Chiuso il Liceo Nolfi, si cercano strutture alternative. Seri: “Avviati i sopralluoghi, vogliamo evitare i doppi turni”

2' di lettura Fano 09/09/2019 - Ex seminario, Zavarise e persino il Codma. Sono queste alcune delle location al vaglio per mettere una toppa decisiva sul grande “buco” creatosi negli ultimi giorni con la chiusura del Liceo Nolfi e dell’ex Carducci di Fano, che non hanno superato le verifiche statiche e sismiche della Provincia di Pesaro e Urbino. Le priorità? Evitare i doppi turni e scongiurare ogni situazione precaria. Parola di sindaco.

È stato proprio Massimo Seri a fare chiarezza su come si stia procedendo. Attraverso una nota, già sabato scorso il Comune di Fano aveva comunicato di essersi attivato per trovare una soluzione al più presto. Ad attendere una risposta ci sono circa mille studenti. L’unica vera certezza, per ora, è che l’ex Carducci verrà addirittura demolito, come dichiarato dal presidente della Provincia Giuseppe Paolini. Ma lo sguardo deve andare subito al futuro. Gli studenti devono sapere quanto prima dove verranno “dirottati”.

Già nella mattinata di lunedì, dunque, su precise indicazioni del Comune di Fano la Provincia ha avviati i primi sopralluoghi. Tra i luoghi sotto osservazione anche l’ex seminario e le Zavarise. E non si esclude di prendere in considerazione pure il Codma. Martedì mattina, intorno alle 9, si farà il punto della situazione.

“Il primo obiettivo – ha detto Seri - è evitare i doppi turni e scongiurare ogni situazione precaria”. Da qui l’immediata ricerca di nuove location, di strutture in grado di ospitare studenti e personale. “Non abbiamo un edificio abbastanza grande da poter contenere tutta la quarantina di aule di cui abbiamo bisogno – ha precisato il primo cittadino -, per questo servirà più di una struttura”.

Intanto, per gli almeno due mesi che saranno necessari per risistemare il Nolfi, sugli studenti – e non solo – incombe l’ombra dei turni pomeridiani. In tutto questo, non si può di certo escludere il rinvio di una settimana dell’inizio dell’anno scolastico. “La Provincia – ha concluso Seri – ha fatto il suo dovere. Finita la scuola ha subito dato l’incarico di effettuare queste verifiche. In altre città, di certe cose, ci se ne accorge a fatti compiuti”.

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Questo è un articolo pubblicato il 09-09-2019 alle 15:26 sul giornale del 10 settembre 2019 - 3188 letture

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