Sicurezza e partecipazione: Guidi (Noi Città) propone una rete urbana di "community hub"

3' di lettura Fano 13/05/2019 - A ben guardare è possibile individuare all'interno di ogni città un solido intreccio che unisce pratiche di rigenerazione urbana e sociale, partecipazione dei cittadini, riattivazione di legami di comunità, rivitalizzazione di beni comuni e spazi dismessi, avvio di circuiti virtuosi di economia, diffusione di un condiviso senso di sicurezza.

Sono i community hub, luoghi fisici e a volte esperienziali, nodi territoriali di una rete urbana. Sono spazi aperti e a volte informali, immobili sottoutilizzati o rigenerati, sempre profondamente legati ad un contesto comunitario e originati da processi di intelligenza collettiva senza cui semplicemente non potrebbero esistere e di cui la comunità stessa ne è per prima responsabile e garante. Soggetti pubblici e privati, enti del terzo settore e semplici cittadini sono i pilastri alla base della loro co-progettazione e del loro funzionamento. Sono strutture di servizio in grado di cambiare funzione e ospitare attività differenti che si alternano nel corso della giornata: durante la mattinata, ad esempio, si possono preparare colazioni e fornire informazioni e servizi di welfare pubblico e il pomeriggio si pratica inclusione sociale offrendo counseling per ragazzi, spazi per i giovani del quartiere e per il doposcuola dei più piccoli, attrezzature e condivisione dei saperi per creare orti intergenerazionali.

La sera, infine, si favoriscono incontri e socialità accogliendo giovani, anziani e comunità straniere, organizzando corsi di ballo, cucina, laboratori, cineforum, dibattiti o percorsi di democrazia deliberativa. Possono rilanciare l'economia di un territorio, ad esempio organizzando percorsi formativi per favorire imprenditorialità, creatività ed innovazione, favorendo la relazione diretta fra produttore e consumatore in ogni ambito, da quello agricolo rigorosamente bio con l'organizzazione di piccoli mercati di quartiere a quello legato ai servizi, alla manifattura e all'artigianato. Le proposte della Lista civica “Noi città - Seri Sindaco per Fano” in tale ambito sono le seguenti: definire una puntuale mappatura di presidi fisici pubblici e beni comuni della città - immobili o aree verdi o spazi all'aperto - alla luce delle analisi e delle indicazioni del nuovo Piano Regolatore che prevede già alcune ipotesi di destinazione di spazi ed edifici ad aree di interesse pubblico in tutti i quartieri, al fine di rafforzare identità e senso di appartenenza; costituire uno staff ed un apposito sportello comunale trasversale ai diversi settori del comune con l'obiettivo di dare concreta attuazione al “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione comunale per la cura, la rigenerazione ed una fruizione partecipata dei beni comuni urbani” approvato dal Consiglio comunale nel 2015.

Fra i compiti dello sportello il supporto, la promozione e l'accoglienza dei progetti di cittadinanza attiva in tale direzione, la semplificazione delle procedure burocratiche, la supervisione ed il monitoraggio sui patti di collaborazione avviati; incentivare nel più breve tempo possibile delle sperimentazioni di quartiere per la gestione e la fruizione partecipata di aree verdi e spazi all'aperto pubblici, sull'esempio in particolare del quartiere di Sant'Orso, per arrivare nel medio periodo all'avvio di un vero e proprio community hub, primo nodo di una più ampia rete urbana di tali luoghi di innovazio








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-05-2019 alle 19:27 sul giornale del 14 maggio 2019 - 512 letture

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