Di Maio a Fano, il Masetti non basta: “Aiuteremo chi non arriva a fine mese”. Poi l’abbraccio con la Ruggeri [FOTO e VIDEO]

5' di lettura Fano 15/05/2019 - Oltre 400 persone dentro, circa 200 fuori. E senza il maxischermo esterno che era stato promesso. Il popolo pentastellato fanese ha risposto con decisione alla chiamata del leader, anche se in tanti sono dovuti tornare a casa a bocca asciutta. Martedì sera il vicepremier Luigi di Maio ha fatto tappa a Fano, anche per sostenere la candidatura di Marta Ruggeri. L’incontro si è tenuto all’ex cinema Masetti. Una location di ripiego. Era prevista pioggia, così si è rinunciato a Piazza XX Settembre.

Lì, di certo, ci sarebbero stati tutti i simpatizzanti accorsi per ascoltare il ministro. Alcuni di loro hanno però approfittato della proiezione in streaming che si è tenuta nella sede del Movimento, in via Nolfi. Da lì hanno visto Di Maio arringare la folla del Masetti. Il vicepremier è stato più volte interrotto dagli applausi, mentre era intento a elencare le cose fatte dal governo e quelle che intende fare. Anche e soprattutto in ottica europea. Il lungo monologo di Di Maio – iniziato con 50 minuti di ritardo e durato circa un’ora e un quarto – ha toccato tanti temi. Piatto forte del comizio il salario minimo europeo. “Servirà – ha detto - anche per risolvere il problema della concorrenza sleale che sta danneggiando i nostri imprenditori. Non voglio fare il comunista. Si parte da nove euro l'ora, stabilendo che al di sotto è illegale. Poi si sale in base al merito”.

Per Di Maio, questo primo anno di governo ha rappresentato soltanto la “fase uno”, durante la quale sarebbe stata fronteggiata l’emergenza. E adesso? “Ora scatta la fase due – ha detto - per sostenere chi ha un lavoro ma fatica comunque ad arrivare a fine mese. Troppi sono gli impieghi sottopagati o super-precari. Bisogna inoltre superare l'idea che il disonesto sia in realtà un furbo. Questa mentalità ha rovinato l'Italia, e per cambiarla dovremo lavorarci per anni. Siamo al governo, ma il sistema è vivo e combatte contro di noi”.

Il vicepremier ha poi affermato di non dare troppo peso ai sondaggi. “Il nostro risultato – ha spiegato – è dato dal numero di persone che torna a sorridere grazie alle nostre scelte”. Tra queste anche quota 100 e il reddito di cittadinanza, di cui si è detto soddisfatto. “Grazie alle politiche attuate – ha precisato – ci sono case in cui ora è finalmente tornata la carne, e c’è chi ha potuto comprare gli occhiali ai propri figli, mentre prima non avrebbe potuto”.

Tutte soluzioni realizzate in tandem con Matteo Salvini, contro cui ha lanciato ben più di una frecciata. “Questo è un governo inaspettato, e lo è anche per me. Di certo non ci vogliamo fermare. Ma ci sono questioni, come quella di Siri, su cui non possiamo restarcene zitti. Stare con noi – ha detto il vicepremier – è un vantaggio, ma poi devi fare i conti con la nostra reputazione. Abbiamo chiesto e ottenuto le dimissioni di Siri. Gli abbiamo tolto le chiavi di casa, perché è venuto meno il rapporto di fiducia. Salvini l’ha presa sul personale, ma questa deve diventare la normalità. Su certe cose noi non arretriamo”.

Questa non è stata l’unica punzecchiatura nei confronti del leader della Lega. “Non possiamo permettere – ha aggiunto Di Maio - che un ministro dell'interno imbracci un mitra. Spero che dopo le elezioni del 26 finisca questa deriva di ultradestra. E non perché siamo di sinistra, ma per quello che vogliamo trasmettere ai nostri figli. Destra e sinistra non esistono più, se non a livello di valori. Oggi quello che conta sono le cose giuste da fare. Vorrei che si abbassassero i toni – ha concluso -, anche per ragioni di sicurezza”. E sui migranti? “Sono da redistribuire tra i Paesi europei, ma servono accordi internazionali, finanziamenti e meccanismi da attuare”.

Tanta Europa, dunque. Proprio come Salvini, Di Maio ha dedicato pochissime parole alle questioni locali. Ha toccato marginalmente il tema della sanità, così caro alla campagna elettorale fanese. “I vertici – ha detto - non devono più essere nominati dalla politica, ma occorre istituire un sistema di concorsi con commissioni centralizzate a Roma, e non più a livello regionale”. Poi un augurio a Marta Ruggeri, prima dell’abbraccio finale, “nella speranza – ha detto - che possa governa Fano nei prossimi cinque anni”. “Ci sentiamo pronti – ha puntualizzato la candidata pentastellata -, e vogliamo togliere dai palazzi le incrostazioni dei vecchi partiti. Soprattutto vogliamo garantire i servizi più importanti, come l'ospedale. Il nostro programma – ha concluso - si sviluppa in 149 pagine piene di buone idee”.

Seguono foto e video della serata.

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Questo è un articolo pubblicato il 15-05-2019 alle 00:33 sul giornale del 16 maggio 2019 - 4105 letture

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