“Tarsi inesperta, era meglio Serfilippi": flop centrodestra, intervista a Luca Paolini (Lega)

6' di lettura Fano 11/06/2019 - Una candidata sconosciuta ai più, una campagna elettorale troppo incentrata sulla sanità. E l’incapacità di rinnovarsi davvero. Sono queste, in soldoni, le cause del fallimento del centrodestra alle ultime elezioni amministrative. Parola del deputato fanese della Lega Luca Paolini, alla luce della debacle di Lucia Tarsi al ballottaggio contro Massimo Seri.

Di recente lei ha accennato a una frase riferitale da Seri dopo lo spoglio del primo turno. Cosa le ha detto esattamente?
Come vuole la prassi mi sono complimentato con lui, che subito dopo mi ha detto: ‘Contro Serfilippi avrei rischiato’. Che di certo non significa ‘perdere’, ma con quelle parole mi ha dimostrato di considerare il candidato della Lega più coriaceo e pericoloso. Più performante, come si dice oggi.

Se Serfilippi fosse stato davvero il vostro candidato, quale sarebbe la situazione ora?
Non lo so, è impossibile rispondere. Il ballottaggio sarebbe stato comunque scontato, eravamo sicuri di arrivarci in ogni caso. Era nell’aria che i grillini non ce l’avrebbero fatta. Ma a mio avviso Serfilippi rappresenta quel rinnovamento che avrebbe portato, allo stesso tempo, una certa esperienza amministrativa. Avrebbe potuto coinvolgere gli elettori 5 Stelle, così come gli astenuti. Al ballottaggio bisogna avere la capacità di portare alle urne chi non ha votato al primo turno. Invece alla nostra candidata è successa una cosa che, a mia memoria, a Fano non era mai successa, cioè di perdere oltre mille voti dal primo al secondo turno. Significa che la campagna elettorale poteva essere condotta meglio, soprattutto negli ultimi quindici giorni. Vuol dire che hai deluso delle persone, mentre Seri è riuscito a crescere, magari pescando anche dal mare magnum dei voti dei 5 Stelle. E i grillini non sono mica tutti comunisti. Ho letto, poi, l’affermazione finale della Tarsi: se hai perso in modo netto hai perso e basta, soprattutto se sei stata quasi doppiata.

Sui social ha detto che lo sapeva tutta Fano che Serfilippi sarebbe stato il candidato migliore. Perché, allora, si è optato per un'altra persona?
Non so come si sia arrivati alla Tarsi. Non sono stato coinvolto, e l’ho già detto sui giornali. Renier sarebbe stato quantomeno in grado di coinvolgere la società civile, ma qualcuno ha deciso di no. Serfilippi? È stato rampognato, quando ha detto che sarebbe sceso in campo. L’hanno rimproverato per averlo detto ai giornali. Queste sono prese di posizione incomprensibili. Infine si è arrivati alla Tarsi. Io sono sempre stato perplesso, ma non per ragioni personali. Lei è una bravissima persona, ma mi è sembrato rischioso portare avanti un candidato che non aveva mai amministrato niente. In consiglio comunale c’è arrivata dopo le dimissioni di due persone, dunque non è mai stata eletta da nessuno. Vogliamo una prof di matematica? Va benissimo, ma non basta contro un sindaco uscente, che di base parte sempre avvantaggiato. Seri, poi, è un amministratore di mestiere. Ha una notevole esperienza, e occorreva mettergli di fronte una persona capace, sì, ma anche con un’esperienza giuridica, oltre che scientifica.

Esperienza che Serfilippi avrebbe.
Di certo a livello politico. È stato dieci anni in consiglio comunale, alcuni dei quali li ha trascorsi anche come assessore. Se guardi all’Europa, molti leader – compreso Salvini – ha tra i trenta e i quarant’anni. La gente, dopo di un po’, vuole un rinnovamento. Qualcuno con il physique du rôle. Ed è stato eclatante il risultato di Serfilippi al primo turno. Senza di lui la Lega sarebbe al 16%, e non al 21. Ma per qualcuno non era pronto.

Lei non ha mai nascosto le sue perplessità nei riguardi della Tarsi. Cosa ritiene che le mancasse per centrare l'obiettivo?
Come detto, è un candidato debole sotto il profilo dell’esperienza, praticamente pari a zero. Inoltre la Tarsi non è molto nota. Puntare su un nome già conosciuto sarebbe stato un vantaggio. Se mi avessero consentito di esporre questo mio parere l’avrei detto, ma non sono mai stato chiamato alle riunioni. È vero che sono spesso a Roma, ma non mi hanno mai interpellato. Sono un deputato, nonché fondatore della Lega nelle Marche, e tutta questa cosa è anomala. È stato un errore politico, quantomeno perché è la mia città. Ma è mancata la giusta sensibilità. Forse avremmo perso lo stesso, ma avremmo perso meglio.

Del Vecchio, Mirisola, Cucuzza: tutti nomi che sono stati tenuti fuori dalla partita. Che peso ha avuto tutto questo sul risultato finale?
Sono nomi del vecchio centrodestra che avrebbero portato anche 200 voti ciascuno. Sono stati tenuti fuori in nome di non so quale rinnovamento, dato che le persone rimaste dentro erano anche loro già in politica. Peccato, perché a Fano qualche speranza c’era, e lo dimostra il fatto di essere arrivati al ballottaggio. Ma non puoi fare una campagna elettorale intera soltanto sull’ospedale, che è in buona parte di competenza regionale. Invece si è puntato tutto lì, e gli avversari hanno avuto gioco facile. Al centrosinistra è bastato dire che per la sanità decide la Regione e non il sindaco, e che la clinica privata è il male minore perché altrimenti te la costruiscono altrove. Come fai, poi, a dimostrare che questo ragionamento sia sbagliato? Il centrodestra non ha nemmeno indicato quale strumento giuridico avrebbe utilizzato per capovolgere certe decisioni della Regione. Seri ha avuto anche questa fortuna. La sanità è un tema da elezioni regionali. Se vinceremo cambieremo il piano sanitario ispirandoci al modello territorializzato dell’Emilia Romagna.

Qual è il futuro del centrodestra fanese?
Il centrodestra che conosciamo non esiste più, e mi riferisco anche a livello nazionale. L’ha detto pure Salvini, e poi basta guardare le percentuali di Forza Italia. Ora a Fano ci saranno cinque anni di opposizione, e mi auguro facciano bene. Il prossimo obiettivo sono le regionali, e spero non si facciano le cose come per Fano. Pesaro e Ancona sono inarrivabili per chiunque, perché c’è un PD forte con sindaci particolarmente mediatici. Ma a mio avviso le Marche si possono conquistare. Occorre però lavorare sin da ora in modo chiaro, e coinvolgendo tutte le componenti. Ma non dipende da me. Pare che intanto ci sarà un incontro questo giovedì per fare un’analisi del voto. Io l’ho saputo in via informale, e comunque sono tutti al corrente del fatto che io il giovedì non ci possa mai essere, trovandomi a Roma.


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Questo è un articolo pubblicato il 11-06-2019 alle 11:14 sul giornale del 12 giugno 2019 - 3108 letture

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