“Cercavo un bastone da lanciare ai cani, invece era un omero”: il racconto di chi ha trovato il primo osso misterioso a Fosso Sejore

2' di lettura Fano 21/08/2018 - Prima del femore, l’omero. Umane o non umane che siano, non è la prima volta che spuntano ossa misteriose sulla spiaggia di Fosso Sejore. Sabato scorso l’ultimo ritrovamento grazie ad Anita Paoloni, la ragazza fanese che stava cercando conchiglie tra gli scogli mentre era a spasso con i suoi figli. Un anno e mezzo fa, invece, un’altra giovane donna aveva trovato qualcosa di molto simile. Sempre lì. Un omero, appunto. Lei si chiama Ileana Travani. È di Milano, ma vive a Fano da vent’anni, e questo è il suo racconto.

“Come ogni mattina – ha detto - stavo portando i miei cani al mare a Fosse Sejore. Mentre stavo cercando i bastoni da lanciare ai miei cagnoni, tra la sabbia ho raccolto quello che ho capito abbastanza in fretta non essere un pezzo di legno”. Ecco com’è rinvenuto il primo osso sputato dal mare. Era lo scorso anno, a gennaio. Dello strano ritrovamento non si era parlato granché. E – soprattutto – nessuno si sarebbe mai aspettato che, poco più di un anno dopo, ci sarebbe stato un bis.

“Avevo la batteria del telefono scarica – ha continua Ileana -, quindi ho preso l’osso con me e sono tornata in macchina. Poi ho riacceso il cellulare e ho scattato una foto. Prima di allertare le forze dell’ordine, l’ho inviata al mio compagno per avere la certezza di non essermi sbagliata. Appena ho avuto la conferma ho chiamato la polizia. Quando sono arrivati li ho accompagnati a piedi sul luogo del ritrovamento e ho consegnato loro l’osso. Al mio ritorno era già arrivata la scientifica per i rilievi”. Si è poi cercato di capire se l’omero potesse essere appartenuto a qualche persona scomparsa, ma pare proprio di no. Non si sa di chi fosse. Data la colorazione, però, si pensa che il femore trovato sabato mattina da Anita Paoloni possa ricondurre alla stessa persona, ammesso che si tratti davvero – in entrambi i casi - di ossa umane. Il giallo resta tale. E la soluzione potrebbe anche non arrivare mai.








Questo è un articolo pubblicato il 21-08-2018 alle 18:43 sul giornale del 22 agosto 2018 - 1473 letture

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