Fanocuore: accordo sulla sanità, "Quale futuro per la Cardiologia dell'ospedale?"

Fano 03/08/2018 - Recentemente nella nostra città è stato presentato, in un incontro pubblico presso la chiesa del Suffragio, l'accordo tra il Comune di Fano e la Regione Marche sul futuro della sanità a Fano

Leggiamo nell'accordo che l'ospedale Santa Croce rimarrà aperto con le strutture di Pronto Soccorso, Postazione dell’emergenza territoriale (Potes), con i reparti di Chirurgia, Medicina, Ortopedia, Terapia Intensiva (rianimazione), Medicina e Chirurgia d’urgenza H24.

Non è prevista la Cardiologia, oggi presente.

La nostra Associazione, che a suo tempo come Associazione Cardiopatici Fanesi si battè per l'apertura del reparto di Cardiologia a Fano, non può tacere di fronte a questa proposta, facendo notare come, ancora una volta, nell'amministrazione della cosa pubblica si assiste a repentini cambi di programmazione smantellando costose attività appena avviate.

Ci riferiamo in particolare alla Riabilitazione Cardiologica, inaugurata a Fano nel 2011 e indicata dalla Regione come di “interesse strategico” e all'Ambulatorio per lo Scompenso Cardiaco introdotto nel 2012 e successivamente ampliato e potenziato.

Domandiamo: queste realtà, assieme all'intero reparto di Cardiologia, verranno quindi cancellate?

Si prevede di mantenere a Fano un Pronto Soccorso che non avrà alle spalle una Cardiologia che assieme alla Rianimazione completerebbe un vero Dipartimento di Emergenza?

Esprimiamo la nostra preoccupazione per questi programmi.

In merito poi al progetto del nuovo ospedale rileviamo che dopo decenni di discussione sulla sua collocazione, dopo commissioni e algoritmi che analizzavano la validità dei vari siti proposti e dopo aver scartato l’unico territorio pianeggiante e ben servito dalla viabilità esistente (stranamente giudicato non idoneo da un algoritmo forse opportunamente “addestrato” con valutazioni numeriche quanto mai dubbie…), leggiamo che il nuovo ospedale verrà realizzato a Muraglia, area posizionata in territorio collinare, che per essere raggiunto prevederà, appunto, investimenti di milioni di euro per la viabilità. Di contro, nel luogo pianeggiante e già ottimamente servito dall’esistente viabilità, sorgerà una clinica privata. Non ci sembra di veder prevalere l'interesse pubblico in tutto ciò.

Non sarebbe meglio costruire un ospedale pubblico (e non una clinica privata) lì dove già ci sono strade e servizi adeguati, nonché una morfologia pianeggiante, piuttosto che pensare di costruire un ospedale dove occorre modificare una collina con enormi sbancamenti e spendere milioni di euro per migliorare le strade?

Non sarebbe ora che gli amministratori che governano la “res publica”, guardino con più attenzione ad una logica di costi/benefici piuttosto che alla vicinanza dell’ospedale dal capoluogo di Provincia?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-08-2018 alle 10:15 sul giornale del 04 agosto 2018 - 399 letture

In questo articolo si parla di attualità, cuore, cardiologia, infarto, associazione fanocuore, Inctus

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