Che cos’è la “Diplomazia culturale”?: incontro con Stefano Alessandrini e Daniele Diotallevi

Fano 23/01/2019 - Immaginiamo che a Fano sia a tutti nota la vicenda del Lisippo che rientra a pieno titolo tra le razzie di Beni Culturali che ormai hanno fatto storia.

E' molto interessante sapere che per il recupero dei suoi beni trafugati sparsi per il mondo, lo Stato Italiano si avvale della "diplomazia culturale". A raccontarci che cos'è, a spiegarci come lavora e quali sono i suoi più notevoli successi, il 25 gennaio alle 17:30 alla Memo, sarà Stefano Alessandrini che presenterà il suo libro "La Diplomazia Culturale italiana per il ritorno dei beni in esilio" edito da Edizioni Efesto nel 2018. Coordinerà l'incontro il Professor Daniele Diotallevi, già Funzionario Storico dell’Arte del MIBAC e docente di Legislazione dei Beni Culturali.

La presentazione sarà anticipata alle 16:30 da una visita guidata alla Biblioteca Federiciana dove sarà possibile visionare alcuni documenti in mostra relativi a beni librari ed artistici della nostra città che hanno subito lo stesso destino del Lisippo o non sono mai stai più ritrovati.

“Il patrimonio artistico e archeologico italiano è stato per secoli martoriato dai saccheggi conseguenti alle invasioni di eserciti stranieri e al collezionismo di opere d’arte, che ha avuto una storia piena di intrighi e di sviluppi criminali.

Nel XX secolo la razzia è continuata: musei e collezionisti stranieri hanno acquisito migliaia di capolavori di arte antica e moderna e un’enorme quantità di reperti archeologici trafugati, in totale spregio delle leggi italiane e delle convenzioni internazionali in materia. L’Italia ha subito queste terribili perdite per molti anni, prima di arrivare a definire le linee operative per una reazione efficace volta al recupero dei nostri beni in esilio.

Con un decisivo impulso, proveniente dai clamorosi risultati delle indagini sul traffico internazionale dei reperti provenienti da scavi clandestini, che hanno causato la distruzione di innumerevoli siti archeologici, lo Stato ha finalmente avviato, nell’ultimo ventennio, una decisa azione di diplomazia culturale per l’avvio di trattative internazionali (in gran parte riguardanti opere d’arte antica) relative ai beni culturali trafugati. L’Avvocatura dello Stato, in rappresentanza del MIBACT, ha condotto le operazioni, in coordinamento con la Magistratura e le forze dell’ordine.

Numerosi studiosi hanno elaborato puntuali relazioni scientifiche, dimostratesi risolutive per la conclusione positiva di lunghe e complesse trattative.

I negoziati per le restituzioni hanno ottenuto risultati soddisfacenti o addirittura eccezionali. Straordinari capolavori dell’antichità sono rientrati nel nostro Paese, contribuendo a ridestare l’interesse del pubblico per la tutela del nostro patrimonio artistico e per la lotta al traffico illecito dei beni archeologici italiani.

Il futuro riserva ancora incognite e ostacoli difficili da superare. Istituzioni museali straniere, grandi collezionisti e noti commercianti cercano di opporsi alle legittime richieste italiane. Ma la strada della diplomazia culturale italiana è ormai tracciata: la lotta per il recupero delle opere d’arte ha mostrato al mondo l’enorme importanza rappresentata dal patrimonio culturale per la tutela della nostra identità nazionale.” (dall’introduzione del libro “La Diplomazia Culturale”).








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-01-2019 alle 10:15 sul giornale del 24 gennaio 2019 - 246 letture

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