Azzardo: ogni marchigiano ha speso 361 euro

3' di lettura Fano 14/08/2018 - Più facile a dirsi che a farsi.
Scrivere una storia del gioco d’azzardo italiano pare impresa tutt’altro che semplice. Non solo perché andando indietro nel tempo ci imbattiamo in problemi comuni ad altri lavori analoghi. Per esempio quello della mancanza di fonti certe e attendibili.

Soprattutto perché da sempre l’uomo sembra trascorre parte del proprio tempo praticando attività ludiche e scommettendo su di esse.

Gli antichi romani giocavano il loro denaro alle corse delle bighe e sulle lotte dei gladiatori.

Nel medioevo erano conosciute e frequentate le baratterie. Una sorta di bische prima clandestine, poi tollerate, quindi riconosciute dai poteri locali. Luoghi (e individui) che trovano menzione anche nella Divina Commedia.

Ma è solo con l’avvento del Seicento che apre i battenti la prima, vera sala da gioco.

E’ il Casinò di Venezia, il più antico al mondo, poiché in attività dal 1638. Al suo interno i sudditi della Serenissima e i loro ospiti stranieri sfidano la dea bendata con i dadi e le carte. Gran parte degli altri passatempi legati al gambling devono ancora essere inventati.

La data però da evidenziare è quella del 1863.

E’ allora che il Lotto, forse il gioco in assoluto più conosciuto dagli italiani, entra a far parte del bilancio del regno.

Poi nel corso del XX secolo ecco l’apertura degli altri casinò.

Quello di Sanremo è del 1905. Ha il primato di avere introdotto nel nostro paese la roulette. Un gioco oggi molto popolare nei casinò online, come per esempio quello di NetBet, ma che all’epoca era giocato solo nella vicina Francia.

Nel 1933 si accendono le luci al Casinò di Campione, situato nell’exclave italiana in Canton Ticino, Svizzera. Struttura che, al momento in cui scriviamo, risulta chiusa e dal destino incerto.

Infine, alla conclusione del secondo conflitto mondiale, nel 1947, ecco aggiungersi alla compagnia il Casinò de la Vallée a Saint Vincent, nella parte orientale della Valle d’Aosta.

Sempre negli anni Quaranta irrompono nei bar e nei tabacchi il Totocalcio e il Totip.

A cavallo del cambio di millennio, anche per la capillare diffusione della rete, tocca alle scommesse sportive, prima in agenzia poi a distanza, al tanto reclamizzato bingo, alle new slot machine da bar (AWP), alle videolottery (VLT) e, in attesa di ulteriori novità, a tutti gli altri giochi virtuali.

Stando agli studi ESPAD e IPSAD dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) oggigiorno ammontano a 17 milioni gli italiani che hanno giocato d’azzardo almeno una volta l’anno scorso. Mentre il report pubblicato in avvio di 2018 dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio ricorda che nel 2016 la raccolta pro capite dell’azzardo nelle Marche è stata pari a 1.477 euro/anno mentre il livello di spesa s’è attestato a 361 euro/anno per cittadino.






Questo è un articolo pubblicato il 14-08-2018 alle 17:11 sul giornale del 14 agosto 2018 - 40 letture

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