Fano, bomba allo scolmatore: il cantiere si è fermato. Il punto della situazione [FOTO]

3' di lettura Fano 16/03/2018 - Dalla strada un silenzio quasi totale. A pelo d’acqua volatili che si lasciano cullare dal mare, mentre in spiaggia passeggiano anziani signori che, seppur non ti conoscano, ripensano allo spauracchio della bomba di pochi giorni fa, ti fermano e in dialetto ti chiedono: “Abbiam preso un bello spaghetto, eh?”. Lo spaghetto è lo spavento. E si sente soltanto la voce dell’anziano, oltre alle onde che s’infrangono sulla riva. Poi più niente. Perché le ruspe sono ferme. I lavori agli scolmatori di viale Ruggeri sono stati messi in stand-by.

Ci si domanda quando potranno riprendere, quando il cantiere potrà tornare a essere attivo. Stando ai pronostici, l’opera di prolungamento – quella che garantirebbe coste più pulite e un miglior deflusso delle acqua piovane che a volte paralizzano parte della città – avrebbe dovuto essere ultimata tra aprile e maggio. Insomma, prima dell’inizio della stagione turistica. Chissà se ora sarà possibile rispettare i tempi. Quel che è certo è che presso i cantieri di viale Ruggeri tutto tace. In entrambi i cantieri. Perché, oltre a quello “della bomba”, c’è pure quello verso l’ex-pista dei go kart. Tutto fermo, in via precauzionale.

“Fatto imprevedibile”, e poi “nell’area erano state fatte tutte le verifiche necessarie”. Il presidente di Aset Spa Paolo Reginelli ha assicurato che, a livello di controlli, è già tutto in regola. Ma il ritrovamento dell’MK6 di fabbricazione inglese ha costretto a un’ulteriore pausa di riflessione. L’intento è chiaramente quello di accertarsi che non vi siano altri ordigni, per evitare episodi eclatanti come quello degli ultimi giorni. Le verifiche verranno fatte sia in terra sia in mare, a ridosso di entrambi i cantieri. Il numero uno di Aset Spa vuole garantire la massima sicurezza agli operai che lavorano agli scolmatori, così come a turisti e cittadini.

Ora l’ordigno è adagiato sul fondo del mare. Si trova a due miglia dalla spiaggia, circa quattro chilometri. Nel frattempo, tutti hanno parlato del caos di metà marzo, tra retaggi bellici ed evacuazioni che hanno fatto discutere. Sui social è partita la corsa al toto-esodo, ognuno convinto di quanto dovesse essere ampia la famosa zona rossa, quella più a rischio. Per fortuna, in tanti hanno saputo riconoscere che la macchina organizzativa del COC (il Centro Operativo di Controllo) ha funzionato come si sperava, e che i militari hanno compiuto un vero e proprio atto di eroismo nei confronti dei fanesi.

Le tv nazionali hanno puntato i riflettori sulla Città della Fortuna, dalla Rai a Mediaset passando per Sky. Pressoché tutti i quotidiani hanno parlato della bomba di Fano, la cui eco è arrivata persino alle orecchie della BBC. E adesso? L’ordigno resterà lì fino a lunedì, fino allo scadere delle fatidiche 144 ore, durante le quali potrebbe anche esplodere da sé. La Guardia Costiera ha garantito il monitoraggio della bomba che, presumibilmente, verrà poi fatta brillare. Con buona pace della fauna marina.








Questo è un articolo pubblicato il 16-03-2018 alle 18:15 sul giornale del 17 marzo 2018 - 1226 letture

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