Seri sull'arretramento della ferrovia: "Ipotesi visionaria, ma realizzabile solo con un impegno a livello regionale"

massimo seri Fano 05/10/2018 - Ho letto più volte, in questi ultimi tempi, della proposta del sindaco di Pesaro Matteo Ricci, che entrerebbe anche nel loro piano strategico, di arretramento della ferrovia da Cattolica a Fano.

Il tema dell'arretramento della linea ferrata era stato proposto anche da me all'interno del protocollo d'intesa tra le due città, siglato ormai più di un anno fa anche se, purtroppo, non è stato possibile nessun ulteriore comune approfondimento relativo alla sua reale fattibilità.

Per affrontare seriamente la questione, che non riguarda solo Pesaro, ma anche Fano, Senigallia e non solo, bisognerebbe anzitutto lasciar da parte gli annunci, avere la capacità di uno sguardo ampio, possibilmente un po' oltre Fosso Sejore, e lavorare insieme ad una ipotesi, certo un po' visionaria, ma realizzabile soltanto con un impegno comune almeno di livello regionale e non di un singolo comune, sapendo che il tema locale sta dentro una questione di carattere nazionale che risponde alla domanda: la dorsale adriatica avrà mai l'alta velocità?

Per quanto sappiamo, e ci siamo ben informati, i piani di RFI non prevedono, purtroppo, l'alta velocità per la dorsale adriatica ma soltanto un adeguamento funzionale (già in corso) per raggiungere una velocità europea di poco superiore ai 200 kmh senza variazione alcuna di tracciato, nemmeno su Pesaro. Quindi di cosa parla il sindaco Ricci? Ha informazioni diverse dalle nostre? E si è forse mosso in autonomia disattendendo l'impegno sottoscritto tempo fa ad agire insieme?

Leggiamo di un progetto futuristico, di cui avrebbe discusso anche la maggioranza del CC di Pesaro, per "l'arretramento e la trasformazione dell'attuale sedime nella più grande circonvallazione verde d'Italia da Cattolica a Fano". Arretramento con quale tracciato e fin dove? A Fosso Sejore o all'Arco d'Augusto? Ne avrà parlato almeno con Cattolica? Speriamo di sì. Con noi no.

Va bene fare proclami ma così, caro Matteo, non si va da nessuna parte.

L'ipotesi non è neanche presa in considerazione dalle Ferrovie Italiane. Mi chiedo e ti chiedo, pur essendo un bravo amministratore, si può immaginare di affrontare una cosa del genere agendo da solo?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-10-2018 alle 12:55 sul giornale del 06 ottobre 2018 - 949 letture

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