Possibile e Pci "Ritardi per la piscina, mancanza di programmazione dell’amministrazione in tema di politiche sportive"

Fano 06/10/2018 - Il posticipo della sottoscrizione dell’atto di vendita della Don Tonucci e quindi il ritardo nella programmazione della nuova piscina comunale non ci stupisce.

Era il 2003 quando, a seguito di un bando pubblico, il Comune mise a disposizione (diritto di superficie) un'area della zona sportiva Trave per la realizzazione di una nuova piscina. Sono passati 15 anni e tanta storia: la società temporanea d’impresa che partecipó al bando si dimostrò non idonea, 10 anni di Giunta Aguzzi senza un nulla di fatto, ora l’intervento della Fondazione all'interno di un operazione più ampia dettata da terzi.

Tutto questo é solo un pezzo per sottolineare l'evidente mancanza di visione e di programmazione dell’attuale amministrazione comunale, come di quelle di centrodestra, in tema di politiche sportive. Prima di tutto gli impianti, vecchi di 20 anni e senza una pianificazione di interventi ordinari e straordinari rispettosi del ruolo e del valore che lo sport ha nel nostro tessuto sociale.

L’elenco è lungo: la capienza del palazzetto dello sport è stata ridotta; la Pista Zengarini non ha una pista di atletica leggere degna di ospitare gare e la tribuna è inagibile; le palestre della città sono vecchie e insufficienti; alcuni campi da calcio sono inagibili a causa del fondo inadeguato; il calcio a 5, che sta per inaugurare un nuovo spazio ma che ha perso una squadra di serie A.

Potremmo continuare, ma lo spettacolo che ci colpisce di più è quello degli interventi eseguiti allo Stadio Mancini. La fotografia perfetta di una “pezza” rammendata all’ultimo minuto, a dispetto dei tifosi e di una città che, nonostante tutto, continua ad essere fiera di mantenere da tre anni un protagonismo in serie C. Eppure la vivacità sportiva della città di Fano è esemplare, così come la passione, l’impegno ed i sacrifici delle tante società sportive.

Perché lo sport è un fatto sociale, che produce salute, benessere, inclusione sociale, economia, turismo, lavoro. Una volta Fano portava centinaia di atleti per i campionati nazionali di CSI e UISP proprio per l'efficienza e la qualita' di impianti sportivi che possedeva. Ma se altre città, come la vicina Pesaro, investono, crescono, inventano, e diventano “città dello sport” e, come si è letto sui giornali, altri comuni ricevono finanziamenti dalla Regione, Fano continua a perdere pezzi e basta.

da Possibile e Partito comunista italiano






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2018 alle 16:11 sul giornale del 08 ottobre 2018 - 439 letture

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