Senigallia: Pronto Soccorso al collasso: il sindacato Nursind a Mangialardi, "Il sindaco deve aiutarci"

2' di lettura Fano 20/07/2019 - Il Sindacato delle Professioni Infermieristiche NurSind del territorio di Ancona, in questi giorni sta raccogliendo molteplici segnalazioni da parte dei colleghi, che in trincea con le poche risorse disponibili cercano di rispondere alle molteplici necessità dei cittadini. Una situazione di grave allarme si evidenzia al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Senigallia.

Con l’inizio della stagione estiva, la congestione è arrivata ai massimi livelli. La sala d’attesa dal mattino alla sera, ospita costantemente in media circa 25 persone da assistere e curare, le barelle in dotazione sono insufficienti, di frequente sono chieste in prestito ad altri reparti. Un afflusso “anomalo” facilmente prevedibile, in estate la popolazione a Senigallia triplica, invece i servizi sanitari di primo soccorso restano gli stessi, anzi quest’anno si registrano ulteriori decurtazioni di personale. La Guardia Medica ora è un’unica unità, gli anni precedenti se ne contavano due e il personale sanitario in pronta disponibilità per le emergenze trasporti del 118, Medico e infermiere, di frequente è chiamato a lavorare in turno per sostenere i carichi di lavoro del Pronto Soccorso Senigalliese letteralmente preso d’assalto.

Con questa mole di lavoro, il rischio di errori e conseguenze in danno dei cittadini è un’ipotesi più che aleatoria. Gli infermieri che operano in questi servizi con molta professionalità, passione e competenza, responsabilmente esternano preoccupazione, senza avere alcuna risposta concreta da chi ne avrebbe obbligo. La Dirigenza dell’ASUR e dell’area vasta 2 risulta latitante. Mancano all’appello in area vasta 2 oltre 80 infermieri, il Sindacato NurSind ha chiesto di ristabilire il turn-over dei pensionamenti ma non sono ci sono state assunzioni neanche a tempo determinato, mai realizzate graduatorie di avvisi pubblici scaduti da oltre 1 anno, dal 2017 neanche completate le procedure di mobilità volontaria, eppure gli infermieri che aspettano di rientrare nelle Marche sono in migliaia. Con la quota 100, i pensionamenti previsti entro la fine del 2019 ridurranno di oltre 100 unità il comparto sanitario, nessuna strategia si sta attuando per sopperire a questa emergenza.

Ormai l’obiettivo è chiaro, depauperare il Servizio Sanitario pubblico per spingere i cittadini verso forme assicurative private. Il Sindacato delle Professioni Infermieristiche NurSind in questa situazione di estrema decadenza e disinteresse, chiede sostegno alle amministrazioni locali, il Sindaco quale Autorità Sanitaria locale in queste criticità, ha il dovere civico e politico di predisporre ogni misura utile a garantire la sicurezza di cittadini e operatori. I lavoratori della sanità pubblica non possono essere lasciati soli.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-07-2019 alle 17:59 sul giornale del 22 luglio 2019 - 1398 letture

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