M5S: "Basta bugie, i fondi per le scogliere di Sassonia non sono stati bloccati"

Fano Sassonia mare agitato tempesta Fano 02/10/2018 - Dopo mesi di incredibili scaricabarile da parte di chi non è riuscito finora ad assicurare le risorse per le scogliere mancanti in Sassonia, mettendo a repentaglio le nostre spiagge, abbiamo voluto incontrare qualche giorno fa i balneari interessati dalla questione per chiarire una volta per tutte come stanno davvero le cose.

La soppressione di Italia Sicura, una sovrastruttura istituita da Renzi con finalità puramente propagandistiche, non ha comportato né il blocco né il rallentamento dei fondi ipotizzati per Fano, anzi! La restituzione piena delle funzioni sulla difesa della costa al Ministero dell’Ambiente, che è la sede naturale delle professionalità e delle competenze in questo ambito, comporterà invece un’accelerazione delle procedure, portando a termine in breve tempo il lavoro che questa inutile duplicazione burocratica ha appesantito e non è riuscita a completare. Insomma, Italia Sicura era il problema, non la soluzione! Il programma nazionale degli interventi contro il dissesto idrogeologico e i relativi finanziamenti dovranno poi affrontare una serie di passaggi parlamentari e amministrativi, alcuni dei quali d’intesa con la Regione, che il precedente Governo guidato dal partito di Minardi non è stato in grado di portare a casa nemmeno in parte.

Se qualcuno tra quegli esponenti del Pd che negli ultimi tempi hanno cavalcato la polemica con la bava alla bocca fosse in possesso di documenti che smentissero quanto da noi affermato, li mostri pure pubblicamente. Altrimenti i cittadini avranno gioco facile ad additarli come bugiardi in malafede, oltretutto complici delle dannose guasconate renziane, che per settimane hanno elemosinato visibilità sulla pelle degli operatori balneari, sul loro lavoro e sulla loro sopravvivenza. Attenzione: non valgono le mail e gli appunti privati, vogliamo vedere gli atti ufficiali, perché è con questi che si governa.

Da parte nostra continueremo a presidiare gli uffici ministeriali e a monitorare l’evoluzione della vicenda con la stessa caparbietà che abbiamo dimostrato fin dall’inizio, vagliando anche la praticabilità di soluzioni alternative proposte dai balneari stessi, che potrebbero risolvere la problematica con tempistiche più celeri rispetto a quelle fisiologicamente necessarie per stanziare fondi di provenienza statale. Nel frattempo, dopo aver fatto finalmente chiarezza, speriamo che le polemiche si plachino e si possa instaurare una virtuosa collaborazione istituzionale per raggiungere l’obiettivo il prima possibile, avendo come unica stella polare la salvaguardia delle imprese turistiche fanesi e le potenzialità di sviluppo della nostra città.






Questo è un editoriale pubblicato il 02-10-2018 alle 19:05 sul giornale del 03 ottobre 2018 - 436 letture

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