L’arte è un gioco da ragazzi: Il Paese dei Balocchi 2018, ecco cosa dobbiamo aspettarci [VIDEO]

09/08/2018 - Tutto è iniziato per gioco. E - del resto - pur sempre di giochi si tratta. Ma Il Paese dei Balocchi è molto più di un contenitore di momenti ludici. È un frangente di sensibilizzazione che, unita al divertimento, fa ancora più presa. È una quattro giorni di eventi a metà tra intrattenimento e buone pratiche. Insegnate, ovviamente, attraverso il gioco. Per questo la kermesse - in programma anche quest’anno a Bellocchi – va vista come un momento felice per la città. E di costruzione di un mondo migliore. Anche da qui la proposta di un’edizione che strizza sempre più l’occhio all’ecologia. Anche se – va detto – al centro dei nuovi Balocchi, quest’anno, ci sarà lei: sua maestà l’arte.

Al contrario delle altre volte non si comincerà di giovedì. Come ricordato dal “patron” Michele Brocchini, il fischio d’inizio è infatti fissato per venerdì 17, a dimostrazione di come la superstizione non abbia niente a che vedere con il gioco più vero e autentico. In programma c’è una lunga serie di appuntamenti che si allunga fino a lunedì 20: per la prima volta, dunque, la grande festa di Piazza Bambini del Mondo si mangerà anche un pezzo della settimana successiva, tra performance di danza, teatro, musica, scrittura e pittura. In altre parole: arte. Che – come recita lo slogan di quest’anno – va imparata, ma non messa da parte. Anzi, va coltivata. Le passioni vanno sfogate senza preoccuparsi del giudizio degli altri, dando vita al proprio sentire. Ecco il grande messaggio dei Balocchi 2018. Che – nel loro piccolo – sanno di rivoluzione.

La manifestazione, poi, ha un sindaco che cambia ogni anno. Niente squallide campagne elettorali: “vince” chi ha fatto qualcosa di bello – e di grande – per i bambini e non solo. Per questo, nell’imminente 15esima edizione, sarà Don Antonio Loffredo a ricevere la fascia di primo cittadino. È nientemeno che il parroco del rione Sanità di Napoli, che ha aiutato tanti ragazzi a non finire nelle grinfie della camorra. Come? Attraverso l’arte, ovviamente. Centinaia di “ex bambini”, ora, fanno i restauratori, le guide turistiche, e c’è pure chi ha aperto un ristorante. Dalle parole ai fatti. Ed eccola qua, la rivoluzione.

Altro tratto distintivo dell’evento è la ricchezza del suo programma. A ricordarlo è stato anche Renato Claudio Minardi, vicepresidente dell’assemblea legislativa della Regione Marche, secondo cui “il Paese dei Balocchi è capace di valorizzare il ruolo dei più piccoli e la loro fantasia, indispensabile per sognare in grande”. Anche il consigliere regionale Boris Rapa ha posto l’accento sulla varietà della proposta, “non solo svago – ha detto -, ma anche momenti culturali capaci di stimolare pure gli adulti”.

Tante le occasioni di divertimento e di riflessione, dunque, anche grazie ad alcuni capisaldi di questa grande festa colorata. La balena gigante che si esplora dall’interno, il Lucignolo spara-balle (di sapone), ma anche il buon Geppetto. Per quanto riguarda quest’ultimo, il 2018 segnerà un epocale cambio della guardia: dopo anni, la parrucca del papà di Pinocchio passa dalla mani di un emozionato Filippo Tranquilli a quelle di Federico Talamelli, che riceve così un testimone pesante e da onorare con tanta passione e voglia di divertirsi.


Non è tutto. Il Paese dei Balocchi proporrà anche il gran teatro di Mangiafuoco, la Casetta del Bookcrossing e il Ludobus dei Balocchi. L’associazione “ProArt” di Piagge, invece, ha organizzato un singolare concorso di pittura, che prevede la realizzazione di sei pannelli di grandi dimensioni su cui verranno riprodotti i dipinti dei vincitori, ispirati alla favola originale ma legati all’attualità. Ci saranno inoltre degli spazi ad hoc per permettere ai bimbi di colorare la loro opera d’arte, con la supervisione dell’artista fanese Giovanni Piccini. Si chiama “Il capolavoro siamo noi”, invece, il contest ideato dalle “Pinocchiette”, che prevede la realizzazione in loco di un selfie reinterpretando una famosa opera d’arte. Importante anche la collaborazione con “#Equi-libri”, che porterà al Paese dei Balocchi 2018 una libreria gestita da ragazzi disabili in cui sarà possibile acquistare volumi nuovi e usati.

Tra le certezze anche quella di non dover mai tornare a casa con la pancia vuota. Hamburger – anche in formato “baby” -, piatti biologici e senza glutine, e una grande novità: la pizza con farina di Teff, che prende il nome dall’omonimo cereale coltivato in Eritrea ed Etiopia, ricco di fibre, calcio e ferro, e che contiene un’importante percentuale di proteine.

E la musica? L’inno, intanto, è stato riconfermato a furor di popolo. È stato scritto e interpretato dal cantautore fanese Luca Vagnini, che si esibirà anche quest’anno. Sarà sul palco insieme ai Roaming Raiders. Poi ci sarà la DNA Pink Floyd Tribute Band, lo swing dei TSO e il revival ’70 e ’80 – con successi italiani e internazionali – dei Karta Karbone. Tra le altre iniziative anche la presenza dei B.A.C.A. (Bikers Against Child Abuse), organizzazione mondiale che aiuta i minori vittime di abusi a uscire dalla spirale della paura.

Tante le idee a misura di bambino, quindi, in una città in cui i più piccoli sono sempre più protagonisti. Lo ha ricordato anche il sindaco Massimo Seri, secondo cui “mai come in questi ultimi tempi Fano ha dedicato tanta attenzione ai bambini. Vorrei ricordare – ha aggiunto - come nel novembre 2016 abbiamo concesso la cittadinanza onoraria al piccolo Divane, il profugo nato a bordo della nave di Medici senza Frontiere in pieno Mediterraneo”. Un esempio quantomai concreto e attuale, questo, che si aggiunge alle tante idee messe in pratica in una città che si è autoproclamata “delle bambine e dei bambini”.

Eccola, la sensibilizzazione. “In un mondo in cui il cinismo avanza, per rimanere umani occorre capire quali siano le dinamiche, e soprattutto le buone pratiche”. È questa la visione del vicesindaco e assessore al turismo Stefano Marchegiani, secondo cui il Paese dei Balocchi “offre sempre degli ottimi esempi di vita felice, storie di positività di cui abbiamo tanto bisogno”. In altre parole: restiamo umani, attraverso l’arte e il gioco. Anche grazie a una festa pensata per tanti ma costruita da pochi, uno zoccolo duro di una ventina di persone in cui soccorso arriva sempre – puntuale – il grande e pacifico esercito dei volontari e dell’associazionismo fanese.


di Simone Celli
redazione@viverefano.com






Questo è un articolo pubblicato il 09-08-2018 alle 17:20 sul giornale del 10 agosto 2018 - 569 letture

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