Venturelli: "La riqualificazione del Pincio è perfettamente riuscita"

3' di lettura Fano 20/05/2019 - La zona, da usare a fini di bellezza era un assieme di precedenti sussistenze già demolite nell’anteguerra per ottenere lo slargo dove si vedono parti antiche autentiche legate tra loro a modo di rovine che sempre suggestionano, visto che, piaccia o meno viviamo e vivremo intessuti di passato. Inoltre da questa sistemazione traspare di positivo che vengono riconfermati progetti e risorse anche al patrimonio artistico nato a Fano.

In tal senso siamo consapevoli che la presente amministrazione sta lavorando molto e bene, facendo cose importanti sia per i beni culturali che altrove, essendo le realizzazioni visibili, come le sistemazioni delle due fortezze, il progetto per l’utilizzo del Sant’Arcangelo, via Garibaldi coi ciliegi da fiore, le scogliere, gli scolmatori, l’eliminazione dell’amianto, il progetto iniziato del Parco urbano; interventi solamente ricordati a memoria. E tra poco sarà cosa fatta anche l’eliminazione del ristagno d’acqua al sottopasso del Lido, dal piazzale, che sempre si allagava ad ogni temporale. Ma l’intervento al Pincio certamente muoverà ad emulazione altre città per la sua illuminotecnica che sorprende in notturna. Il resto del tutto non poteva che essere opera di superficie, trattandosi di selciato nuovo, di tappeti ad erba ed appunto di ringhiere, solamente verso le quali Circolo Nuova Fano esprime il suo giudizio in negativo.

Dunque, se è solo per questo, si può essere ben soddisfatti per l’area del Pincio: meno che per la parola Restyling, usata ormai per diffusione mediatica. Parola ben adatta a indicare il ridisegno dei prodotti industriali di serie come le auto per venderle di più e non piuttosto per una singola cosmesi storico/archeologica come è questa del Pincio. Ma se le ringhiere, risultassero arrampicabili dai bambini, come viene scritto su questo portale da Circolo Nuova Fano, “lavori fatti in fretta”, citando col merito della precisione la normativa UNI 10809/1999, che sicuramente i progettisti conoscono, ma non chi scrive da cittadino semplice, al quale invece risulta che, parallele alle ringhiere ci sono le siepi in crescita. Nell’attesa , per placare le ansie, legare una rete alle ringhiere non sarà una grande spesa. Tuttavia In passato non c’era che la siepe, ed una situazione veramente pericolosa, pur se ogni genitore sapeva ad istinto che i bimbi non andavano mai lasciati fuori controllo. Se poi si individua da parte di Circolo Nuova Fano, tra le cause del possibile errore, la fretta di tagliare un altro nastro da parte di questa amministrazione, forse più del clima elettorale, la ricerca del pelo nell’uovo, significa che l’invidia, sentimento diffuso come i sassi della Sassonia, potrebbe aver svolto un suo ruolo nell’origine della critica. Proprio come accadde qualche anno fa a Senigallia con la meravigliosa sistemazione di piazza Garibaldi; un intervento gioiello, tra i migliori del genere in Italia, deplorato dalle opposizioni perché si era tolto via un brutto parcheggio alberato da quella piazza; ma anche invidia per quanto era riuscito benissimo ad altri.

Questo del Pincio è un bel regalo che Fano si meritava da un pezzo, oltre che un ritorno di immagine per il turismo e che contiene la speranza di un investimento massiccio in tecnologie per indagare nel sottosuolo romano, visti i ritrovamenti sotto Porta Maggiore, alla ricerca dei pavimenti della super invidiata in tutto il mondo, Basilica vitruviana.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-05-2019 alle 14:40 sul giornale del 21 maggio 2019 - 611 letture

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