Fano dei Cesari e corsa delle bighe, gli animalisti: "Lasciate stare i cavalli"

3' di lettura Fano 05/06/2018 - Leoni e gladiatori fanno parte della storia e delle tradizioni della grande Roma antica, ma non sono previsti nel programma della nuova Fano dei Cesari, ribattezzata "Fanum Fortunae": Tempio della Fortuna, ma non per tutti, men che meno per i cavalli che saranno costretti a gareggiare su una pista inadeguata.

I cavalli sono creature bellissime e intelligentissime, che un tempo venivano necessariamente sfruttate per i lavori di fatica, attaccati all'aratro o a carrozze per il trasporto di persone e merci. Poi finalmente il motore a scoppio ha avviato il progresso tecnologico grazie al quale trattori ed autoveicoli hanno evitato lo sfiancamento e la sofferenze di questi animali.

E l'auspicato, contestuale progresso culturale? Si è fermato davanti ai palii, alle rievocazioni storiche, al circuito delle scommesse e ai turisti che si trastullano a farsi trasportare in una pesante carrozza trainata da un povero cavallo.

Anche Fano, dopo una pausa di qualche anno, ha ceduto all'arretramento culturale riproponendo la corsa delle bighe, che vista dal punto di vista dei cavalli è l'obbligo di trasportare un umano su un pesante calesse, correndo su un substrato inadatto alle loro potenti ma fragili zampe ferrate, bardati e con un ferro incastrato tra la lingua e le gengive (il morso) manovrato da stringhe (le redini) che gli indicano "gentilmente" dove andare e cosa fare. Ovviamente il trasporto da chissà dove e l'addestramento fanno parte del pacchetto. In questi palii rievocativi capita non di rado che i cavalli scivolino e si rompano i legamenti, anche se sul percorso viene stratificata della sabbia, specialmente in curva. L'epilogo non è mai felice per il cavallo: trasportato altrove spesso viene abbattuto lontano dagli occhi del pubblico.

Ma allora, perché si continuano a svolgere queste crudeli manifestazioni? Scontata la risposta: per tradizione, per rievocare gli usi e i costumi dell'antica Roma! Ebbene, in quegli usi e costumi v'erano anche i giochi con i gladiatori ed i leoni che sbranavano cristiani, oppositori e carcerati: sperando di non aver solleticato le fantasie di qualcuno, in particolare in odore di elezioni, ci si chiede perché allora non dare vita ad una bella rievocazione completa di tutto?! Probabilmente perché sono pratiche eticamente inaccettabili, ma dov'è la linea di demarcazione tra ciò che è e ciò che non è accettabile?

Chiediamo al signor Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale di spostare quella linea e portarla al punto giusto, lasciando in pace questi bellissimi animali ed utilizzando diversamente i consistenti risparmi che si avrebbero eliminando dal programma la corsa delle bighe.

Firmato dalle seguenti associazioni animaliste e ambientaliste della Provincia di Pesaro e Urbino:

ANPANA – ENPA – GUARDIE ZOOFILE OIPA – LA LUPUS IN FABULA – MELAMPO – LIPU – GLI AMICI DI PLUTO E SILVESTRO – I RANDAGI DEL CUORE -






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-06-2018 alle 10:55 sul giornale del 06 giugno 2018 - 916 letture

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