Tutto quello che c'è da sapere in merito alla Recessione Gengivale

Fano 04/12/2018 - La recessione gengivale è un termine che serve per indicare lo spostamento delle gengive dalla propria sede originaria, verso il margine apicale del dente (radice). Essa comporta, non solo una evidente compromissione estetica, ma anche lo sviluppo di una certa sensibilità dentinale e di una infiammazione locale.

Solitamente i denti maggiormente coinvolti da tale disturbo sono i premolari ed i canini. Di norma, il rischio di gengive ritirate aumenta a seguito di una cattiva igiene orale e di uno spazzolamento delle arcate dentali inappropriato (con andamento orizzontale o dal dente verso la gengiva). Tuttavia, anche l'utilizzo di spazzolini a setole dure può essere determinate in tal senso.

A volte, la correzione della modalità di pulizia dei denti può essere sufficiente per eliminare il fastidio generato da tale disturbo. Tuttavia, in casi gravi è possibile ricorrere ad un intervento di chirurgia gengivale, che consiste nell'esecuzione di un innesto connettivale.

Cause e sintomi delle Gengive Ritirate

La recessione gengivale è un disturbo abbastanza diffuso, che si manifesta prevalentemente negli adulti con più di 40 anni di età. Tuttavia, i primi sintomi possono presentarsi anche in fase adolescenziale. Per quanto riguarda le cause, oltre a quelle accennate poco sopra, relative allo scorretto spazzolamento dei denti, ve ne sono anche altre, che è bene conoscere. Tale fenomeno pseudo-patologico, infatti, può dipendere da alcuni fattori eziologici, come:

  • bruxismo;
  • abitudine di masticare tabacco;
  • disturbi alimentari;
  • gengivite;
  • denti storti, affollamento dei denti e malocclusioni;
  • malattie gengivali ereditarie;
  • parodontite;
  • ipersensibilità al sodio laurilsolfato;
  • scorbuto;
  • piercing alla lingua od alle labbra.

Importanti da sottolineare sono anche i sintomi che si manifestano con la comparsa di tale disturbo che interessa il cavo orale. Uno dei più importanti è l'ipersensibilità dentinale, ma si può ricordare anche alitosi, sanguinamento gengivale, gengive gonfie ed arrossate e compromissione estetica. Negli stadi avanzati si può avere anche movimentazione e perdita dei denti.

Prevenzione e trattamenti di chirurgia gengivale

La prevenzione è sicuramente il modo migliore per impedire il manifestarsi si tale disturbo pseudo-patologico. Ciò vuol dire spazzolarsi adeguatamente i denti, scegliere dentifrici a base di fluoro, non utilizzare prodotti ad azione sbiancante e spazzolini a setole dure.

Tuttavia, importante è anche la pulizia professionale, per tanto è necessario sottoporsi all'igiene almeno una o due volte all'anno. Se credi di averne bisogno, cerca uno studio odontoiatrico Milano, e torna a far splendere i tuoi denti. Ciononostante, nel caso in cui sia necessario trattare il problema in maniera decisiva, è bene pensare ad un possibile intervento di chirurgia gengivale, in modo da fornire una nuova copertura alla radice dentale scoperta.

Per ripristinare l'aderenza gengivale può essere utile un innesto di tessuto molle, il cosiddetto "autotrapianto di gengiva", che permette di minimizzare la possibilità di un'ulteriore regressione gengivale. Un trattamento drastico è, invece, il trapianto del dente, che consente di recuperare, non solo l'estetica della dentatura, ma anche la corretta funzione masticatoria, compromessa dalla retrazione gengivale in fase avanzata.






Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 04-12-2018 alle 10:57 sul giornale del 04 dicembre 2018 - 175 letture

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