Digestore, per la Lega è un grosso ‘no’: “Maggioranza spaccata, Aset pensi a servire la città”

3' di lettura Fano 29/11/2019 - Non a Fano. Ecco - per sommi capi - la richiesta della Lega in merito alla realizzazione dell’ormai noto digestore. Un “no” a prescindere, se si parla della Città della Fortuna, mosso da ragioni logistiche e non solo. Bellocchi? Falcineto? Per il Carroccio il problema è soprattutto una questione di quanti saranno i camion in transito per il trasporto dei rifiuti. E di che odore lasceranno al loro passaggio. Ma è ancora più urgente – a detta dei consiglieri leghisti – fare chiarezza su come tutto questo sia iniziato. Con una preoccupazione su tutte: quella per le sorti di Aset.

Ecco la contromossa dell’esponenti della Lega Fano, che all’indomani della bocciatura della loro mozione in consiglio comunale per dire no alla realizzazione dell’impianto, hanno chiamato a raccolta i giornalisti per ribadire la loro contrarietà e per lanciare un nuovo affondo contro la maggioranza. Che, secondo loro, sarebbe palesemente spaccata. Lo evincono proprio dal consiglio comunale di giovedì, durante il quale la mozione dell’opposizione è stata prevedibilmente rispedita al mittente, ma tra i banchi della maggioranza sarebbero emerse opinioni divergenti in merito alla collocazione dell’impianto.

“Abbiamo provato a fare chiarezza – ha esordito il coordinatore della Lega Max Mei -, perché chi ha autorizzato tutto questo lo ha fatto sottobanco. È inoltre chiaro come intorno al sindaco Seri vi siano delle lotte interne piuttosto ampie, che però sono state rigettate contro di noi in modo scorretto. Per la Lega la parola magica è ‘criticità’, perché un digestore in territorio fanese porterebbe più disagi che vantaggi. Insomma, per noi è un grosso ‘no’. A Fano mancano le condizioni territoriali e politiche per poterlo fare davvero”.

Secondo Mei, la storia del digestore rischia di fagocitare Aset all’interno di un meccanismo pericoloso. A fargli eco è stato il consigliere leghista Gianluca Ilari. “Si tratterebbe – ha detto - di un investimento ad alto rischio, perché legato a un mercato drogato come quello degli incentivi”. Secondo Luca Serfilippi, “Aset non dev’essere inserita all’interno di un investimento speculativo, finanziario e industriale come questo, ma deve rimanere un’azienda di servizi a disposizione della città”. A detta di Marianna Magrini, poi, l’unico modo per contrastare l’aumento delle tariffe – e magari abbassarle - sarebbe proprio quello di preservare Aset evitando di esporta a un simile rischio. Dito puntato, inoltre, contro l’incarico di prefattibilità. “È stato assegnato senza interpellare il consiglio comunale”, ha accusato la Magrini insieme ad Alessandro Brandoni.

Duro l’affondo di Ilari, che ha proseguito il suo intervento attaccando direttamente il primo cittadino. “Seri ha gettato la maschera – ha detto il consigliere leghista -, dimostrando di aver palesemente mentito in campagna elettorale quando ha annunciato che il digestore non sarebbe mai stato realizzato a Bellocchi e Falcineto. Ieri in consiglio ha fatto un monologo di 37 minuti senza dire nulla. Così cade la sua leadership. È chiaro come venga tirato per la giacchetta dal PD”. A onor del vero, Seri ha ripetuto di essere contrario all’ubicazione dell’impianto nelle suddette frazioni fanesi, e ha rimesso la decisione finale nelle mani del consiglio comunale. In conclusione, Serfilippi ha ribadito che la Lega vuole le dimissioni del presidente di Aset Paolo Reginelli, mentre Luigi Scopelliti ha rimarcato come la presenza di un digestore rappresenterebbe una forma di “stress” per la popolazione.








Questo è un articolo pubblicato il 29-11-2019 alle 16:18 sul giornale del 30 novembre 2019 - 578 letture

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