Picchia e violenta la moglie davanti al figlio: arrestato un 43enne

Fano 25/03/2019 - I carabinieri della stazione di Monte Porzio hanno tratto in arresto un nigeriano 43enne del posto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere in quanto responsabile di violenza sessuale e maltrattamenti verso la moglie, fatti commessi alla presenza del figlio di soli 5 anni.

La vicenda nasce da lontano. I due, connazionali, circa sei anni fa quando ancora vivevano in Veneto, si erano conosciuti ed avevano deciso di sposarsi. Dopo poco era emerso il carattere violento dell’uomo che abitualmente picchiava la donna per futili motivi privandola anche del cibo e del gas per riscaldarsi. Dopo un anno la donna era rimasta incinta ma questo non aveva contribuito a far ravvedere l’uomo da comportamenti violenti. Di contro costringeva la donna, in stato interessante, ad effettuare cessioni di sostanze stupefacenti per suo conto. Alla nascita del bambino nulla è cambiato, anzi, l’uomo ha continuato a picchiarla durante l’allattamento finché non è stato tratto in arresto e condotto in carcere e la donna sottoposta agli arresti domiciliari entrambi per reati in materia di sostanze stupefacenti. Nel frattempo la donna si è trasferita nella provincia di Pesaro e Urbino accompagnata dai suoi fratelli, trovando lavoro e un po’ di tranquillità.

Uscito dal carcere nell’agosto 2018, l’uomo ha preteso di rivedere la moglie e il figlio trasferendosi nella nuova abitazione. La donna a fini genitoriali ha acconsentito precisando di non avere nessuna intenzione di avere più rapporti con l’uomo, esigendo altresì di tenere in casa almeno uno dei suoi fratelli.

Nonostante gli accordi, il comportamento tornava a farsi nuovamente violento e minatorio arrivando a pretendere, con la violenza, di avere rapporti sessuali contro la volontà della donna e con la paura di conseguenze peggiori. In ultimo, una sera si arma di coltello e brandendolo minaccia il fratello di morte, danneggiando i suoi beni ed appropriandosi di denaro in contante che conservava in una borsa, il tutto pur di cacciarlo di casa. La donna, esasperata, chiama i Carabinieri ed interviene una pattuglia della stazione di San Lorenzo in Campo. Alla vista dei militari l’uomo cambia decisamente atteggiamento e la donna minimizza l’accaduto rientrando in casa con la speranza di un ravvedimento. La speranza si rileva vana poiché il giorno successivo la donna, fisicamente e psicologicamente provata, si reca al pronto soccorso di Pergola. Da quel momento i Carabinieri di Monte Porzio da un lato attivano tutti gli strumenti utili a proteggere e ospitare la donna e il bambino grazie all’intervento del centro antiviolenza e dall’altro informano immediatamente il Pubblico Ministero di turno Silvia Cecchi, che in tempi rapidissimi ha richiesto e ottenuto la misura cautelare della custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del tribunale di Pesaro Francesco Messina.

L’ordinanza è stata eseguita, l’uomo condotto in carcere e la donna insieme al bambino hanno potuto far rientro nella loro abitazione.








Questo è un articolo pubblicato il 25-03-2019 alle 16:42 sul giornale del 26 marzo 2019 - 6146 letture

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