BOOKS AND THE CITY - Premio "Urbino Press Award", un ponte tra Italia e Usa: l'intervista

Fano 14/03/2019 - Torna l’appuntamento con la rubrica "Books and the city", in collaborazione con Aras Edizioni. La formula scelta è quella dell'intervista all'autore. L’obiettivo: continuare a fare cultura e promuovere la lettura. È la volta del volume URBINO PRESS AWARD. Dodici anni di giornalismo americano (2006-2017) - a cura di Alessandra Calanchi e Maria Messina - che presenta i prestigiosi vincitori del premio. Il libro sarà in libreria la prossima settimana e ordinabile in anteprima sul sito a questo link. L'intervista a Giovanni Lani (presidente del Premio) e Gabriele Cavalera (segretario del Premio) è a cura di Alessandra Calanchi.

IL LIBRO
Non è il Nobel, non è il Pulitzer, non è lo Strega: l’URBINO PRESS AWARD è un premio meno conosciuto ma dall’alto valore culturale e interculturale, tant’è che si muove sul piano internazionale, fra Italia e Stati Uniti. È nato in una piccola città del centro Italia, sede di una delle più antiche università.
I premiati dell’Urbino Press Award a oggi: Diane Rehm (2006), Michael Weisskopf (2007), Martha Raddatz (2008), Thomas L. Friedman (2009), David R. Ignatius (2010), Helene Cooper (2011), Sebastian Rotella (2012), Wolf Blitzer (2013), Maria Bartiromo (2014), Gwen Ifill (2015), Mark Mazzetti (2016), Sanjay Gupta (2017).

Come è nata l’idea di questo premio?
L’idea di creare un premio indirizzato alla stampa statunitense nasce nel 2005. L’intuizione è di Giacomo Guidi insieme al sottoscritto. Nei mesi precedenti si era tenuta con successo una mostra fotografica di opere di Giacomo Guidi nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura a New York City. L’esposizione era stata da me curata. I riscontri erano stati molto buoni e quindi, sull’entusiasmo di quell’esperienza, si ipotizzò di creare un appuntamento culturale che in modo stabile costruisse una relazione, dei rapporti, fra Urbino e gli USA. Un viaggio a Londra, fra mostre e passeggiate, ci consentì di mettere a fuoco il progetto. Prese così corpo l’Urbino Press Award (UPA).

Come entra in gioco il Comune di Urbino?
L’idea viene subito presentata al Comune di Urbino, alla Provincia di Pesaro e Urbino e alla Regione Marche. La società Piero Guidi si delinea come “main sponsor”. È così che vengo coinvolto nell’organizzazione, e inizia un bel percorso che costruirà un saldo ponte culturale fra Urbino, le Marche e gli Stati Uniti d’America. Nel 2006 si svolge la prima edizione del Premio. Da quella prima edizione è stata fatta molta strada. Col tempo l’impostazione organizzativa è mutata su più fronti, l’appoggio istituzionale è rimasto ampio, e soprattutto, lo spirito del premio è rimasto coerente a quello degli esordi.

E poi?
Nel corso degli anni il premio nato a Urbino è stato assegnato a reporter statunitensi di grandissimo livello, che con il loro impegno e lavoro quotidiano hanno informato milioni di persone su vicende di assoluto rilievo. L’UPA è il primo riconoscimento organizzato dall’Italia per i media degli Stati Uniti d’America ed è inserito nell’ufficialità dei rapporti bilaterali Italia-USA. Il Premio si richiama alla grande tradizione della promozione del dialogo, che nella città di Raffaello ha una lunga storia. Nel Rinascimento Urbino diede vita a una delle Corti più illuminate d’Europa. Con l’Urbino Press Award, durante la cerimonia che si svolge a Palazzo Ducale, si ricrea idealmente l’atmosfera della Corte. Centinaia di anni fa, nelle medesime sale, si ascoltavano le parole di Baldassarre Castiglione o Torquato Tasso, oggi invece si dà voce ai giornalisti, i grandi interpreti degli eventi che cambiano il mondo.

L’iniziativa culturale ha un suo format ben definito, con due appuntamenti, uno negli USA e l’altro in Italia. L’annuncio del vincitore avviene nell’Ambasciata d’Italia a Washington DC, per voce dell’Ambasciatore. Circa duecentocinquanta ospiti presenziano all’appuntamento. Si tratta di giornalisti, esponenti del mondo dell’economia, rappresentanti dell’Amministrazione USA. La cerimonia statunitense ha un grande valore promozionale per Urbino e le Marche. In quell’occasione si rinnovano contatti interessanti, vengono presentate iniziative, si aggiungono dettagli nel descrivere Urbino e il suo territorio. A poche settimane di distanza segue la cerimonia allestita nel Palazzo Ducale di Urbino. È il cuore dell’iniziativa. Davanti a una platea di duecento invitati il vincitore dell’anno tiene un discorso legato alla propria esperienza sui temi “caldi” affrontati come giornalista. Al pubblico viene offerta una “visione” del tutto speciale, da un punto di vista privilegiato: quello di un protagonista dell’informazione globale.

Il valore dell’Urbino Press Award è inestimabile. In dodici anni ha creato delle relazioni continuative e affidabili. Il riconoscimento è percepito negli Stati Uniti come il “Pulitzer italiano”. Per il Governo italiano è uno strumento culturale che comunica in modo positivo e affidabile l’attenzione di Roma verso il mondo dei media USA. Per Urbino e le Marche è un formidabile veicolo promozionale che non “vende” banalmente un territorio, ma che coinvolge il meglio dell’informazione d’oltreoceano con emozioni, rispetto, professionalità e amicizia. Qualunque sarà l’evoluzione futura del premio, se sarà data continuità alla rete dei contatti e alla serietà delle scelte, l’Award di Urbino sarà sempre un riconoscimento ambito e prestigioso.
Dal 2018 l’esperienza continua, e si amplia con il nuovo premio chiamato Urbino Award.






Questa è un'intervista pubblicata il 14-03-2019 alle 21:46 sul giornale del 15 marzo 2019 - 291 letture

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