Tosi: "La zona umida del parco urbano è compatibile con l'aeroporto"

17/08/2018 - Una delle idee di base del parco urbano di Fano è la compatibilità con l’attuale aeroporto. In sostanza, in questa vasta area pianeggiante, una delle poche residue lungo una costa adriatica ampiamente cementificata, devono poter convivere pacificamente persone, animali e piante.

Nel corso di circa un secolo l’area ha assunto una connotazione che l’idea progettuale del parco ha in buona parte recepito: più di 2/3 sono riservati alle attività di volo; nell'area restante sono previsti spazi per attività sociali, sportive e ricreative; zone recintate per gli animali domestici (già esistente per i gatti, da realizzare per i cani); una fascia densamente alberata lungo via Papiria come “tampone” rispetto al traffico motorizzato; infine, un prato stabile che già ospita una ricca flora erbacea (circa 90 specie) ma soprattutto numerosi animali selvatici, in particolare circa 120 specie di uccelli di passo o stanziali; ed è noto che in passato questa zona era molto frequentata dai cacciatori che, per attirare le prede, favorivano la formazione di acquitrini nelle depressioni del suolo; ma non sono stati mai segnalati incidenti aerei provocati dall'impatto con uccelli.

Anche per la sua scarsa frequentazione antropica, lungo via Papiria sarebbe opportuno proteggere il prato naturale, meglio se recintato per evitare disturbi, arricchendolo non certo con un grosso e costosissimo lago praticamente ingestibile, ma con un piccolo specchio d’acqua di alcune centinaia di metri quadrati e poco profondo; tra l’altro c’è da rilevare che qui esiste già un’altra "zona umida", il Canale Albani, con un’altra potenziale, cioè lo scolmatore che costeggia la recinzione dell’aeroporto; i limiti di bilancio e la logica suggeriranno quindi a chi elaborerà il progetto definitivo di rimanere con i piedi per terra e magari di tener conto delle esperienze già fatte nella realizzazione e manutenzione di stagni, acquitrini e laghetti presenti nel territorio. Una piccola area umida facilmente gestibile, magari completata con qualche osservatorio naturalistico, sarebbe preziosa per l'avifauna e basterebbe per rendere il parco urbano più bello e interessante dal punto di vista culturale. A meno che non si voglia sconvolgere l’equilibrio esistente facendo arrivare aerei a reazione per i quali sarebbe disastroso l’impatto con qualche uccello; ma, a questo punto, in discussione sarebbe non una piccola area umida ma l’intero parco urbano!





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-08-2018 alle 12:53 sul giornale del 18 agosto 2018 - 539 letture

In questo articolo si parla di attualità, Enrico Tosi

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