Festival del giornalismo culturale, ricco di incontri l'appuntamento di Fano

9' di lettura Fano 06/10/2019 - Sabato 5 La città di Fano sin dalle prime edizioni ha accolto al Teatro della Fortuna il Festival del giornalismo culturale. Nella Sala Verdi la mattinata è stata aperta dal saluto del vicepresidente del consiglio della Regione Marche Renato Claudio Minardi: “La scelta del tema del viaggio è importante, legato alla natura dell’uomo, da Ulisse a Marco Polo fino ai migranti di oggi: i flussi migratori non si fermeranno mai”.

“Il viaggio, attraversare il mondo con la cultura” è il tema della settima edizione del Festival. Viaggiare per capire il mondo grazie alla cultura, cercare qualcosa che non si ha o che non si sa. Spesso non si conoscono i luoghi più vicini, quelli nascosti nelle nostre città o nei nostri quartieri. La figura del giornalista è molto importante “per valorizzare la città e il territorio marchigiano, sconfinando le realtà provinciali” spiega il Sindaco di Fano Massimo Seri, accompagnato dal vicesindaco Cristian Fanesi e dall’assessore alla cultura Caterina del Bianco.

Giorgio Zanchini, co-direttore del Festival con Lella Mazzoli, ha dato il benvenuto a Giuseppe Antonelli, professore di Storia e collaboratore de “La Lettura”, che ha deliziato il pubblico con un grande “conferenza”, così come l’ha chiamata lo stesso Antonelli perché “racconto, spiego e trasmetto curiosità” sul tema il viaggio delle parole. Il suo itinerario è partito dalla parola ecologia, parola al centro dell’attuale dibattito sull’ambiente.

“Una parola d’autore nata nel 1876 e costruita a partire dal greco antico: studio della casa” racconta Antonelli che ha narrato e spiegato la storia di alcuni termini della lingua italiana che utilizziamo tutti i giorni, aneddoti e curiosità sul primo italiano popolare, la lingua “di chi sa scrivere ma non ha competenza linguistica completa” dice Antonelli. Ma anche richiami alla cultura francese, al film “Non ci resta che piangere” di Roberto Benigni e Massimo Troisi con la popolare scena del fiorino e alla figura del banchiere – o meglio doganiere –. “Il viaggio è sempre un tema forte, il viaggio delle parole attraversa per fortuna ogni confine”, spiega Antonelli, molto apprezzato dalla platea della Sala Verdi.

Calcio, porti d’arrivo, storia passata e italiano contemporaneo: “le parole si salvano da sé, hanno vita propria legata al costume, alla società e all’economia. Ogni anno i dizionari portano neologismi: il lessico è l’epidermide di una lingua” chiude Antonelli. Le mode passano, ma l’italiano resta. E invece la letteratura, come viaggia?

Giorgio Zanchini ha condotto un confronto con Fabio Cappelli, responsabile della cultura a RaiNews24, Eliana di Caro, giornalista del Sole 24 Ore e Claudia Nanni, giornalista nella trasmissione “Dimartedì” su La7.

“Leggere apre la mente, anche se sono nel salotto di casa basta un libro per trasportarmi, per esempio, in Russia” racconta la Nanni perché per viaggiare si può utilizzare anche solo la mente, entrando nel libro e diventando il personaggio della stessa opera. Eliana Di Caro è autrice del libro “Andare per Matera e la Basilicata”, parte di una collana che racconta le città e i territori italiani attraverso le personalità letterarie. “Rocco Papaleo l’ha fatta vedere per la prima volta al grande pubblico” racconta la Di Caro, e da quel momento è inziato il cammino che l’ha portata a diventare capitale europea della cultura nel 2019.

Fabio Cappelli dice che il “viaggio è insegnare una passione” e questo compito deve essere ben svolto anche dai media. La cultura viene spesso vista come noiosa, ma secondo Cappelli “non lo è, ci riguarda profondamente”. La cultura dà spessore ai luoghi, la letteratura svela i nostri bisogni, ci fa capire perché un luogo ci parla, ci è caro e rimarrà legato alla nostra esistenza per sempre. Il pubblico è intervenuto con diverse domande, chiedendo che libri bisogna portare in un viaggio, quale deve essere il kit per partire e per conoscere al meglio una meta turistica, ma anche curiosità agli ospiti e ai loro testi preferiti, all’influenza letteraria e all’utilizzo di tecnologie per la lettura.

La mattinata è stata chiusa dal bellissimo intervento di Emanuele Trevi, critico e scrittore importante nel panorama italiano della cultura. Nel suo dialogo con la direttrice Lella Mazzoli, l’autore di “Qualcosa di scritto” e da ultimo “Sogni e favole” ha parlato del giornalismo culturale “che dà origine a modalità di racconto che incidono direttamente sulla letteratura. Modalità come reportage, diari d’autore, testi e immagini che, da sempre, hanno dato “benzina ai piani alti della letteratura” spiega Trevi. Per i giovani presenti nel pubblico il giornalista che collabora con “Il Manifesto” e “Il Corriere della Sera” ha consigliato due autori che per lui sono stati vitali: Henri Michaux e Bruce Chatwin, da leggere “per lasciarsi alle spalle la propria casa e ritrovarsi nel luogo in cui è ambientato il libro, per sovrapporre un’altra realtà irripetibile che va cercata” racconta Trevi, fresco di vittoria del premio Viareggio con “Sogni e favole”.

Il viaggio quindi come luogo mentale, ponte tra esperienza dello scrittore e immaginazione del lettore, condizionati entrambi dall’efficacia della lingua. I due WORKSHOP hanno trattato la pubblicità e il mondo di Google.

Paolo Iabichino, vincitore del premio Emanuele Pirella come “Comunicatore dell’anno”, ha parlato alla Mediateca Montanari agli allievi del corso diComunicazione d’Impresa dell’Università di Urbino Carlo Bo di come promuovere un’istituzione culturale. In contemporanea, alle ore 14.00, la data journalist Clara Attene ha trattato il tema delle tracce digitali, gli strumenti di Google per il giornalismo di viaggio, spiegando peculiarità del motore di ricerca il sistema News Initiative. Nel pomeriggio si è aperto il viaggio nell’arte con una piazza ricca di ospiti provenienti da ambienti culturali diversi.

Massimiliano Tonelli, fondatore e direttore di Artribune, rientrato nella città di Fano direttamente da Londra, ha presentato il tema del dibattito: come comunicare l’arte. Il dialogo del panel ha toccato i temi della promozione delle mostre d’arte contemporanea, della comunicazione e della pubblicità di gallerie dei nostri giorni e ha discusso dei brand del mondo della moda che utilizzano arte, musei e teatri per promuoversi e regalare un’esperienza completa ai visitatori. Antonio Pinelli, professore di belle arti in pensione, ha parlato di come “l’opera d’arte parli del proprio tempo, dell’esserci da remoto”.

È per questo che è importante e affascinante essere fisicamente davanti all’opera. Ma sono utili anche sistemi multimediali per illustrare e ampliare una mostra: “A Mantova a Palazzo ducale e a Palazzo te sono state inaugurate due mostre di Giulio Romano e in una sala c’è uno schermo con ologramma in 3D del disegno di candelabro in argento e oro, vicino a ricostruzione tangibile. Così risulta più vicino allo spettatore”. Marcello Smarrelli, Direttore artistico della Fondazione Pastificio Cerere di Roma, si allaccia al tema spiegando la realtà virtuale: “I tempi che viviamo sono sempre i tempi migliori per una visione ottimista dell’umanità”.

Maria Grazia Tolomeo, in passato senior curator a Palazzo delle Esposizioni, dice che le “mostre d’arte contemporanea attirano più dei musei chiamando il pubblico a partecipare a qualcosa di esclusivo”. Spesso l’arte contemporanea ha bisogno di spiegazioni e per un pubblico poco esperto è una buona idea semplificarne la narrazione per far sì che riesca ad avvicinarsi. E come? “In questo mondo c’è un linguaggio diverso da quello dell’arte antica”. Un buon esempio è il Chiostro del Bramante a Roma dove “si raccolgono dati sul comportamento dei visitatori, su come il pubblico interagisce sui social a proposito della mostra, e si ottengono buoni risultati usando molto il gioco e cercando d’avvicinare i giovani”.

Paolo Iabichino, vincitore del premio Emanuele Pirella come “Comunicatore dell’anno”, ha detto che “le principali mostre sono promosse da brand, come ad esempio la Fondazione Prada (citata tante volte durante il dibattito)”. Non ci sono tracce del prodotto ma danno una forte esperienza di avvicinamento all’esperienza del brand. La cultura diventa la Pirelli HangarBicocca, l’ArmaniSilos, Palazzo Fendi a Roma e il loro legame sempre più maggiore con il cinema, l’arte, il teatro e i musei. L’arte quindi contamina il linguaggio e gli investimenti in questo campo attraverso il marketing, attivando la rinascita culturale e la rigenerazione urbana. “Le esperienze virtuali diventano quindi sempre più coinvolgenti di quelle reali” spiega Massimiliano Tonelli.

Il termine esperienza sta cambiando semantica: prima significava aver accumulato qualcosa dal passato, ora si intende qualcosa di presente e che dà una soddisfazione istantanea. Sempre più strumenti a disposizione, in rapida evoluzione, con un ecosistema mediatico sinestetico, che permette di viaggiare senza movimento, da remoto. Paolo Di Paolo, scrittore di diverse pagine culturali italiane come “Tutto Libri” e “Robinson” e autore del libro “Mandami tanta vita” finalista al premio Strega del 2013, ha chiuso il pomeriggio nella Sala Verdi del Teatro della Fortuna di Fano parlando di come scrivere di viaggio nel XXI secolo, e delle città iper- invisibili, partendo dall’ultimo libro “Esperimento Marsiglia”.

“La sensazione è che il mondo sia tutto scritto nei fatti, tutto raccontato, sempre più iper- visibile” con app che permettono di vedere strade ma anche con l’aumento di scrittori di viaggio e narratori, sempre più micro-blogger che hanno funzioni social. La scrittura quindi come un canale esperienziale. Di Paolo racconta come “i resoconti di viaggio oggi non siano più esotismo ma si concentrino sul narratore urbano”. Ricerca di luoghi, piste alternative, “facendo esperimenti con sé stessi” con uno sguardo diverso, scommettendo sui dettagli che fanno la differenza, “come ad esempio Teju Cole che racconta New York cercando un cambio di prospettiva che renda tutto più interessante, anche più di una macro narrazione”.

Tutto si gioca sulle possibilità della descrizione: donare al lettore una vertigine. Durante l’aperitivo alla Corte Malatestiana il giornalista esperto di enogastronomia Davide Eusebi e il sommelier ed enogastronomo Otello Renzi hanno parlato del libro “Vini Veri. Viaggio nei sensi”, dialogando sull’abbinamento di vini e cibi.

La giornata a Fano si è chiusa in serata nella Sala Verdi con il concerto del cantautore, giornalista e conduttore radiofonico Ernesto Bassignano alla chitarra e voce, accompagnato sul palco dalla chitarra di Stefano Ciuffi e dal pianoforte di Edoardo Petretti. ___________________________________








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2019 alle 12:08 sul giornale del 07 ottobre 2019 - 377 letture

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