“Faremo la differenza al ballottaggio”: la sinistra di Auspici presenta il suo programma. E sulla clinica il no è categorico

Fano 16/03/2019 - Nuovo piano regolatore. Case popolari. Tutti i servizi comunali concentrati nell'ex caserma. Nuovo polo tecnico-scientifico. E a Chiaruccia stadio e palazzetto, ma senza la clinica privata. Parte da qui la proposta politica de La Sinistra per Fano, realtà nata da una costola di Sinistra Unita – ora In Comune - che ha appena ufficializzato la candidatura a sindaco di Teodosio Auspici. L'obiettivo? Spostare gli equilibri durante il possibile ballottaggio alle amministrative di quest'anno. Con due certezze: il no categorico alla clinica e la consapevolezza che non ci sarà mai un'alleanza con il centrodestra.

Lo definiscono la “quarta gamba”, ma per i promotori il nuovo soggetto politico è innanzitutto il frutto di una scelta necessaria e responsabile. Auspici è stato uno dei fondatori di Sinistra Unita, che però – nel tempo – si sarebbe trasformato in un “partito individuale che impedisce di fatto l'ingresso di nuovi soggetti”. Da qui l'idea di mettersi in proprio, “lontano dalle caste e da logiche di partito non più condivise”. In nome di una sinistra più radicale, nelle parole e nei fatti.

Intanto - anche se i sondaggi non li danno di certo tra i favoriti - quelli de La Sinistra per Fano giocano d'anticipo presentando il loro programma prima degli altri. Non un work in progress, non vaghe intenzioni, ma un lungo elenco di azioni concrete che vorrebbero mettere in atto. I punti di partenza sono due. In primis, secondo Auspici serve un nuovo piano regolatore, anche “per ritrovare un'idea di città che manca da quindici anni”. Tutto questo, però, senza un ulteriore consumo del territorio. Soprattutto, almeno il 60 per cento del totale dev'essere destinato all'edilizia convenzionata. In altre parole: la sinistra radicale fanese punta sulle case popolari e sugli affitti più bassi per far fronte alla crisi abitativa. Il secondo pilastro, invece, è un bilancio sociale che sia trasparente e condiviso.

Ma a tener banco è stato ancora una volta quello che sembra diventato – a tutti gli effetti – il nodo centrale di questa ridondante campagna elettorale. La sanità. Il punto di scontro è sempre la clinica privata di Chiaruccia, luogo in cui Auspici e compagni collocherebbero volentieri una “cittadella dello sport” con tanto di nuovo stadio e di un futuro palazzetto, ma mai e poi mai la tanto discussa clinica. Che – a loro avviso – non va proprio fatta. “Per Seri, approvare la variante per la clinica a ridosso delle elezioni è stato un vero autogol. E non basta dire che è meglio farne una vicino a noi piuttosto che vederla costruire da un'altra parte. La sinistra dovrebbe semplicemente opporsi alle strutture sanitarie private”, ha precisato Auspici, secondo cui il no alla clinica non sarebbe una scelta ideologica, bensì un errore per il territorio e per le persone. “Quella di Chiaruccia – ha continuato - rappresenta un'offerta sanitaria sostitutiva, non complementare. Dicono che realizzandola si creeranno nuovi posti di lavoro? Dateli a me, quei 15 milioni. Vi apro subito un capannone, e li creo io quei posti”. E se il problema fosse che la sanità pubblica non si è dimostrata all'altezza? “Bisogna intervenire, ma non per questo deve diventare privata”.

Con un curriculum da commercialista e un presente da imprenditore, il neo-candidato si è detto pronto a “rappresentare il mondo del lavoro, ma da sinistra”. Per quanto riguarda il commercio, ad arrancare è soprattutto il centro storico. Auspici ha poi sottolineato con sarcasmo come questo si stia ripopolando soltanto grazie alle sedi inaugurate dai candidati a sindaco. Inoltre, a detta della sinistra radicale, il centro andrebbe interamente pedonalizzato. “So che la cosa spaventa – ha premesso Auspici -, ma occorre diffondere una nuova cultura anche tra i commercianti. Laddove è stata fatta, la pedonalizzazione ha sempre portato dei benefici. E per sopperire a tutto questo, tra le altre cose, bisogna risistemare il parcheggio del Foro Boario che deve diventare anche sotterraneo”. Tutto questo mentre sono già in cantiere due nuovi complessi commerciali lungo la statale, cosa che non va proprio giù neppure a Marta Costantini, cofondatrice del partito.

La Sinistra per Fano, inoltre, vorrebbe rimettere mano alla città a partire dalle sue brutture. “Dopo il piano regolatore di Aguzzi, a cui dobbiamo lo scempio nella zona dell'ex zuccherificio, non si è fatto più nulla”, ha affermato Auspici, secondo cui sarebbe urgente anche completare la Strada delle barche e rilanciare il porto turistico. I beni pubblici in disuso, poi, vanno riconvertiti in qualcosa di utile, ad esempio trasformando l'ex caserma in un centro servizi sia pubblici sia privati. E al posto dello stadio Mancini – che, come detto, nel disegno di Auspici e compagni verrebbe sostituito da una nuova struttura a Chiaruccia – ci sarà spazio per “un polmone verde da restituire ai cittadini attraverso un parco urbano utile anche per concerti ed eventi”. La proposta de La Sinistra per Fano comprende pure il ripristino della ferrovia Fano-Urbino, la cura del verde, delle strade e delle periferie – senza più “quartieri dormitorio”, per citare la Costantini -, una mobilità sostenibile e sicura attraverso marciapiedi e piste ciclabili e un polo logistico per le merci.

Parlando del sociale, poi, la sinistra radicale punta a un sostegno economico per le famiglie con disabili e anziani non autosufficienti, scelta che fa il paio con la volontà di ridurre i costi delle mense scolastiche. Tutto questo mentre Aset deve rimanere pubblica, l'università deve crescere attraverso la creazione di un polo tecnico-scientifico e la cultura deve ripartire da un'identità, a cominciare da quella romanità su cui – a detta della Costantini – non si sarebbe investito abbastanza in termini culturali. Ultima, ma non per importanza, la nascita di una Fondazione Studi Vitruviani.

A maggio il verdetto delle urne. “Se non andremo al ballottaggio – ha precisato Auspici - porteremo le nostre istanze a certi tavoli. Decideremo chi appoggiare a seconda dei programmi. Di certo sulla clinica privata il nostro è un no secco, e non appoggeremo mai il centrodestra”. E dopo le elezioni? “Vogliamo continuare a mettere in pratica la sinistra. Ma non chiamateci vecchi nostalgici – ha specificato la Costantini -, siamo soltanto persone con esperienze diverse che però condividono gli stessi valori”. Un gruppo di militanti e di sostenitori che, fino a pochi giorni fa, comprendeva anche Leonardo Fulvi Ugolini. Recentemente scomparso, aveva chiesto ad Auspici e colleghi di potersi candidare con loro.








Questo è un articolo pubblicato il 16-03-2019 alle 19:11 sul giornale del 18 marzo 2019 - 1768 letture

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