Digestore, M5S: "Occorrono precisazioni, maggioranza ci chiama in causa in maniera distorta"

biometano digestore anaerobico 4' di lettura Fano 17/07/2019 - Visto il dibattito di questi giorni sul “digestore anaerobico” e dato che, come forza di minoranza, veniamo chiamati in causa dagli esponenti della maggioranza ancora una volta in maniera distorta e fuorviante, siamo costretti a ricordare a lor signori il nostro programma elettorale per le elezioni amministrative, che era molto chiaro nel merito dell’impiantistica relativa alla gestione dei rifiuti urbani, contrariamente alle contraddittorie affermazioni di Seri e dei suoi sostenitori del PD.

Prima delle elezioni, per paura di perdere consensi, definivano fantasie le ipotesi di realizzare un impianto di trattamento di rifiuti organici nel territorio fanese, salvo poi tornare alla carica appena vinte le elezioni, prospettando onerosi aumenti della tariffa dei rifiuti in caso contrario.

Il Movimento 5 Stelle fin dalla sua nascita ha sempre sostenuto il principio della necessità di programmare uno sviluppo ecologicamente sostenibile, e quindi la necessità di implementare ad ogni livello i processi di “economia circolare”, che tendono a ridurre drasticamente la parte di rifiuti destinata allo smaltimento introducendo modalità tecniche di riciclo e riutilizzo dei rifiuti come materia prima “secondaria” in un successivo ciclo di produzione di beni.

In tale ottica risulta coerente la previsione di un impianto locale di trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani mediante digestione anaerobica, attraverso il quale dai rifiuti domestici organici e dagli sfalci del verde si ottiene la produzione di biometano (da conferire nella rete del gas o utilizzare per l’autotrazione) e, previo trattamento aerobico del digestato, di compost utilizzabile in agricoltura come ammendante.

Ciò naturalmente a determinate condizioni:

1. Le dimensioni e la capacità di trattamento dell’impianto non devono eccedere le esigenze dell’ambito provinciale, al netto della porzione rurale gestita con i piccoli impianti locali di comunità. Nello studio preliminare che Aset ha commissionato a Nomisma Energia – IGW, e nelle proposte di piano di gestione dei rifiuti elaborate dall’Assemblea Territoriale d’Ambito formata dai Sindaci della provincia di Pesaro e Urbino, vi sono ipotesi di sovradimensionamento dell’impianto rispetto alle esigenze territoriali, giustificate da mere motivazioni di carattere economico (economie di scala derivanti dalla possibilità di trattare rifiuti provenienti da fuori provincia e fuori regione). Come in tutti gli impianti industriali, le dimensioni giocano un ruolo importante nel determinare la significatività dell’impatto ambientale sul territorio ed eventuali disagi per i residenti, se non altro per le esigenze di trasporto connesse all’impianto stesso. Più che il profitto economico va privilegiata la gestione di prossimità dei rifiuti organici e degli sfalci. In questo senso appoggiamo la PDL regionale n. 222/2018 presentata dal consigliere Fabbri, che prevede incentivi per la realizzazione di piccoli impianti di compostaggio nelle località rurali, allo scopo di trattare in modo diffuso una parte della FORSU e ridurre la quantità di rifiuti da trattare nel digestore anaerobico.

2. Se la localizzazione dell’impianto dovesse riguardare il territorio comunale, ogni iniziativa va condivisa con la popolazione direttamente interessata, riconoscendo nel caso le opportune compensazioni in termini di investimenti pubblici di riqualificazione urbana, secondo il principio del bilancio partecipato. La collocazione presso la discarica di Monteschiantello, seppur non idonea all’allaccio alla rete del gas e quindi utilizzabile solo per la produzione di biometano da autotrazione, è da valutare in primis.

3. Sempre se la localizzazione dovesse riguardare il territorio comunale, allora la gestione dell’impianto deve essere condotta da Aset, società interamente pubblica e soggetta al pieno controllo del Comune in analogia a quello che esercita sui propri uffici (controllo analogo). Il controllo dell’amministrazione comunale in fase di gestione è la migliore garanzia che logiche di profitto non vadano a minare la necessaria sicurezza in termini ambientali. Va assolutamente evitata ogni commistione tra il fornitore dell’impianto, che va scelto mediante procedura ad evidenza pubblica, ed il gestore. Risultando l’investimento economicamente profittevole, e viste le analisi economico-finanziarie prodotte da Nomisma Energia - IGW, Aset appare in grado di reggere la struttura del finanziamento ed apportare la necessaria quota di equity, oltre ad avere l’opportunità di competere da una posizione di maggiore forza nel momento in cui andranno in scadenza le concessioni comunali dei servizi di igiene urbana.

Respingiamo quindi al mittente le velate insinuazioni di Bacchiocchi in merito ad una nostra presunta contrarietà a prescindere sugli investimenti nell’impiantistica di trattamento dei rifiuti. E’ inoltre fuori luogo ogni riferimento alla attuale situazione di Roma e del Lazio, che peraltro, come noto, è dipendente per competenza di materia dalla responsabilità del Presidente della Regione, nonché segretario del suo partito, il Sig. Zingaretti.

Da Piergiorgio Fabbri - Marta Ruggeri - Tommaso Mazzanti - Francesco Panaroni






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-07-2019 alle 15:41 sul giornale del 18 luglio 2019 - 330 letture

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