui potevo sempre contare. Loro c’erano sempre, nei momenti bui così come in quelli belli. Sonia era sempre disponibile. Se avevo un saggio di ballo mi faceva la piega anche di domenica. Anche quando la sua parrucchieria era chiusa, insomma”. È difficile chiedere di Elisa senza sentirsi dire qualcosa anche su Sonia (qui il ricordo del suo fidanzato). L’impatto emotivo è forte. La tragedia riguarda entrambe, e in modo indissolubile. Ma è anche la prova di quanto fosse forte il legame che univa tutte queste ragazze.

A un certo punto il racconto di Manuela si fa agghiacciante. “Ci sarei dovuta andare anche io al Megà – ha detto -, ma immaginavo ci sarebbe stato il caos, così ho preferito andare al Tris. E, dopo aver visto dalla foto di Elisa quanta fila ci fosse, io e il mio compagno le abbiamo detto di venire via dal Megà e di raggiungerci nell’altra discoteca”. Ma Elisa ha finito di fare la fila, ed è entrata insieme a Sonia. Il resto, ormai, è cronaca. Una cronaca buia. “Sono scioccata, e farò fatica a trovare un senso a tutto questo. Sento un vuoto incolmabile”, ha concluso Manuela.

D’altronde la morte stona ancora di più, se ad andarsene sono persone così piene di vita. Lara Capoferri ha raccontato come Elisa, proprio la sera del 5, avesse provato a spronare le sue amiche che, nonostante fosse festa, avevano deciso di rimanere a casa anche per via del freddo. “Ci aveva detto di essere più ottimiste e di non lasciarci impigrire”, ha raccontato Lara. “Elisa aveva una gran voglia di vivere, la ricordo entusiasta e piena di dedizione per ogni cosa che faceva. Capitavano periodi in cui ci vedevamo un po’ meno – ha continuato - ma un pensiero per me lo aveva sempre, e io gliene sarò sempre grata. La ricorderò per i suoi dolci improvvisati, che venivano sempre buoni, ma anche per la sua voglia di interagire con gli altri, di dialogare, di confrontarsi, di conoscere gente nuova. E poi ci faceva sempre sorridere con i suoi aneddoti su quello che succedeva in classe”.

Elisa insegnava a Tavernelle, alle scuole elementari. Chi sapeva osservarla con gli occhi giusti aveva colto da tempo come tra lei e i suoi bambini ci fosse un rapporto forte ed empatico. Per gli alunni dell’istituto comprensivo di Montefelcino è stato uno shock scoprire che la loro dolce insegnante non sarebbe più tornata a spiegare loro i verbi e le tabelline. Perché, a detta di tanti, Elisa era una ragazza timida, ma con i suoi bambini sapeva aprirsi e trovare una sintonia davvero magica. Il resto lo esprimeva attraverso il ballo. “Elisa e Sonia sono state nostre allieve fino a qualche anno fa – ha raccontato il loro ex insegnante Matteo Grottaroli, meglio noto come “Kico” -, ma siamo rimasti in contatto, e ci si vedeva sempre durante le serate. Erano due persone squisite, che sorridevano con il loro timido e grande cuore. Era sempre un piacere incontrarle. Quando le guardavi negli occhi sentivi ‘il bene’, perché erano infinitamente buone”.

Lo stesso bene infinito che Sara Fabbri ha dimostrato di provare per la compianta Elisa. “Non parlo al passato – ha detto -, perché per me lei è qui in mezzo a noi. Per questo dico che Elisa è una persona speciale, una ragazza che con la sua semplicità e solarità regala positività a tutte noi amiche. Lei ama la vita in ogni sua sfaccettatura. È positiva in tutto quello che fa, e ci mette l'anima. Si preoccupa che io stia bene, e ci sentiamo sempre con un sms. Aspetto ancora che lei verso le dieci mi scriva ‘Ciao, tutto ok?’”.








Questo è un articolo pubblicato il 09-01-2020 alle 09:00 sul giornale del 10 gennaio 2020 - 11674 letture

In questo articolo si parla di cronaca, senigallia, calcinelli, articolo, colli al metauro, Simone Celli, lutti, tragedia megà, sonia farris, elisa rondina

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/beOO





logoEV