Bene Comune sulla gestione dei rifiuti: "Fano non diventi l'immondezzaio della provincia"

3' di lettura Fano 25/05/2018 - Dopo aver perso il Tribunale e la caserma, Fano forse perderà pure l’ospedale ma in compenso diventerà la ‘discarica’ unica di tutta la Provincia, e non solo per la frazione organica, con la realizzazione del digestore, ma anche per i rifiuti indifferenziati.

È bene, infatti, che i fanesi e i cittadini degli altri comuni associati in Aset spa, serviti dalla discarica di Monteschiantello, sappiano che l’Ambito Territoriale Ottimale 1 (Provincia di Pesaro e Urbino), nella persona del suo Presidente Daniele Tagliolini, ha intenzione di adottare un Piano d’Ambito per la gestione dei rifiuti che, per assecondare la bramosia di utili di Marche Multiservizi s.p.a. e del suo socio privato Hera s.p.a., se approvato, provocherà la chiusura anticipata delle altre due discariche provinciali, quelle di Tavullia (Ca’ Asprete) e di Urbino (Ca’ Lucio), entrambe gestite da Marche Multiservizi spa, destinando l’unica discarica residua, quella di Fano appunto, al servizio di tutti i Comuni della Provincia, abbreviandone in tal modo drasticamente il tempo di saturazione. Il motivo di una così improvvida politica ambientale è presto detto: grazie al progetto speciale di chiusura anticipata, il nuovo Piano, dichiarando non strategiche le due discariche gestite da MMS, le abiliterebbe a massimizzare le tipologie di rifiuti in ingresso.

Le due discariche di Tavullia e Urbino potrebbero così ricevere con libera circolazione, senza limiti geografici di provenienza e per qualsiasi quantitativo, rifiuti speciali ben più remunerativi di quelli urbani, e vedrebbero quindi accelerare le loro tempistiche di chiusura rispettivamente in 10 e 5 anni, trascorsi i quali in Provincia rimarrà la sola discarica di Monteschiantello. MMS godrebbe così degli introiti dell’operazione mentre a Fano resterà la funzione di ”immondezzaio” di tutta la Provincia, senza neppure godere di un corrispettivo indennizzo. Tutto ciò in barba ad una oculata politica conservativa delle discariche, che, essendo comunque impattanti sull’ambiente e per questo mal viste dai cittadini, costituiscono una risorsa da conservare con cura, per il maggior tempo possibile.

Di tale assurdità si è per fortuna accorta la Regione Marche che, considerando le discariche come un bene strategico da salvaguardare, destinabili all’occorrenza a servizio dell’intero territorio marchigiano ma non anche dei rifiuti provenienti da fuori Regione, fin dal luglio 2017 ha bocciato il Piano proposto dall’A.T.O. provinciale. Sennonché il nostro Tagliolini non ha voluto accogliere i rilievi della Regione Marche. E così, invece di prenderne atto e di darne tempestivamente notizia ai Sindaci della Provincia, ha tenuto questi all’oscuro per mesi. Ora torna alla carica, cercando di coinvolgere nella sua iniziativa alcuni Sindaci, col proposito di contestare i rilievi della Regione e di portare a compimento il suo progetto. Il regista di questa operazione è quello stesso Tagliolini, al quale, solo tre mesi fa, contestammo di assecondare gli interessi delle multiutility locali, facendosi promotore di una proposta di modifica del piano tariffario per il servizio idrico con la quale si voleva introdurre un criterio di fatturazione delle perdite occulte molto più oneroso per i cittadini.

Ritenendo la discarica di Monteschiantello un prezioso bene comune della nostra città, ci auguriamo che il Sindaco di Fano e quelli dei Comuni associati in Aset spa si oppongano decisamente ad una così scellerata gestione dei rifiuti, si battano per difendere gli interessi dei loro concittadini e con essi di quelli dell’intera Provincia. Seri si rifiuti di rendere Monteschiantello l’unica discarica provinciale e di subordinare gli interessi dei cittadini a quelli economici di MMS.






Questo è un articolo pubblicato il 25-05-2018 alle 16:18 sul giornale del 26 maggio 2018 - 408 letture

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