Scuola, i genitori anti-vaccini: "Tanti i bambini rimasti a casa per evitare ripercussioni psicologiche"

3' di lettura Fano 12/10/2018 - In relazione alle recenti esclusioni di bambini e bambine da asili nido e scuole materne gestite dal Comune di Fano in riferimento alla legislazione sui vaccini, si precisa che il numero dei non vaccinati nella nostra città diffidati dal continuare a frequentare le proprie scuole, non si limita solo ai circa 20 bambini diffidati ad inizio anno scolastico dai Servizi educativi comunali, come apparso sulla stampa locale nelle scorse settimane.

Infatti, molti dei genitori contrari all'obbligo vaccinale hanno preferito in via cautelativa non far accedere i propri figli alle strutture scolastiche comunali per evitare loro spiacevoli conseguenze sul piano affettivo e psicologico, pur mantenendone l'iscrizione. Quindi, il numero reale di quanti di fatto sono esclusi dall'accesso alle scuole deve tener conto dei bimbi attualmente iscritti ma non frequentanti.

Diverso, inoltre, il comportamento dei dirigenti delle scuole materne statali, nelle quali non risultano ad oggi casi di bimbi e bimbe diffidati dal frequentare. Questa situazione va letta alla luce di una differente interpretazione della Legge Lorenzin, che ha visto il Comune procedere con una modalità più stringente e la cui correttezza è allo studio dei legali delle famiglie interessate.

Si coglie l'occasione di ribadire, in aggiunta, che il movimento di opinione contrario all'obbligo vaccinale che si è così clamorosamente radicato nel nostro paese, Fano compresa, non rifiuta le vaccinazioni a prescindere. Consapevoli che come tutti i farmaci i vaccini possono provocare reazioni avverse anche gravi, come si evince dai “bugiardini” degli stessi, dalla presenza di una Legge nazionale che indennizza i soggetti danneggiati irreversibilmente dalle vaccinazioni e dalle non rare testimonianze di effetti collaterali riscontrati a vaccinazioni avvenute, i genitori chiedono più tutele.

Ciò che i genitori chiedono sono ad esempio una profilassi vaccinale mirata all’individuo e personalizzata, in cui sia possibile scegliere quali vaccini effettuare, la possibilità di effettuare esami prevaccinali per limitare al massimo i possibili effetti collaterali ed esami anticorpali per non procedere in caso di immunizzazione naturale.

Per concludere: non ci sono attualmente epidemie in corso tali da giustificare l’obbligatorietà di 10 vaccinazioni contemporanee, mentre a dei bambini sani viene di fatto negato il diritto all'istruzione di base sancito dall'Art 34 della Costituzione, giustamente garantito ad esempio ai bambini affetti da epatite b e tutelati dalle normative sulla privacy. Sono gli stessi bimbi che hanno frequentato le scuole prima della Legge Lorenzin (e anche durante tutto l’anno scolastico 2017 – 2018), senza che nessuno si allarmasse per la loro condizione, né tantomeno per la loro presunta pericolosità nei confronti della comunità scolastica frequentata. Questa Legge li ha trasformati in untori da temere e addirittura escludere e la scuola è di fatto diventata un luogo di discriminazione, in cui non solo i dirigenti scolastici hanno dovuto assumere un ruolo di “sceriffi”, ma in cui si è creata una spaccatura tra insegnanti, tra genitori e insegnanti, tra genitori di vaccinati e non, minando non solo l’integrazione nell’ambiente scolastico, ma nell’intera società.

Da parte nostra ringraziamo tutti coloro che si sono resi comprensivi, disponibili al dialogo ed aperti al confronto ed alla riflessione su un tema così importante, che deve superare gli steccati ideologici per consentire un'analisi più obiettiva di tutti gli aspetti di ordine sanitario, educativo, sociale e culturale che esso comporta. In questo percorso, noi ci saremo.


Genitori di Fano






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-10-2018 alle 21:46 sul giornale del 13 ottobre 2018 - 1030 letture

In questo articolo si parla di scuola, attualità, fano, vaccini, Comitato Salute e Diritti

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