Gli ultimi sviluppi normativi sul gioco d’azzardo in Italia

3' di lettura Fano 23/08/2019 - Gli anni precedenti a quelli del governo giallo verde di Lega e Movimento 5 Stelle ora in crisi, sono stati caratterizzati da una serie di leggi a favore dell’industria del gioco.

Il più importante esempio è certamente la legge del 2011 che ha legalizzato il gioco d’azzardo online, come le scommesse sportive, i giochi da tavolo o le slot (che però sono state rese legali in un secondo momento, nel 2012).

L’esecutivo di Salvini e Di Maio ha però impresso un arresto a questo trend favorevole, tramite il cosiddetto Decreto Dignità. Fortemente voluto dall’allora ministro del Lavoro e vice Premier grillino, il Decreto ha previsto il divieto di pubblicità per le imprese del gambling in Italia a partire dal 14 luglio.

Gli operatori del gioco legali - che si tratti di bookmaker, casinò online o altri giochi - non possono quindi più pubblicizzarsi come prima nel nostro paese: vale a dire, ad esempio, niente spot in tv e niente sponsorizzazioni sportive.

Si tratta di un cambiamento notevole per gli operatori, che negli ultimi anni erano abituati a promuovere le loro offerte di giochi o bonus proprio attraverso questi canali. TV e sponsorizzazioni sportive sono infatti le vie che danno maggiore visibilità nel mercato italiano.

In Decreto Dignità dunque ha causato la fine degli spot pubblicitari da parte di aziende del gioco e anche la chiusura dei contratti di sponsorizzazioni sportive, in particolare nei confronti delle squadre di calcio. Un esempio è il contratto che legava la Roma e Betway, un accordo del valore di 5 milioni di euro per ogni stagione.

Il Decreto, però, potrebbe avere un effetto meno radicale di quello che tanti operatori lamentano. Se infatti vieta gli spot e la presenza dei marchi e degli slogan delle aziende del gambling in tv o negli eventi sportivi, consente ancora di fare informazione su ciò che le aziende offrono.

Questo significa, in parole povere, che tutti quei siti affiliati o portali sul gioco, come, ad esempio, roulette-on-line.it, che abitualmente informano i giocatori sui casinò online o sui bookmaker - tramite recensioni, articoli, news e via dicendo - potranno continuare a svolgere il loro lavoro. Diffondere informazioni su bonus, giochi, promozioni ecc è infatti consentito dalla legge.

Insomma, sarà ancora possibile reperire informazioni sui casinò online e su altri tipi di siti di gioco, anche se bisognerà andarle un po’ a cercare. E bisogna sottolineare, qualora ci fossero dei dubbi, che il Decreto non ha alcuna azione sulla legalità dei giochi e dei diversi tipi di scommesse. Ciò che era legale prima, lo è anche oggi.

Pare quindi che questo Decreto sarà un problema soprattutto per le squadre di calcio, abituate alle sponsorizzazioni milionarie degli operatori di gambling, e per i media che erano soliti ospitare i loro spot. In rete invece sarà ancora possibile informarsi e conoscere bonus e offerte tramite i cosiddetti siti affiliati o i portali che normalmente informano sul mondo dei casinò online e dei bookmaker.

Per i giocatori meno avveduti, però, potrebbe diventare più complicato distinguere tra i siti autorizzati ad operare in Italia tramite una licenza e quelli che non sono autorizzati, dato che non c’è più il veicolo della pubblicità a fornire autorevolezza a un operatore. Diventa quindi ancora più importante informarsi bene e leggere recensioni affidabili prima di aprire un account con un sito di gioco.






Questo è un articolo pubblicato il 23-08-2019 alle 15:11 sul giornale del 23 agosto 2019 - 132 letture

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