Sanità, Cgil: "Ospedale Marche Nord e Dea di II livello, perché la maggioranza ha cambiato idea?"

sanità ospedale 4' di lettura Fano 17/01/2019 - “In queste settimane abbiamo assistito a un insolito dibattito sull’azienda ospedaliera Marche Nord tutto interno alla maggioranza consigliare regionale scaturito dalla decisione della Giunta regionale di prevedere la realizzazione nel Marche Nord di un DEA (dipartimento di emergenza e urgenza) di II livello.

E’ un fatto atipico –scrivono Roberto Rossini e Vania Sciumbata - aver letto le obiezioni sollevate da un qualificato gruppo di consiglieri regionali di maggioranza che in prevalenza hanno espresso la propria contrarietà a tale decisione basandosi sulla incompatibilità con i contenuti del DM 70 del 2015.

Sul punto avremmo avuto davvero poco da commentare, se non fosse che chi oggi solleva tali obiezioni è in parte dello stesso organismo che ha deciso di assumere tali decisioni e che oggi contesta.

E’ la stessa maggioranza che otto anni fa ha voluto la costituzione dell’azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord.

Sono, in parte, gli stessi consiglieri che ne hanno approvato l’atto aziendale e tutti gli atti di attribuzione del budget da destinare agli investimenti strutturali e tecnologici di potenziamento delle attività.

Come è possibile che ci si accorga solo oggi dei contenuti di una norma che è in vigore da tempo e che oltretutto, a sostegno di tali obiezioni, viene citata solo parzialmente e non in modo del tutto corretto?

In realtà il DM 70 del 2015 in materia di classificazione delle strutture ospedaliere testualmente afferma che: “I presidi ospedalieri di II livello, con bacino di utenza compreso tra 600.000 e 1.200.000 abitanti, sono strutture dotate di DEA di II livello. Tali presidi sono istituzionalmente riferibili alle Aziende ospedaliere, etc…”

Pertanto la natura giuridica di azienda ospedaliera prevede di per sé l’attribuzione del secondo livello e come tale un DEA di secondo livello.

Delle due l’una: o l’atto di costituzione dell’azienda ospedaliera Marche Nord era fin dall’origine illegittimo oppure, di conseguenza, oggi deve essere riconosciuto a Marche Nord lo status di ospedale di secondo livello.

Considerando che la popolazione della regione si attestava già prima della costituzione dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord in circa 1.5 milioni di abitanti sorgono spontanee più domande: per quale motivo solo oggi una parte della stessa maggioranza che ha voluto la costituzione dell’azienda marche nord, si accorge che il bacino d’utenza regionale non consente l’istituzione di un ulteriore Dea di secondo livello?

Per quale ragione istituire un’azienda ospedaliera che necessariamente deve avere delle discipline specialistiche più complesse rispetto a quelle previste in un ospedale di primo livello, per poi stupirsi e addirittura contestarne di fatto la stessa ragione d’essere?

Perché decidere di istituire un’azienda ospedaliera nel nord delle Marche, finalizzata a recuperare e ridurre la mobilità passiva verso l’Emilia Romagna, per poi dimenticarsi “colpevolmente” e per troppi anni di potenziarne le discipline specialistiche utili allo scopo?

Sarebbe troppo chiedere a tutti i consiglieri regionali di maggioranza, dove erano quando per anni abbiamo denunciato pubblicamente l’eccessivo taglio ai posti letto per acuti alle strutture ospedaliere della nostra provincia e il disequilibrio rispetto alle altre realtà provinciali?

Ma soprattutto ci chiediamo perché nessuno di loro non ha con altrettanto coraggio contestato alla Giunta regionale la decisione di riattribuire al “privato” parte di quei posti letto ingiustamente tagliati al sistema pubblico?

Per quale ragione non ha suscitato alcun rilevante dibattito all’interno del principale partito di maggioranza, la scelta di prevedere nel Comune di Fano l’istituzione di un’altra struttura ospedaliera privata, che si annuncia la più grande delle Marche, quando ancora gli stessi discutono se Marche Nord debba o meno essere qualificata come ospedale di secondo livello?

Perché nessuno chiede per quale ragione nel testo circolante del nuovo Piano Socio Sanitario che presto verrà approvato dalla Giunta regionale, non si chiarisce, come dovrebbe fare un atto programmatorio di quel tipo, quale debbano essere i servizi sanitari da garantire nel sistema pubblico, per identificare compiutamente cosa e quali attività debbano essere affidate al privato? In questo contesto quali sono le ragioni che giustificano la creazione di un nuovo ospedale di primo livello nella nostra provincia, quando ripetutamente, lo stesso Presidente della Regione Marche ha garantito che a prescindere dalla costruzione del nuovo ospedale Marche Nord, nell’attuale struttura dell’ex Santa Croce rimarrebbero comunque importanti strutture e attività di carattere ospedaliero? Con quali posti letto realizzare il tutto?

Sappiamo già che alle domande che non avremo risposta ma gli argomenti sollevati (per noi ben più importanti, in merito al futuro del principale ospedale della nostra provincia) speriamo che possano invitare a un supplemento di riflessione, soprattutto in quei rappresentanti eletti dai cittadini che di tali decisioni sono investiti per ruolo”.

da ROBERTO ROSSINI Segretario generale. CGIL Pesaro Urbino

VANIA SCIUMBATA Segretaria generale FP CGIL Pesaro Urbino






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-01-2019 alle 15:56 sul giornale del 18 gennaio 2019 - 1285 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, cgil, fano, ospedale, pesaro urbino, fp cgil

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/a3ng