Niente discariche a Fano. Seri contro Delvecchio: "Basta baggianate per creare allarmismi”

3' di lettura Fano 27/02/2019 - "Stronchiamola subito: Delvecchio afferma cose totalmente infondate, ma ci siamo abituati. Crea tra i cittadini un allarme che non ha nessuna ragione di esistere. La prossima conferenza stampa la farà per annunciare barricate contro una fantomatica centrale nucleare a Fano". Il sindaco Massimo Seri tuona contro il consigliere Udc che - appena un giorno fa - aveva annunciato una guerra senza quartiere contro la presunta discarica a cielo aperto che – a suo dire – starebbe per sorgere a Bellocchi di Fano. Ma la verità di Seri è che non ci sarà alcun impianto del genere nel nostro territorio. E neppure un normale digestore.

Non a Monteschiantello, non a Falcineto, tantomeno a Bellocchi. Lo studio di pre-fattibilità commissionato da Aset alla società Nomisma parla chiaro: per ragioni urbanistiche ed economiche, nel comune di Fano non esistono location idonee per il nuovo impianto. Che perciò, di questo passo, verrà realizzato altrove. Forse nel'anconetano, dato che la stessa Regione ha suggerito di trovare una soluzione utile per entrambe le province.

Il primo cittadino ha dunque smontato le tesi di Delvecchio parola per parola. E ha di nuovo ammonito l'opposizione: “Parlare di discarica a cielo aperto è vergognoso. Lo fanno soltanto per spaventare i cittadini. Un digestore anaerobico – ha precisato - lavora in ogni sua fase in ambienti chiusi, in più permetterà di creare lavoro e di risparmiare ai fanesi un sacco di soldi sulle bollette”. Tutti vantaggi, questi, che si rifletteranno sulla Città della Fortuna proprio perché Aset resta coinvolta nel progetto, nonostante l'impianto verrà realizzato ben lontano da Fano.

“Le foto che ha utilizzato Delvecchio per argomentare le sue tesi sono altrettanto vergognose, probabilmente prese da Facebook”, ha continuato Seri nel suo affondo, specificando che questi digestori sono già presenti in città come Bolzano e Trento. “Non saranno mica tutti cretini. Noi cerchiamo di seguire soltanto esempi virtuosi”, ha detto. Dello stesso parere il presidente di Aset Paolo Reginelli. “Questo signore – ha detto riferendosi a Delvecchio – sta tempestando i giornali dallo scorso aprile. Parla di discarica a cielo aperto, non capendo che in realtà si tratta di un impianto industriale completamente chiuso. Non lo sappiamo per sentito dire: siamo andati personalmente a vedere quelli già esistenti. Tutto quello che ha detto Delvecchio, dunque, è completamente infondato”.

Stando ai tecnici di Aset, poi, il digestore rappresenta una soluzione virtuosa sotto tutti gli aspetti. Oltre al biometano, questi impianti sono infatti in grado di produrre anche il cosiddetto humus di bosco, che ora gli agricoltori di Trento e dintorni – dopo qualche resistenza – utilizzano abitualmente per le loro colture. “Questa è economia circolare, con cui tanti si riempono la bocca, ma che pochi mettono in pratica”, hanno aggiunto.

E la tanto paventata “svendita” di Aset? Smontata anch'essa. “Non abbiamo alcuna intenzione di svenderla. Anzi, quanto fatto finora l'ha potenziata”, ha detto Seri. Secondo Reginelli, invece, “si sarebbe trattato di una svendita soltanto in caso di rinuncia a questo progetto, diventando così succubi di decisioni altrui”.

Infine, il protocollo d'intesa tra Aset, Marche Multiservizi ed Herambiente contro cui Delvecchio ha puntato il dito sarebbe, a detta del sindaco, soltanto “un documento che riorganizza l'impiantistica provinciale, nell'ambito della quale Fano può ora dire la sua. Il resto sono soltanto baggianate. Anche se mi rendo conto che, dopo l'ultima insignificante esperienza elettorale di qualcuno, sia difficile competere con cui ha investito più di 140 milioni per la città. Una cosa - ha concluso Seri – che non era mai successa, neppure nei momenti d'oro”.








Questo è un articolo pubblicato il 27-02-2019 alle 12:50 sul giornale del 28 febbraio 2019 - 1461 letture

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