Nolfi ed ex Carducci, il M5S: “Niente verifiche di staticità dal 2010?”

3' di lettura Fano 22/10/2019 - Nove anni senza certificazione di idoneità statica, per via di verifiche sui materiali che non sarebbero state eseguite prima dell’ultima estate. È l’ipotesi paventata dal Movimento 5 Stelle fanese, in riferimento alla situazione del liceo Nolfi e dell’ex Carducci sulla base degli atti di cui sarebbero venuti in possesso.

I pentastellati avevano già richiesto tale documentazione lo scorso 9 settembre, ma con scarso successo. Negato loro il primo accesso agli atti, lo scorso 7 ottobre sono invece riusciti a ottenere le carte. Quelle relative alle verifiche statiche e di vulnerabilità sismica effettuate al Nolfi e all’ex Carducci negli ultimi dieci anni.

A spiegare la situazione sono stati i consiglieri comunali Tommaso Mazzanti e Francesco Panaroni. “La verifica del 2010 – hanno detto - doveva servire a ottenere un certificato di idoneità statica e una verifica di vulnerabilità sismica, ma è stata inidonea a ottenere entrambi per via dello scarso budget. La vulnerabilità sismica è stata valutata con metodo semplificato, e quindi non ai sensi del decreto ministeriale emanato in materia nel 2008. Nella relazione si leggeva che, ai fini della certificazione di idoneità statica, occorrevano verifiche sui materiali che però l’amministrazione provinciale non ha ritenuto opportuno eseguire se non nel 2019 con fondi stanziati dal governo”.

La conclusione che ne traggono Mazzanti e Panaroni è la seguente: ”Se le raccomandazioni contenute nella relazione del 2010 avessero avuto un seguito da parte della Provincia, forse oggi il problema non si sarebbe presentato nella forma emergenziale che conosciamo bene, e avremmo avuto un progetto esecutivo da far valere con un punteggio maggiore nell’ambito della graduatoria”. Il riferimento è alla graduatoria ministeriale "Sisma 120", grazie alla quale Urbino ha ottenuto un importante finanziamento, al contrario di Fano.

I 5 Stelle puntano il dito anche contro le verifiche effettuate dopo il terremoto del 2016. “Abbiamo ripescato tra vecchi documenti già da noi acquisiti una comunicazione del direttore generale della Provincia, il dottor Marco Domenicucci, rivolta ai dirigenti scolastici, nella quale “si comunica che, a seguito dei sopralluoghi effettuati a tutto il 02/11/2016 presso gli edifici scolastici di competenza provinciale, per quanto è stato possibile verificare visivamente non si sono riscontrate modificazione dello stato degli immobili a seguito dell’evento sismico del 30 ottobre 2016”. Parole su cui i pentastellati fanesi hanno voluto porre l’accento, evidenziando come – stando ai documenti da loro riportati a galla – non sia stata eseguita “nessuna perizia tecnica, ma semplici verifiche a vista”.

Sospetti a parte, i 5 Stelle reclamano al più presto la fine dello sparpagliamento che stanno subendo gli studenti. “Se il Comune ha sistemazioni già pronte – hanno detto - le metta a disposizione. Almeno si deve cercare di recuperare le tre classi alla Gandiglio”. E il futuro? Secondo Mazzanti e Panaroni non ha senso ristrutturare parti dell’Olivetti o di Palazzo Marcolini, soprattutto se la spesa dovesse farsi troppo onerosa. La strada - a loro dire - è un edificio ex novo, “per avere strutture antisismiche, ad alto risparmio energetico e realizzate con le tecnologie più avanzate”.








Questo è un articolo pubblicato il 22-10-2019 alle 20:59 sul giornale del 23 ottobre 2019 - 506 letture

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