“C’è uno squalo bianco a Fano”: l’allarme sui social, ma è una notizia dell’anno scorso

squalo fake news 2' di lettura Fano 25/08/2018 - A conti fatti, in questo pazzo 2018 mancherebbe soltanto lui. Dopo la grande nevicata, le bombe da cronaca nazionale, lo spauracchio del satellite cinese pronto a cadere sulle nostre teste e tanto altro ancora, all’appello l’unico assente pare essere proprio lo squalo. Lui che semina il terrore nei mari. E che di certo guasterebbe l’estate dei bagnanti molto più di un’allerta meteo. In tanti, in questi giorni, hanno creduto ve ne fosse uno di fronte alle nostre spiagge. La colpa è di un tamtam nato sui social. Un vecchio articolo è stato ingenuamente riproposto come se fosse nuovo, e condiviso da tanti utenti di Facebook che non hanno avuto l’accortezza di aprire il link per controllare la data della notizia: 6 novembre 2017.

Fatti di ieri, ma creduti attuali per pura pigrizia. È come se oggi venissero distribuiti vecchi ritagli di giornale, e i fatti lì riportati venissero scambiati per delle news fresche di stampa. Ma se nessuno crederebbe all’imminente inizio della Seconda Guerra Mondiale o a un nuovo crollo del Muro di Berlino, di certo è più facile accettare l’ipotesi – seppur nefasta – di poter incontrare un pericoloso pesce marino dal ventre bianco proprio lì dove si è soliti fare il bagno. E sarà che forse quest’anno, a Fano, si è ormai pronti a tutto, ma resta il fatto che di fronte a quel post lanciato su Facebook come una bomba senza più la sicura, in tanto hanno finito per comportarsi loro stessi come dei pesci. Abboccando. E facendo partire un passaparola corale che rasenta il “procurato allarme”. Eppure l’articolo parla chiaro: lo squalo è stato, sì, avvistato di fronte al ristorante Yankee di Fano, ma all’inizio di novembre dello scorso anno. Di tempo per prendere il largo ne ha avuto in abbondanza.

Pronta la reazione di alcuni utenti, che hanno cercato di fare chiarezza e di contrastare il diffondersi incontrollato di una news che non è partita come “fake”, ma che - decontestualizzata in quel modo – ha quasi finito per diventarlo. Ed è così che su Facebook è partita una piccola campagna di controinformazione da parte di giornalisti locali e non solo. Un’iniziativa a cui ci accodiamo, per mettere a tacere un allarme nato da un modo un po’ azzardato di utilizzare i social. E perché è sempre meglio non svegliare il famoso “(pesce)can che dorme”.






Questo è un articolo pubblicato il 25-08-2018 alle 19:26 sul giornale del 27 agosto 2018 - 4621 letture

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