BOOKS AND THE CITY - "Gli inquinati" di Roberto Ugolini, un libro tra satira e grottesco

3' di lettura Fano 19/06/2019 - Torna l’appuntamento con la rubrica "Books and the city", in collaborazione con Aras Edizioni. La formula scelta è quella dell'intervista all'autore. È la volta di un autore esordiente si chiama Roberto Ugolini è di Fermignano di mestiere fa il programmatore nel campo dall’automazione e il suo primo libro si intitola: “Gli inquinati”. Con una prefazione di Pietro Calandra e postfazione dell’istrionico stand up comedian Alessandro Ciacci. Dal 20 giugno in libreria.

IL LIBRO
Claudio Bonomi è alla ricerca di un meccanico, ma finisce in una comune per la crescita spirituale con bancomat a forma di fiori di loto; Nicola Zanini è un impiegato stitico, solo e disprezzato; Goffredo Garonzi parte volontario in Africa per settantadue ore, il tempo di qualche scatto con la sua Reflex. Eccoli alcuni dei protagonisti meschini de Gli inquinati, privi di qualunque statura morale che ricordano in parte gli “uomini schifosi” di David Forster Wallace, ma con quel fare tipicamente italico. Ugolini, con stile satirico, cinico e grottesco, sferza una critica pesante a quella fetta di società inquinata che ama soluzioni semplici per problemi complessi, senza un briciolo di empatia e di solidarietà, creando racconti fuori dalle convenzioni e dal politically correct. Cosa vi resterà sul volto dopo la lettura? Un sorriso amaro o un ghigno?

Bisogna subito dire che “Gli inquinati” sono una serie di racconti davvero particolari, che giocano sul filo sottile del racconto breve, del cinismo, del grottesco e della satira. E tutto davvero ben congeniato! Com’è nata l’idea?
Ti potrà sembrare strano ma ho preso spunto dai concept album dei cantautori. Nel loro caso le canzoni del disco ruotano tutte intorno allo stesso nucleo, allo stesso tema. Nel mio caso l’idea era quella far ruotare storie diverse all’interno di un mondo coerente, dove i personaggi sono mossi da pulsioni e sentimenti simili. Più che vero cinismo, c’è una grottesca imitazione del cinismo; e quando ci si riconosce si prova imbarazzo.

Chi sono dunque questi inquinati?
Gli inquinati sono vittime - del potere, o più probabilmente dei propri fallimenti, delle proprie frustrazioni - che fanno di tutto per essere carnefici, mollando ogni freno inibitorio. Questo ribaltamento crea situazioni assurde.

Ci sono dei modelli a cui ti sei ispirato per costruire i tuoi personaggi?
È come se si fossero costruiti da soli man mano che le sviluppavo le storie, perché in realtà non volevo dare molte possibilità al lettore per immedesimarsi e schierarsi facilmente, volevo che il poco spessore umano dei personaggi e lo scarso valore delle loro vittime si riflettesse in qualche modo anche sulla forma del racconto. Ho cercato il maggior distacco possibile. L’ispirazione viene dalla gente comune, dalle storie di provincia, e anche dai fatti cronaca.

Nei racconti incontriamo personaggi di dubbia moralità coinvolti in situazioni originali e quasi al limite dell’assurdo per poi rendendoci conto che così distaccati dal reale non sono… è una lettura sbagliata?
No, affatto. A dire il vero alcune di queste storie nascono da fatti realmente accaduti, sui quali ho ovviamente ricamato sopra. Altre sono totalmente inventate ma, per quanto possano sembrare assurde, verranno superate dalla realtà, è solo una questione di tempo. Lo scriveva Flaiano in uno dei suoi racconti: ad essere assurda è la satira perché addolcisce la verità.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-06-2019 alle 15:21 sul giornale del 20 giugno 2019 - 370 letture

In questo articolo si parla di libri, cultura, fano, satira, racconti, aras edizioni

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