A San Costanzo la presentazione di “Come una lama”, autobiografia di Maria Vittoria Pichi

3' di lettura Fano 07/02/2019 - Un altro imperdibile appuntamento alla Biblioteca comunale “Don Antonio Betti” di San Costanzo, presso Palazzo Cassi: sabato 9 febbraio alle ore 17.30 si presenta il libro "Come una lama" con l'autrice Maria Vittoria Pichi e l'editrice Catia Ventura.

Un racconto autobiografico di una carcerazione ingiusta avvenuta nei bui “anni di piombo”, in cui l’autrice racconta la sua storia di militante politica di sinistra arrestata insieme al compagno per un crimine politico mai commesso nel 1981 e rinchiusa in carcere per 100 giorni prima di essere scarcerata e prosciolta. Un racconto appassionato e toccante di uno spaccato di storia italiana. Parole che cercano di afferrare un passato profondo come una ferita. Al termine dell'incontro, organizzato da Comune di San Costanzo - Assessorato alla Cultura e Sistema Bibliotecario CoMeta, verrà offerta ai partecipanti una degustazione di vini dell'Azienda Agricola Bruscia.

28 dicembre 1981. In un piccolo paese a pochi chilometri da Padova, i carabinieri arrestano con l'accusa di terrorismo e sequestro di persona una giovane farmacista di origine marchigiana. "Come una lama" (Ventura Edizioni, 2018) è il racconto di ciò che avvenne a partire da quel momento. Maria Vittoria Pichi nasce a Senigallia il 24 dicembre 1954, dove dal 1983 vive e lavora. Questo è il suo primo libro.

L'autrice ha vissuto in prima persona i fatti narrati e mostra come possa realmente accadere che una ragazza politicamente schierata a sinistra venga accusata di un crimine che non ha commesso e rinchiusa in carcere per più di cento giorni. Questo libro non è un diario, né un reportage di cronaca, né un saggio sociologico, forse è tutte e tre le cose insieme, ma essenzialmente è una dolorosa sequenza di appunti, una febbrile teoria di immagini, che ci porta indietro nel tempo, in un periodo oscuro della storia italiana, i cosiddetti "anni di piombo", raccontati da una prospettiva inedita.

Di fronte a una giustizia cieca, di kafkiana memoria, che deve a tutti i costi trovare dei colpevoli, non resta altro che sgomento, angoscia e rassegnazione. Sebbene incredula, Maria Vittoria riesce ad attendere con calma che l'incubo finisca. Sarà scagionata e rimessa in libertà, ma la sua vita non potrà essere mai più quella di prima.

“Un giorno hai una bella stanza in un appartamento luminoso e carino, la condividi con un uomo prezioso che ami e che ti corrisponde, hai un cane eccezionale e anche due gatte. Hai la laurea in farmacia e hai appena trovato un impiego a tempo indeterminato. Poi di colpo non hai più niente: vieni sbattuta sui giornali e in televisione, le tue cose sequestrate, toccate, indagate, manomesse, perse, rubate. Hanno girato una chiave, mille chiavi, tu sei in uno spazio vuoto, senza niente addosso che non sia te stessa. Denudata. Defraudata”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-02-2019 alle 10:26 sul giornale del 08 febbraio 2019 - 456 letture

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