Convento frati Trappisti: le associazioni si rivolgono a Papa Francesco

Papa Francesco 2' di lettura Fano 06/10/2018 - Martedì 11 settembre in Commissione Urbanistica l’assessore Marco Paolini ha illustrato la richiesta di costruzione di un nuovo monastero sulla collina di Monte Giove pervenuta al Comune circa quattro anni fa dai frati trappisti di Roma.

Sebbene l’iter della variante urbanistica non sia ancora iniziato e non ci siano i tempi tecnici per approvarla prima di nuove elezioni amministrative, l’assessore ha confermato l’intenzione propria e dell’attuale Giunta di dare seguito alla richiesta con motivazioni che le scriventi associazioni non condividono affatto.

Per cui Argonauta e La Lupus in Fabula hanno deciso di scrivere a Papa Francesco, perché ritengono che la costruzione di un nuovo monastero sia in contrasto con quanto il Santo Padre ha scritto nell’enciclica “Laudato sì”.

Il testo della lettera:

Santo Padre ,
siamo un gruppo di ambientalisti della città di Fano, in provincia di Pesaro e Urbino, da anni in prima linea per la difesa del nostro territorio sotto il profilo naturalistico, architettonico e paesaggistico.
Abbiamo accolto con molto piacere e immensa soddisfazione la Sua enciclica “ Laudato si” che ci spinge e ci sostiene autorevolmente a continuare per la difesa e la salvaguardia del creato.
Ci permettiamo di scriverLe per un problema che certamente non è fra i più gravi che assillano il nostro tormentato presente , me che comunque altera il corretto rapporto fra uomo e natura.
Sulle nostre colline, protette da una serie di vincoli urbanistici, l’ordine del Trappisti vorrebbe edificare un nuovo convento dal volume complessivo di 8000 metri cubi, abbandonando l’attuale residenza di Roma. Una collina, verrebbe spianata, cementificata alterando irreparabilmente un paesaggio che ha nell’equilibrio e nella serenità il suo punto di forza.

Il consumo del suolo agricolo è una delle emergenze ambientali di maggior impatto oggi in Italia, per questo noi da anni sosteniamo politiche di recupero, di riuso, di riqualificazione di edifici e strutture già esistenti.
Per millenni gli ordini religiosi hanno costruito i loro monasteri in armonia e rispetto della natura, ed ora che le crisi ambientali possono portare a grosse sofferenze a persone ed animali, l’attenzione alla tutela di ciò che non è ancora del tutto compromesso dovrebbe essere ancora più forte.

Ci rimane difficile capire l’utilità di questa nuova struttura quando nella nostra Provincia , esistono costruzioni ecclesiastiche vuote che potrebbero essere riutilizzate.

In attesa di una Sua graditissima risposta , rinnoviamo il nostro impegno a seguire la strada da Lei tracciata e Le siamo particolarmente vicini in questo momento così delicato e doloroso della Sua pregevole attività pastorale.

da Associazioni ARGONAUTA e LA LUPUS IN FABULA onlus






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2018 alle 15:56 sul giornale del 08 ottobre 2018 - 706 letture

In questo articolo si parla di attualità, papa Francesco

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