Bara trovata a Santa Maria Nuova, Nuova Fano: "Il beato Antonio resti in città"

2' di lettura Fano 04/10/2019 - Il corpo del beato Antonio trovato infatti nel punto indicato da Padre Silvano Bracci, già responsabile del convento di Santa Maria Nuova, sembra davvero non trovare pace. Nulla da dire sulla lettera del comune, a firma del sindaco, alla Procura della Repubblica anche perché, se non ci sono situazioni ostative, l’iter è bene che non rimanga in sospeso e che il Beato Antonio da Fano trovi una sua collocazione per poter riposare in pace.

Quello che mi lascia senza spiegazioni logiche è il fatto che dopo gli accertamenti di rito debba essere trasferito nella casa madre dei Frati Minori a Valleremita di Fabriano quando la terza città delle marche, di cui questo frate ne porta il nome (Antonio da Fano) , ha tante chiese dove poterlo far riposare anche se provvisoriamente.

Questa figura spirituale che dalle poche informazioni che si hanno ha condotto una vita in santità ed ha ricoperto incarichi importanti riguarda la città di Fano. Per questo motivo non capisco perché non possa trovare una collocazione seppur provvisoria nella nostra città fino al termine dei lavori nel convento di Santa Maria Nuova dove poi dovrà essere riposto , speriamo, in un luogo della Chiesa visitabile dai fedeli . Si dice che ai tempi queste figure, fortemente spirituali, venivano giudicate Beate per via delle loro virtù manifestate. Sembra che non esistessero commissioni che istruivano processi di beatificazione come succede adesso. Per questa ragione credo che meriti il giusto rispetto ed anche la sua libera venerazione nel luogo di culto che è la Chiesa non a Fabriano ma a Fano.

Non credo che i cittadini fanesi siano contenti di un eventuale trasferimento.

Trasferimento che rischia di essere un non ritorno anche perché, guardando in faccia la realtà, temo che presto Santa Maria Nuova sarà lasciata anche da questo Ordine di Frati Francescani essendo troppo vicina al Duomo e ad altre chiese dove i fedeli possono andare a messa. Questo potrebbe diventare infatti l’alibi del non ritorno.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-10-2019 alle 15:58 sul giornale del 05 ottobre 2019 - 322 letture

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